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http://archive.org/details/leimaginideglide01cart
LE IM AGII
De gli Dei de gli Antichi DEL SIGNOR VINCENZO
Cartari Reggiano,
&Cjlle quali fono dejcritte la Religioni de gli ^Antichi, li Idoli) riti , 6^ C et emonie loro ,
Con l'aggiunta di molte principali Imagini, che nell'altre mancauano,
Et con l 'e fpo fittone in epìlogo di cìafcbedunas & fuofignificato*
'Eftratra dall'iftefiò Cartari per Ceface Malfatti Padoano ,
Con vn [athalogo del Mede fimo di cento, e pmfamofi Deìtlor natura e proprietà , efiratto da queflo & altri autori:
Opera vtiliflìmaà Hifterici, Poeti , Pittori, Scultori , & Profefsori di belle lettere.
CON LICENZA DE* SVPERIORI, ET PRIVILEGIO*
•~
IN V E N E T I A, MDCXXV, Appreffo Euangclifta Deuchino.
133490
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'Jbrnrt
AÉ
MO
OR
AL MOLTO ILL- E CLAR. SIG
ePadron mio ofleruandiflìmo
IL SIGNOR FILIPPO
MANNELLI.
A prudenza dulie accompagnata daU la cognitione delle Lettere , e ladol- cet&a de' co fiumi congiunta alla no- biltà delfangue rtfpledono con sì chia- ri lampi nella perfena di V.S. Clarifs» che inuitano da lontano ancor me adefferne ammiratore. Come ambitiofò delia fua gratta ^vorrei venirle acanti con alcun merito, ma, pe rche ne fon del tutto pr ino pro- curerò à! introdurrne colmezgo delle "virtù altrui , Ec- cole dunque l'Immagini degli Deidei Sig. Cartari ri- Campate da me con molta Jpefa> e non minor diligenza* S 'il dono per mio difetto nonfuffe degno di lei, la mate- ria almeno 5 che e nobili (Sima ^ fi confarà alla altera de* fuoi concetti . sAnzJ dalla legione di quefto libro cono- fiera V.SXlarijfima quanto fiafacilcofà à mortali l'in- correre ne li 'idolatrìa d'vrìhuomo > che appartfca di He roiche virtù fegnalato* Ella da tutti riuerita, e per va- lermi della fr afe comune sqmfi * adorata per lafua bontà» sforza me col/uo merito adeJfferlefiruidore*Taccio tan*
tichiti
133490
tich'tti della /ùanobiliffima famìglia , e /a copia delizi ricchezze, ehe^ come beni e perni 3 e dt fori mia fono Sti- mati da le? filo per incitamento di maggior ?trtù. E, fé ff eque fio luogo darepilogare le lodi dt V.Sig.Clarìf firna 5 ragionerei delle parti proprie del fio animo 9per le .quali , oltre Sappiati fo vniuerfiie 3ha meritato i primi homri della fia fiorii tjfima Tatria3di citi ella è degni fi fimo Senatore* Riceua dunque coni y fiat a benignità quefta arra della miafiruitù pagatale dalla ^volontaria mia diuotione, e fi bene incomincio adejjò adejjerlefir- ui dorè, fin ficuro , ch'ella non terminerà Rincominciato cor fi de fttoi fattori , mentre io corri fionda con *v guai front e^a aÙ'ecceJfo delle fuegr atte. Lejò perfine r ine- renza > e le prego da Dio ognt bramai a felicità* *DìVenetiali 9* di Gennaio 1624.
DiVàig* molto UluttYe) e Clariffima
DeuotiJJìmo Servidore
Evangeli fta Deucbtno*
TAVOLA DELLECOSE NOTABILI
che nell'Opera fi contengono .
CILIO Glabrione fir i! primOjChein Italia faceffe Statue dorate, io . Acitani faceano Mar- te ornato di raggi. ^ 99 Acinace de gli Sciti. 294
Aci mutato in fiume 19$
A cheloo combatte con Hercole. i9s Acheronte fiume. 21?
Achore Dio delle mofche appreSìb a
Cirenei. 25 9
Acqua del Sole. 125
Acqua di Diana miracolofa contri gli
Spergiuri . ' 1 1 1
Acqua pofta nel vino. 307
Adad maggior Dio de gli Affirij. 53 Adargate Dio . 53
Adiante detto capeluenere. 309 Adoniefefte. 403
Adon per il Sole . 404
Adone vccifo dal Cinghiale • 404 Adraitia fu detta Nemefi. 341
Agamennone fdegnò Diana vcciden
do vn ceruo . 72
Agrippa tentò di persuadere à Roma
ni3che metteffero in publico tutte
leftatue,etauole. io
Agelifte nato del feme fparfo in terra
daGioue. JJ3
Agenore cerca Europa.' 254
Afrodite . 354
Amaltea nutrice di Gioue. 114
Almonefiume. ij4
Armata prima Vergine Vertale. 159 A letto. 309
Altare d'EfcuIapio adornato d'herbe.
Ambafciatori pacifici. 231
AmbaSciatori della Spagna a Marcel
lo co ynapelJedilupo auantie co
rami di Verbena3e d'Oliuo. 233
Alcibiade accufato in Athene >_&:
perche. 242
Amorconhuomonalcente. 250
Altari nelle Academie de gli Athe-
niefi. 2J2
Aitar d'Hercole detto il giogo del
bue 256 A ietrione mutato in gallo. 300 Ammonitione alle donne. 3?? Amor congiunto con la fortuna. 3 5 <* Amore non è vno. 372
Amor con Tali d'Amore. 360
Amore rimile al Sole. 361
Amor con la face accefa3nato di Vul- cano^ di Venere. 361 Amiamo in due modi. 3 63 Amore , & Anterote pofti dagli Elei nelle icole. 36% AmorLeteo. 366 Amori fon moki. 366 Amori come disegnati. 369 AlefTandro Seuero mangiaua fola- mente lepri. $69 Amor più giouine de gli altri Dei te- nero^ molle. 371 AmorbelliffimOjtrafiori 334 Amor deferi tto da Mofco 373 Amore ifpollo 378 Amori Scherzanti con vna fatti da Archefilao" 379 Amore vinfe Pan 379 AmoredefcrittodaApuIeio 344 da Orfeo. 380' Amore con le factte 377 Amore tormentato 386 Amori nati delle Ninfe 3jy Antonio Sabino voleua Sacrificare vn bue a Diana in Roma. 74 Anteuorta 3 1 a An-
T A V
A n ritrite moglie di Nettuno i8a Animali di Marte . 299
Antipodi 20?
AnubiDiodegli Egitij come dife- gnato 151
anubi figliuolo d' Ofìri 25 2
angeronaDea 277
anfitrione imparò da Bacco à tem- perare il vino con l'acqua 307 antonin Pio fé portar la Fortuna nel
la ftanza di Marco Antonio anterote 56$
anterote partorito da Venere 365 anime difcendono dal cielne'corpi per amore 379
api Re Dio 50
api,& Ofiri il medefimo 50
api appariua in Menfi 50
apollo Tempre giouine 38
apollo capo delle Mufe 40
apollo Dio de l'inferno perche nel mezo. 40
anima à dui Lumi 32
apollo perche in mezo 41
apolloconquatroochì» 46
apollo Liceo 4*
apollo fi mutò in coruo 43
apollo padre della medicina come notato in Egitto con quattro orec- • chie 46
apollo còme fatto in rietra , città dell'Achaia. 48
apollo cuftode de gli armenti di Laomedonte $4
apollo cuftode de gli armenti di Ad meto . 54
apollo padre d'Efculapio vccidei Ci dopi 59
apollo Sminteo 64
apollo da Fenici legato 290
apoftrofìa cognome di Venere. 393 apollo con le Gratie , Bacco ,'é Mer- curio 408 apollo con le Gratie nella man de- lira 405 aquila d'oro , polla da Herode fopra la maggior porta del tempio in Hieruiaìem/pezzatada'Giudei 4
OLA
aquila di Gk>ue Regina degli vccel li 115
aquila porta il fulmine a-Giouenei becco . 11 j
aquila Re de gli vccelli 11 J
aquilone vento 191
aquila legno di vittoria 198
aquila portata da'Romani perinfe- gna alla guerra :. 198
aquila volata fopra lo feudo di Hie- roneinfegnade'Perfi 2,98
arco di Diana 7*
arca di Ciplelo Tiran di Corinto 78 , arpocrate perché in tutti i tempij de gliEgittii Ji
arcadi fi tenere no più antichi di tut- ti i Grecite foli fi ialuarono al tem podelDiluuio ' 91
arcadia nel mezo al Peloponnefo
91 . arcadi credettero,chela luna dopo il
Diluuiofofie natadinuouo, 9* ariadna abbandonata daTefeo 3 1 a argo vecifo da Mercurio 245?
argo che lignifichi con tanti occhi *
249 arme d'Ercole i?4
arimafpi con vn fol occhio 166 atti di Minerua 2,70
armatura di Marte 285".
aiTarte figliuola di Ciclone moglie e forella di Saturno 28
afiìri j non voleuano,che fi face/fero fimulacrijfe non a gli Dei che non fi vedeuano 37
afino offerto ad Apollo 6$
afpetti uarij della luna moftraticon velli bianche 3 e dorate 3 e con la face accefaj& con la celta 8z afpetto della luna inoltrata con ve- lli fofche 81 afopo fiume paffato da Xerle 2J4 afino dato a Bacco 31* afino con Priapo 334 afinelle ideile del cielo 334 afino vinfe Priapo nella mifuradel membro 33? ati amato dalla gran Madre,e fùa fa- uola
T A V
uola 1 5 1
ati come nato -. 153
ati che lignifichi i$j
atamentediuenta pazzo . $ 14
atropo % 2 S
atelìgnifica calamitai Dea 3 78 auguttofe trarre dalla Itatua di Ce- lare il figliuolo di M.Antonio io aurora amante di Cefalo 69
auoltoio intefo da gli Egitti; perla natura 84
auolcoi tutti fon femine, e niun ma- rchio impregnati dal vento Euro
S4 aultro vento 192
auoltoio facrato a Marte 3 00
auerrunciDei, Auerruncare che di- nota preffoa'Latini 3 k>
B
BAcco con le corna di Toro 113 Baccoperl'Autunno 32
Bacco Tempre giouane 38
Baciar la mano a gli Dei 80
Baci dati a piedi decaualli del carro
di Apollo 80
Bacco odiato da Giunone 143
Baciar la mano 23 7
Bacco ha molti cognomi 304
Bacco difegnato in due modi,e quan
ti fiano ìtati,eper lo Sole,econ le
corna 30S
Bacco in forma di Toro 309
Bacco di diuerie età 304
Bacco perche vecchio 304
Bacco capo delle Mufe 305
Bacco alleuato in Nifa dalle Mufc
306 Bacco per il Sole 307
Baccanali 3I2.&32J
Bacco perche vellico con verte di
Donna 313
Bacco perche detto libero padre 3 1 2 Bacco preffo a gli Elei, & perche det
toBaffareo 313
Bacco perche con laferula 3 1 6 Bacco armato 316
O L A
Bacco cinto di ferpenti dalle parche 119
Bacco sbranato da'Titani^econ le Deeeleufine 323
Bacco con le cornale veftito da femi na 309
Bacco adorato per Priapo da gli Egi ci j , e cangiatoli in Becco., e in ca- pretto 328
Bacco con vno fcettro,e col membro virile in cima 3x8
Bacco^conle Gratie,& Apollo., & Mercurio 409
Beotij indignarono dal cantar con- tinuo de'galli la vittoria,c'hebbe- rocontra Lacedemoni; 43
Becco adorato nell'Egitto 5 2
Bellerofontevccife la chimera. 220
Bellona da'Romani fuor di Roma te nuta 25 ?
Berecintia onde detta 152
Bona Dea 172
Bona Dea odiaua il fello mafchile
J73 Bona, ò Fauna Dea di chi foffe figli- uola 1 7» Buccina de'Tritoni 177 Belzebù idolo delle mofche preffo a gliAccaroni 201 Bellona 267 Bello fi diletta di fanguefparfo 167 Bilancia di Gioue 10S E uè di metallo dedicato ad A pollone caro ad Apollo 48.&50 Bue vtilifTimo a'mortaIi,moitraua il culto della terra, è adorato per O- iìri in Egitto,perche,ecomedagii Egittij adorato 48 Buoi , ò Vitelli tutti de l'Egitto non erano buoni pereffereilDio Api
51
Bue,o vacca belliflì ma nata preffo a Sabini 74
Bue fi confa a Diana.in tefa per la lu- na -7f
Bufone detto il facerdotedi Gioue 123
Bue fatto d'vn pomo , per facrificare a » ad
T A V
adHercoIe 26$
Buefunegliltendardi Romani 298 Bueperlacoltiuatione jo
CAligula,e fua vanagloria 10 Cam a Dea 29
CardinaDea 29
Caio Licinio votò vn tempio alla Dea delia giouentù 38
Cappello roffo a cui dato 44
Cambife, perche fece vcciderc alcu- ni de principali di Menfi 5i Cambife fcannò il bue,menato a lui dauanti da facerdoti di Meufi,e di cea.non potere eu*ere5che alcun Dio veni/Te in Egitto fenza ch'e- gliilfapeffe 51 Capo di Vulcano 58 Capro offerto ad Apollo 6$ Carro di Febo 67 Caualli al carro di Febo 66 Caual Pegafeo al carro dell'Aurora
69 Careftia in Parrà, & perche 73 Carro di Diana 75
Carri perche dati àgli Dei 7>
Capra celette 105
Caualli al carro della Luna 76
Capra riuerita in Grecia 105
Capre, e becchi molto riueriti da gli Egittij 104
Caprari molto ftimati 104
Candaule vccifoda Gige 119
Caitore 98
Caualli bianchi donati da Giunone Ca(tore,& a Polluce 135
Caitore, & Polluce apparfia Vati- nio,ecombattetero per li Locrefi
Carro di Giunone 133. & 12 8
Caitore e Polluce con cappelli 133
Caflore,e Polluce come fi difegna-
uano 132
Caftori pofti con Giunone,e legano
a Giunone i piedi con catened'o-
ro _pche inuocati da Nochieri 15 6
O' L A
Caio , e Caia , perche vfati a nomi- narfene matrimonio 143
Cai 2 Cecilia chi foffe 143
Carro di Ope Dea 151
Caro di Cerere 163
Capro perche a Bacco facritìcato
168
Carro di Nettuno 17^
Carride morirò rubbòi buoi adHer
colere fulminato da Gioue 183
Canopo adorato in Egitto, e come
di legnato 184
Capro offerto ad Apollo ° 6$
Canopo Dio disfece il Dio foco Ì84
Caualli guardati da Caitore, e da
Polluce 184
Cauallo fatto nafcer da Nettuno che
voglia dire 186
Caualli appartenuti a Nettuno i8<5
Caualli Quattro gittati in mare a
Nettuno 187
Carro dell'Oceano 1Z9
Carro di Plutone 308
Caflìteride iible,e fuoi habitatori
308
Calore di Plutone 309
Cancellieri de i Dei 216
Carnale Cardinea Dea 218
Charon dipinto da Polignoto 228.
Caduceo da A pollo donato a Mercu
rio 232
Carro della notte 244
Caduceo accommodato al nafcimé-
todeli'huomo 233
Cani non andauano nei tempi] di
HercolèinRoma 259
Capoc'iMedufa 282
Caual Pegafeo 284
Cambife Re fchernia certi fimulacri
di Dei 289
Cani cultodi di Vulcano 289
Caualli di Marte 290
Cauallo preflb a gli Sciti vittima di
Marte 2 94
Cafadi Marte 291. & 398
Cauallo fu ne "li flendardi Romani
Cauallo facrincato a Marte. 290. &
a?9
Cane
T A .V
Cane anima! di Marte 1 99
Caia detta Galea 317
Capro vittimagrato a Bacco 328 Carte contarla 330
calunnniadipintadaApelle 337 cafa-dell'inuidia 347
carro di Venere 390
carri dati a gli Dei 390
c.illipiga cognome di Venere 336 carreni (rauano lòtto alle Dóne 3 9 s cerai grati a Diana 74
cerua facrificata a Diana 73
cerni al carro di Diana 75
cenadi Hecate 80
cerbero 82
ceremonia pazza dell'adorar Gio- ue , 95
ceremonie vfate nelle nozze 143 cerere in canal la 168
cerere deccaErinne,eincauallai68 cerere e perche detta Era 168
cerimoniedella Dea Bona 168
cerimonie d'Himeneo 14 $
cerimonie di giurare 112
cerimonieridicolofa 301
cefifo fiume 194
cerbero cane 204
cefifoto Scultore fé la pace nel gretti
boaPluto 308
cerere non volle maritar Prolerpina
ne a Febo., ne a Marte 25^3
cecropi fratelli prefì da Hercolc
cecropi perche mutati in Gatti Mai- moni 253 cerbero legato da Hercole 258 cerimonie d'Hercole 258 cerimonie vfate nel%far tregua, o pa- ce 298 ceremonie d'Ofìri 316 cero occafion prefTo a'Greci più gio- uane di tutti i figliuoli di Saturno e Dio come dilegnato 356 cepi pofti a piedi molti Dei 400 cigno d'Apollo, come fi confaccia ad Apollo, ha certte penne nel capo , che gli penetrano molto a dentro, cjuàdo è per morire, e come muo-
O L A
ia,fe piange,© canta morendo 43 ciclopi vecifi da Apollo 2 99
cinocefalo da gli Egitti j adorato 54 chiaue perche donata alle donne 77 cipfello l'iranno di Corinto 78 cizico città, da Gioue data in dota a Proferpina 79
ciembalo d'Ifide chemoftralTe 84 ciembalo detto Sillro 90
cicale d'oro portate in capo da gli A- theniefi 9^
cicogna che intefa d a gli Antichi nu trifee il padre, e la madre vecchi è polla da gli Antichi ibpra gii Icet tri 111
ciclopi 3,frabricatori del fulmine 11? cipfello Tiranno di Corinto 1 21 ciglia guardata da Giunone 127 citeron Signor dell'Eubea 138
cintia cognome di Giunone 14? cibele 148
chiaue data alla gran Madre 149 cibelo monte in Frigia, oue fu nutri- cata Cibele 157 cibele onde detta 157 circe innamorata di Glauco 182 circenfi giochi celebrati in honor dì Nettuno 185; ciplello,efuaarca 191 chiaue in mano à Plutone 171 ciprelto albero trillo 176 chimera moitro, è monte della Licia
220 cicogna facra alla Concordia 237 Cillenio 242
cilli che fiano detti da Greci 243 ciato yccifo da Hercole 2 5 J
emetta è fu l'elmo a Minerua 369 ciuette ad Atene 27 l
cornacchia amata prima, e poi odia- ta da Minerua, & accusò le figli- uolediCecrope 271 »
ciuetta che lignifichi , è volata a Hierone ful'hafta , vede di notte beniffirriò 271
cipfelo e fua arca 288
cipfelo eluaarca 29?
ciro portò in guerra vn'Aquila d'o- ro
T A V
ro con l'ale aperte fopravnalun-
gahalìa. 298
Ciflb è l'Hedera preliba Greci 315
CifTare che lignifichi 3 14
Cilfo fanciullo amato da Baccho }è
conuerfo in neviera 296
Cigni dati a Venere 294
Clufìo Giano 34
cleomonejVnde'Capitanid'Aleffan
dro Magno , ordinala caccia de'
CocodrilijCome traheife da gli E-
gitii denari .$2
Claudia Vedale 154
eloto 225
cornacchia in mano di Minerua 277
corone delle Mufe 40
chirone Centauro 28
colomba fu la fpalla d'Apollo 66
corona di Febo 67
colomba feorta di Partenope.quan-
do andò ne* campi Napolitani 53
compagne di Diana 71
colpa de' lacnficij crudeli di cui fof-
ie 71
corna de Buoi attaccate nel tempio
di Dianaj,neirAuentinOj e de Cer
uiappeiiin tutti i tempijdi Dia-
Ha in Roma,fuor che nell' Auenti
no 75
corna de Buoi foleno apponderfì à
Diana nell'Auentino 7$
corno di douitia 1 14
corno di douitia non di capra,ma di
Bue fecondo alcuni,della copiale
fua efpofitione d'Acheloo 1 1 4
coltello detto Cario np
corona di Quercia prelìb à Romani
iì5 conuerfìoni di Gioue 93
cornacchia chiamata nelle nozze 141 ,, conocchia con la Iana,& il fufo^qua do incomin ciò a portar fecola fpo fa 143
coribanti lacerdoti della gran Ma- dre 151 corona murale a chi fi daua 151 confuale fella 285
G eL A.
confo Dio i8j
corno di douitia leuato ad Acheloo, che lignifichi " 197
color di Plutone 205
corona di Plutone 20 5
cocito fiume 31?
coruo di Apollo 29
coftume de Lacedemoni j di batere li giouini 73^
corone delleParche 214*
corona della Pace 234
concordia Dea, e iuo difègno 23? color della Fede 23 6
cornice vccel della Concordia 23 8 corno del Sonno 246
cotile che dica prefibà Greci 25? colonrja bellica 269
cornacchia fcacciata da Minerua in man di Minerua 278
corazza di Minerua 20 j
commodo Imp. crudele^S: infoien- te voleua elTere chiamato Herco- le 284
corona di Gramigna honor 301 corno Dio de Conuiti 305
corni vfati nel facrificio di Bacco
308 corod'Ariadna 311
corna di Bacco 309
contraledonneauare 360
core fon te della vita 369
conca marina data a Venere 390 colombe vccelli di Venere 390 crane amata da Giano 29
crocodillo come offerto al Sole da gli Egitii dato al Sole 44
crocodillo nell'Egito adorato 5 a creator de gli Egictij 107
cralìde fiume 149
cribro di Bacco 311
cuninaDea 148
cubo 157
cupido Dio 355
cupido celeite 358
cupido,con Mercurio^ con Hercole
cupido nel tempio d'Elculapio in CorintOjCon la Fortuna 3 79 Damiaj
T A V
D
DAmia , & Auxefia * Genij paefed'Epidauro 13
Panao conrende con Gelanore in Argo del Principato della Città, edificò vn tempio ad Apollo Li- ceo 42 Dafne amata da Apollo 46 Dei Conienti antichi,non habitaua no in luogo folo 3 Dei de'Romani di legno 14 Dei de* Germani 6 Dei perche d'effigie humana 8 Dei vil'.e plebei ,faminfimilitudine di digerii animali , fatti in forma dihiu;mo3edi beiria \6 Dei hanno i piedi di lana 29 Dei degli antichi come introdotti
37 . ■ x
Dea della giouentu ?8
Dedalo fé prima d'ogni altro le fta-
tuecon piedi l'vn dall'altro diftan
ti 3 & aperfe gli occhi alle ftatue
prima d'ogn'altro 54
Dei fuggono da Tifone in Egitto
Deuerra Dea 103
Dea delle ricchezze 128
Dei principali de gl'Arcadi 167 Dei del mare come fatti 177
Delfini cari a Nettuno 184
Delfino Re de'pefci 184
Decreto Dea,e fatta grauidafenza fa
per da chi 189
Dee bianche 210
Dito poggio onde cofi chiamato 210 Decima parca 223
Dei con lhuomo nafeente 2 ?o Demone con l'huomo nafeente 2J0 Dei quali tutti hebbero oracoli 252 Dei deirefiercirio 250
Democrito volea che'l mondo furie
gouernato a cafo 2 80
Detto di Demoitene 280
Dei legati da Romanie perchecufto . di delle città chiamati ne'fon 299
OLA.
Defìderijhumaniquafi infiniti $66 Deadella libidine 3 80 .
Dei tutti malchijefemine . Dio non ha figura 3
Dionilio Siracufano con qual motto coprifìe i f noi facnlegi j 3 8
Diana quali deuiana3 Fafcellinain Roma 3 con fuoi fàcrifidj pallata da Romani a Lacedemoni) 72 Diana in tefa per la Luna 75
Diana 78
Diana detta Luci na,partorita da La- tona , fubico aiutò la madre a par- torire il fratello Apollo 74 Diana preflò a gli Elei nel tempio di Gioue Olimpio 75 Diana perche fatta con l'arco in ma- no 78 Diana TriformejTriuia.Trigeminaj detta in Roma Nottiluca 78 Didone 1 parfe le fimulate acque di Auerno 79 Diana cacciatrice 82 Diana cangiata in Gatto 91 Diphtera libro di Gioue 119 Dipintori^ Scultori antichi prende- uano lpeffo da'Poetij & talhor da sé difegnauano le fìatue de gli Dei 12O Dei in fimilitudine de animali i? Difcordia fra Giunone^ Gioue qual fia ii9 Dite,e Plutone 203 Dio delle Mofche 259 Dio de Mercanti 244 Difcordia fra qual Dei pofta3caccia- radalcieldaGioue,nonfu chia- mata alle nozze di Peleo 3 e Teti
Difcordia come difegnata 29?
Dionifìo onde detto 308
Dio de gli horti 326
Dipintura di Apelle 3 41
Dodeci Altari, polli lotto a'piedi di
Giano 34
Due caualli dati dall'Aurora da Ho-
mero . 69
Donne fi fan f offe, credendo diuen-
tar
T A V
tar più belle 12 f
Domiduca cognome di Giunone 141 Dei fìgnificare più cofe 1 6 $
Dori 190
Donne fcacciate dalle ceremoniedi Hercole 259
Donne fole in Tracia entrauano nel tempio d' Hercole 1S9
Donne acculate e difefe 265;
Doni de figliuoli di Medea alla figli- uola di Creonte. 279 Draghi dati a Cerere 1 63 Due mani congiunte che fìgnifìcafse ro %3$ Due cofe mirabili fra le date a gli huominidaDio 263
EBrezzafacramentodiBacco$i2 Ecliflì della Luna 88
Eaco Giudice dell'Inferno 202 Echoamatada Pan, che fìa vdita re- plicar da Lucretio in alcuni luo- ghi feije fette voi te,innamorata di Narcifo 98
Echo replicauain vn portico de gli Elei fette uolte 98
Echo figliuola dell'Aria , e della lin- gua defcritta da Aufonio. 98 Eho defcritta da Monfìgnor Barbaro
98 EdufaDea 14?
Effetti d'Amore 558
Egida portato da Giunone 280 Egida onde detta 280
Ega figliuola del Sole 281
Ega in Greco fuona Capra 281 Elementi adorati dagli Egittijfenza farne imagine alcuna 7
Elementi fatti Dei 38
Eleufìnefeite^mifterij 166
Eleufìne Dee vedute ftarfi inpubli- co da Numenio fìlofofo , che Dee fo fl e ro i n te re tfe 166
Elmo d'Orco , e Plutone 204
Elmo di Minerua 264
Eloquenza^ fua forza z4$.&2?i
OLA
Elmo d'Orco 282
Eleufìne Dee con Bacco 3 2 3
Elementi mafchi,e femine 3 96 Empufafantafmad'Hecate 81
Endimione amato dalla Luna ,heb- be della Luna cinquanta figliuo- Icitudiofiffimo delle cofe del Cie- lo 89 Ennoigeo 188 Encelado dipinto nel manto di Mi- nerua 284 Eolo con venti per Tinuerno 191 Eolo Re de' venti 191 Eonoouer Licinio cugin d'Hercole vccifo da figliuoli di Hippocoon- te 254 Epicuro dicea , che'l mondo a cafo eragouernato 279 Ercina compagna di Proierpina 63 ErcinagiuocaconProferpina 175 Eridano fìume3è il Pò 19? Erinne 168 Epopeofecevn tempio a Minerua
269 Epidauri 13
Efpofìtione di Saturno 23
Efculapiodoue adorato 59
Efculapio come portata a Roma im- prigionato da Minos , rifufcita Glauco 61
Efpofkiene di Ope 1 50
Efculapio Cotileo 2 5 ?
Efculapio nutrito da cani 158
Eterniti compagna a Demogorgo- gne.défcritto da Boetio con gli Dei immortali 15.1 6
Etiopi fidipingeanocol minio nf Eteocle morì per fuo merito 223 Eteocledi Beotiafuil primo, ch'or- dinò, che le gracie fi adoraffero 403 Eurinome figliuolo di Proteo, chi fofle.edouefoffe adorato 189 Euro vento ipa
Ei.rinomodiuoratorede'corpi mor- ti 30$ Eumenide 310 Efpofìtione dell'antro dell'eterni- tà
T A V
tà 20
Euriale vna delle Gorgone 279 Euci mo fcacciò il Genio de* Temelì
|
. 333 , |
|
|
Euento buono |
S13 |
|
Eufrosina |
403 |
|
Euandro |
14 |
FAuoIa di Saturno 24
Facciedi Giano .nell'anima bu rnana 3 1
Faccie di Giano che fignifichìno
FacellainmanoaDiana 78
Fauno Dio «8
Fauno come dipinto 104
Facelle cinque innanzi alle fpofe
Faua legume impuro 169
Fauna Dea 380
Fato 223
Fantalo3miniftrode=fognì 247 Fatiche d'Hercoie 2 $7
Faci accefe man date auanti gli effer citi 270
Fama.Famadue 291
Falloferi 32 $
Fafcio di fieno fopra vna lunga per- tica fu ne gli itendardidi Rom. 298 Fauore con la fortunajtimido j 5: f Fele gettato via 141
Fenici credettero Giano eifere il mó do 31
Fedra amata da Tefeo 3 1 2
Fere mollruole in Libia 218
Fede come difegnata 236
Ferrodacui prima adoperato 288 Feciale facemote 298
FefladiMarte,ediMin. 301
Fenici 11
Felicità come difegnata 358
Felice chi fia 359
Felle di Venere Ericina in Sici .
294 Felle eleulìne 168
OLA.
Ferola data à Bacco 3IT
Felle Adonie 3 97
Feroma Dea 134
figliuoli di Saturno 28
fidio Dio de'Romani 1 13?
fidiaprefci'elTernpio del fìmulacro>
da fé fatto di Gioue Olimpico
rì'homero 121
figure pileate J34
riama pura che fignificafle i$9
fiume llimati Dei 194
fiumi con le corna J94
fiumi delcritri da poeti diuerfamen-
te 194
fiumi dell'inferno 215 .
figura quadra di Mercurio 3 perche
240 fiori ufatinefconui ti 30?
figure offerte a' Lari 329
flammeo velo dellefpofe 13 6
forai lo Dio 30
forellieri facrificati a Diana nella.
Taurica regione . . 73
fontedelSole 123
Fortuna del popolo Romano 140 flora Dea 192
Focolare onde detto 162
flora chi fufle 1 91
flora moglie di Zefiro 192
flegetonte fiume 21 j
fondanenti di Nettuno 1 89
fochi altrimenti detti Vitelli marini
190 Forza del parlare 242
fobetoreminillro de' fogni 247 forba ricchifTimo d'Armenti 248 fortuna con i'huomo nafcen te 250 folli ca vccello d'Hercoie 257
fortuna,perche biafmata non è 331 fortune due 338
fortuna col corno della copia gouer
natrice delle colè humane 339 fortuna buona.e ria 433
fortuna polla a federe da Apel'le dile
gnata da Cebete,e da Caleno3e da
Pacuuio 337
fortuna buona 351
fortuna come fatta de gli Scitici ve- b tro, con
A
T A V
no 3 con gli Imper adori 3 5 8 fortuna preiìb agli Elei,in Egira Cic rà dell'Aeaia , col corno della co- piale Cupido, gioueuole ad Amo
fortuna come dtfegnata la mede/I mach'Ifide,perlaLuna 397 forza d'Amore ^7g
fortezza vera qual fla 279
frigia Dea i)S-
fraude - 339
fraudolenti 339
fulmine di Sumano dato a più Dei ."
\\6 fulmini di tre colori 1 \6
fulmini di tre maniere \\G
fulmine detto trisulco 1 1 6
fuio3e conocchiapor tara dalla fpofa
145
fuoco , & acqua rappreféntati alla
fpofa ^ 143
fufo,e conochia di Tanaquil cuftodi
ta co riuerenza in certo tempio a
Roma 143
fuoco Dio de Permani 184
furie infernali 310
furinaDea 210
furie perche tre , che s'intendano^
furieachiferuiflèro 314
furie con l'ali : 314
furie quattro 315
fune di capelli tira ilfìmulacrc nel tempio d'Hercole 2 5*9
furore che Ila 290
GAnimedecoppierdiGioue 38
Gallo di Apollo 43
Gallo d'EfcuIapio 61
gatto vede di notte pi
gallo fiume della frigia 1 53
galatea onde cofi detta 178
galacea fopra vn carro 1 79
gallo con Mercurio 243
gallo dedicato a Marte 299
giudei non hebbero fimulacri 4
o r a:
giano chiamato in tutti i facrificiì 28
gianala verga fugaua le ftreghe d'in- torno 30.
g''ano,è il Sole 30
giano creduto efiere il Cielo 3 f
giano (limato Dio de'principii,e del le Calende padron della pace, e della guerra 35
giani furo detti gli Archi trionfali S$
giouinezza defcritta dall'Alciato .
.38 giouanetti Spartani battuti auanti il fimulacro di Diana aipriflìmamé-
te. 2 1*
giouiuetto ò Verginella facrificati a
Diana in Patra Città dell'Aeaia
giù uè n chi al carro della Luna 7? giunone intefafotto il nome di Lu- cina 77 gioue creduto il maggior di tutti gli i altri Dei, detto Re, e Signor, del- l''vniuerfo,& ottimo, & Mafsimo
gioue perche intefb da gli antichi,ie condo Seneca fìede fopra il Ioto,è tutto intefo da Platonici per l'ani ma del mondo detto da* Latini , perche gioii i 93
gioue deferitto da Orfeo,è fatto pri- mo,& vltimo di tutte lecole,u pò tea chiamar Prouidenza, Natura, e Mondo 95
gioue Liceo 9%
gioue con le corna di Montone fe- dente come difegnato . 106 giano alle porte del Cielo » 30' gioue con due occhi nel tempio di Minerua preffo agli Argiui con 4 orecchie,con tre occhi 110
gioue detto marino da Orfeo, e da Efchilo detto Re del mare, ha tre Regni da guardare jio
giuftitia porta preflò a gioue \ \i giuramenti come dati ni
giano con quattro faccie 3 $
pioue
T A V
gioue Horcio 1 1 i
gioue di che nutrito in Creta, adora- to perche non nuocefle , in forma di fanciullo jcon le corna incapo, & con le faette in mano, preffo ad vna capra 114
gioue con gli ornamenti di Bacco , dileguato da Poi icleto 115
gioue cuilode, itatore ,conferuatore 115. &mJ
gioue fatto fenza fulmine 1 \6
gioue portò Bacco vn tempo attac- cato al fianco, parturiente Labra- deo la
gioue de'Leontini, egli altri Dei an- dati dall'Oceano a conuito 120
gioue fatto inguifa diPiramide pref- foaSicionij 123
gioue in forma di Montone.Ammo- ne in Egitto 124
gioue Ammonein grecia difegnato da Celti con vna quercia, fi mo- itrò ad Hercole veltito d'vna pel- le di Montone 123
gioue con corona di Re fatto roflb
gioue,e fue conuerfioni Ì16
giunone detta Lucina, moglie di gio ne 127
giunone con belle braccia 127
giunone con l'hai la,, creduta Dea del le ricchezze 125»
giunone coi capo auoltoinvn pan- no, e con lo fcettro in mano 119 giunone col pomo granato 132
giunone chiamata lpolà in Beotia
giunone fpofa fdegnata con gioue
138 gioue come fi placò con Giunone
giunone Febru ale, fofpita adorata in Lanuuio 140
giunone con vna forbice in mano, ri troua trice del matrimonio giuga- le 140
giugatino Dio. 144
giunone icerduca,Domiduca.,Vnxia,
OLA
Cintia. 144
giunone Dea Verginen le. 144
gioue fparge il fé me in terra» 1 5 3
gioue nutrito dall'Api. 158
giardini Seruiliani . 1 jp
giufoneingratoaMedea. J72
giunone hebbe in dono due caualli
da Nettuno , e donò duo caualli a
Caftore e Polluce. 187
giunone Signora delle porte delle
città. 189
giudicij dell'Inferno , perche fallì.
201 ghirlandedi Plutone. 30^
ghirlande di NarcifTo fatte alle fu- rie. 309 gicueHamonio. 121 giunone commandaalle furie. 214 gioue commanda alle furie lìigie. & infernali. 214 giunone fligja, cV infernale. 214 giuramento dell'acque lìigie inuio- labile. 214 giogo del bue altare d'Hercole .257 gioue fcacciatore di mofche . 259 giganti come deferita 3 & ifpolH .
284 giunonelegata da Vulcano. 28.6 giunone come ingrauidò di Marte .
290 gioue giacque con Proferpina , can- giato in lerpenie. 308 ghirlande trouate da Bacco. 3 13 genio nume doppio, di Augurio co* Lari,del prencipe de luoghi, 33 % genio del popolo Romano. 334 geniocattiuorio,apparfoa Cafllo . daTemefifcacciato. 33% gouernodellecofehumane. 341 giultitiacome difegnata, vede il tut- to . 345". giudici]*, quali hanno da effere. 3 40 giuftitia,e calunnia dipinta da A. pelle. 34* giuoco. 397 germani non hebbero itatue,netem pij • ? gemelli come dilegnati nelle co fé del b a Cie-
ielo
glauca forelta di Plutone. 25
glauco tagliuolo di Minos . 6 1
glauco cornata in vitadaEfculapio.,
6\ glauco Dio Marino. 176
geometria trouata da Mercurio . 241 greci facrificauano a gli Dei fenza
nominarli , 3
gratie nella delira mano d'Apollo .
greci lacrificati a Diana nella region
Taurica. 72
gratitudine de'Romani verfo l'oche.
131 gran madre. 148
gran madre detta Berecintia. 150 gran madre portata di Frigia a Ro- ma. 153 gran Dee . 182 grifi con Minerua. x^6 gorgone. 281 gorgone ifole. „ 282 gramignafacraraaMarte- 301 gratie con Venere. 404 gratie di cui figliuole più giouinette dell'Hore 407 gratie quattro , perche compagne di Venere, due,e tre, con Mercurio, Bacco & A pollo. 406 gratie nude,e velli te. 406 gratie nella delira mano ad Apollo .
408 gratie efpoile in cafa Colonna in Ro ma . 412
gratie tengono i Mortali infieme 4ii
H
TAVOLA
133 Harpie. jjf
HalUrubale fuggia da Scipione con . vn ramo d'olmo in mano, 132 Harpocrate col perfico 277
Haila di Minerua . 280
Habito delle donne d'Africa. 281 Harmoniamogliedi Cadmo, 39? Hercole nel foro Boario in Roma de
Focefì . Hebe Dea della giouentù, fenzafla- tua nel tempio, dedicato in Corin thoalei. 38
Hecate. 79-8o
Hecatombe . 79
Hecate adorata ne'crocìcchi delie vie triforme, adorata più che gli aliti Dei in Egina. 80
Hecate Demonio maligno padrone de rei Demoni, facea vedere a'mi- feri certo fantafma.e'l capo di ipar uiere. *3
Hega nutrice di Gioue. uf
Helice nutrice di Gioue. nj
Hercole donò ad Onfale la fune di Hippolita. }i9
Hercole doppo Giunone 3 «odiato da Giunone. 139
Hebe molte nel tempio della Dea Bona. 17*
Hercole tralTe dell'Inferno Cerbero legato. 207
Herebo padre delie Parche 223 Hermi da chi prima fatti. 24*
Herme ornamento commune a tutte l'Academie. 242
Hercole poco differente da Mer- curio come adorato da'Francefi .
HA Ire date a molte imagini de gli Dei* 128
Halle adorate. 129
Haita premio de'vittoriofi in batta- glia. Ì2 9 Halta mandata con Vn occifo alla fé poi tura in Athene. 129 Haita col pilep in cima a Roma 134
251 Hercole eloquentiflìmo. 253
Hercole più forte.e più gagliardo af- fai di Mercuriojfra le Mufe,Miner ua,e Mercurio. 253
Hercole , e Mercurio fopra gli effer- ati j nel dromo de Lacedemoni]'.
**3. Hercoh quanti* 254
Hercole Melampigo* 254
Hercole armato* 254
Her-
T A V
Hercole ferito da figliuoli hippoco-
oute. 2??
Hercolebeuitore. a 5?
hercole mangiatore. 2 5 5
hercole forte d'animo ,psr lo Sole ,
per lo tempo. 158
hercole, & Apollo alle mani per Io
Tripode. 260
hermathena. 26?
hecuba , e lua oblatione a Miuerua .
283 hederaconfacraraaBacco. 31 J hedera, perche data à Bacco. 315 hedera pian tad'Ofìri. 31?
hermipoli città d'Egitto. 323
hercole , con Mercurio , e Cupido .
Sài
hefpero della. 404
"*hi!toria quando cominciò. 24
himeneo chi foiTe.Dio 141
hippopotamo.e fua ingrati tudine,&
empietà. 111
higera figlia d'EfcuIapio. t 6\
hipnolitaamazzatadaHercole. 119 hippomene,& Atalanta giacquero
infìemein vnafelua confecrataal
la Madre de gli Dei. 151
hippocoonte co'iìgliuoli vccilo da
Hercole. 254
hierone mandò a donare vna Vitto- ria tutta d'oro a'Romani . 271 homero , & Hefiodo furono intorno
a 4000. anni auanti Herodoto . y hore con Giunone. 132
honore. 275;
hortaDea. 277
hore ftagioni dell'anno . 521
horo. 322
hore dette da horo. 32 1
horo come diiegnato . 322
hore con Venere . 405
hore Dee alle porte del Cielo quan te
fìano 40?
hore con le Parche. 406
huomini marini. 177
huomini fcacciati delle cerimonie
della Dea Bona. 25?
OLA
ISole de'Beati . 201
Iride pianfe Horo fuo figlio. 322 Ifigenia nella Taurica regione, fa- cerdotefiadi Diana Taurica offer- ta in facrificio à Diana, liberata da Diana. 72
Ifigenia libera Orette, e fé ne fugge con lui. 72
Icaro padre di Penelope. 146
Imagini viuedei Dei. 31
Imagine della Dea Bona. 174
Imagine dell'anno. 16
Imagine di Saturno con tre capi, fi- gni Beatrice de' tre tempi . 23
Imagine di Giano. 29
Imagine del Sole. 47
Imagine delle Mule. . 40
Imagine della Salute. 63
Imagine d'Apollo in Elefantinopo- ìi. 66
Imagine dell'Aurora in Atene . 69 Imagine di Diana. 71
Imagine di Gioue preffoa Marna- no. i^S Imagine di Venere in Pafo de gli Dei fenzaforma d'huomo altro a- nimale. 11» Imagine in forma di ombilico. 122 Imagine di Giunone piefTo a Mar- tiano . 150 Imagine della Concordia con la cor nacchia. 141 Imagine d'Himeneo. 144 Imagine di Saturno. 27 Imagine della gran Madre in vna medaglia di Fauftina. 157 Imagine di Nettuno in certe meda- glie. 184 Imagine dello Spauento da Corin- ti dedicata à figliuoli di Medea . ' 279 Imaginedi Vulcano. 288 Imaginedi Marte. 290 Imagine di Sileno trouatainvn /af- fo rotto. 308 Ima-
T A" V
Imagine de' Penati 330
inuentori de gl'arnefi di guerra.
115» incanratrici di Tenaglia. 48
infegne proprie di Gioue. 12?
inaco fiume 194
imbafciatori pacifici 232
infegne de Romani alla guerra .
298 inuidia.Ignoranza $^9
inuentrice cognome dato a Venere.
io amata da Gioue detta Ifìde dagli Egitii 86
io figlia d'Inaco 2J0
iride nuncia di Giunone 12.8
iride per voce di Giunone menav- nafuriaadHercole 215
iride nuncia Giunone a Gioue .
ira ha maggior forzain noi dimoiti & altri afre tti. 291
ìfole delle Sirene ìgi
iffedoni, popoli della Scithia,adora- uanovn tefchio 5
ifide moglie d'Ofìri 50
tfde genio dell'Egitto,come difegna tain Egitto,goduta da Gioue , iti- tela per la terra, col corpo pien di poppe mutata in Vacca 84
ifide foprale nauigationi coronata d'Abrotano 169
ifide appare in fogno Teletufa col ciembalo in mano 84
ifide apparfain fogno ad Apulegio. 82
iterduca cognome di Giunone 144
itercidone Dio 104
LA luce degli occhi del Gatto fce ma 16
Latonaconuerfa in Lupa. 42
lauro d'Apollo coronauagli Poeti, e gl'Imperatori 3 hainfenon fo che di diuino , atto a far vedere il vero ne* fogni , creduto affai gio-
o l a:
uare alla fanità, ha certa virtù oc- culta di foco., fregiato con l'hede- ra fa foco.abbrucciato fa gran ru- more 46 lauro dato alla Lu n a 8 2 iafciuia defcritta da Filoflene Ere- trio 10$ lari Dei 329 larentia 171. lamie. "218 lamia innamorata di Gioue 218 lachefi 226 lauro fegno di Vittoria 298 laro,ò folica vccello d'Hercole 2 $6 laocoonte,e figliuoli,vccifi da' ferpi.
280 larario,lararij dell'Imperatore Alef- fandro 280
lacci de gli A morì $66
lettere Egittie 3
leuanaDea 148
leoni, domatura 150
leoni , perche dati a Cibele nutriro- no Cibele 150 leggi di Cerere 164 legumi distribuiti da Cerere 1 69 leucofia Sirena 181 lettera de gli Antipodi portata dal vento 20 j lete fiume ny leucopigo,chi detto 2*3 lebeti 2j9> lettera di Pitagora 274 lepre fi confà all'Amore, mangiato falaperfonabella 374 leonza più feroce del leone 376 licurgo non uolea ,che ad huomo, o ad animale alcuno folle Dio,afsi- migliato ? libi; non riebbero ne1 primi tempi alcuna ltatua,o tempio, od altare
limentinoDio 30
lira in mano di Apollo 40
liburna natie adorata da- Germani per Ifide 8?
ligia Sirena 181
lione Re delle Fere 184
Uffa
T A V
lifla quarta Furia . aij
libitina era Venere 224
lira da Mercurio donata ad Apollo
228 lingua comperata a Mercurio 243 Ecìnio,o Eonocugind'HercoIe i%% lioni dati a Vulcano 28 8
lifandro vinfegli Atheniefi due vol- te 299 lucullo,e fuoi poderi , ornatiflìmi di itamele pitture io lupo perche dato ad Apollo 41 lupo ha buon occhio 42 lupo di metallo dedicato ad Apol- lo in Delfo feoperfe il furto delle cofe l'acre fatte nel tempio di Del- fo 42 luna in forma di vacca 49 luna aiuta il partorire 76 lucina più antica di Saturno ^fecon- do che fofle iecondo alcuni vna delle Parche fecondo chi 77 lucina incoronata di Dittamo 78 luna quando creduta feendere nel- l'inferno j perche dettaHecate , e Triforme 8 1 luna tirata in terra con incanti 89 luna cagion del fluflb , e rifluflb del mare 91 lunette portate à piedi da gl'antichi Romani 91 luperei,o lupercali ferte 140 lotta figliuola di Mercurio 239 lucerna di Minerua 269 lupo col filentio 276 lupo portato daRomanijper infegna alla guerra 298 lupo animai di Marte 2 99 luno Dio de Parti . 3 50
M
MA filli della Francia adorauano i tronchi de gli alberi 5 Marcello portò le itatue da G recia a Roma 6
marcellobiafmato fi vantauad'ha- uer prima d'ogn'altro dimoitrato
OLA.
à Romani d'ammirar le belle cofe della Grecia 6
materia de fimulacri 12
marco Tulio ruppe A fdrubale 3* marre intefo per alcune proprietà del Sole 27
macchiedellaluna 81
magia dannata da Romani , £8 marcia Romana grauida l'enti veci- derfi il parto nel ventre dal fulmi ne 216
matrimoniOjintrodotto da chi, e co- medipinto 141
manie Dee -210
mali che Hanno alla porta dell'Infer no 228
mano confecrata alla Fede 237 marte tenuto da' Romani fuor della città 28J
marte con Venere 289
marte.e fuadifpofitione , come nac- que 290 mano aperta fu negli flendardi Ro- mani 298 marte giacque con la madre 301 marf?a,vn de'fatiri miniltri di Bacco
312
marfia feorticato da Apollo3chi fof-
fe 312
macaria figliuola di Hercole 355
machinatrice cognome di Venere
39} menfa del Sole 52
medaglia de fauftina 16
membri genitali adorati in Egitto
10? meliffa nutrice di Gioue 114
megera 209
menippo Cinico^e fua pazzia 2 1 2 meragetaDio 226
meffaggier i delli Dei 331
mercurio nuncio di Gioue 23' mercurio,efuo vfficio 231
mercurio come difegnato 231
mercurio mandato da Gioue a Cali- pio, conduce Priamo , nel campo de' Greci^ad Enea^có pernice col capello alato . 238
tv, eroi-
T A V mercurio Inuentor di tutte l'arti
2,41 mercurio moftrò agli Eittij leletere
e le leggi 141
mercurio dilegnato da Galeno 237 mercurio Dio de mercatanti 244 mercurio col Gallo 244
mercurio perche sbarbato,con tre ca
pi^ha cura de pallori 247
mercurio intefo per lo Sole 249 mercurio da gli Egittij adorato
mercurio3& Hercolefopra gli erTerci
tii 2)1
medula chi folle, vna dallegorgone
282 menade3Baflare, e Bacccfur dette le
facerdo teffe di Bacco, di che lì ve-
ftiuano 5 13
membro virile apparfo in cafa di
Tarquin Trifco 321?
melito , eTimagora, fi dirupò per
amore 359
mercurio , & Hercole con Cupido
368 mercurio con le Gratie, Bacco, &
Apollo 409
minerua che fia fecondo Porfirio 52 mitridate aflediò Cirico . 79
minaccie fatte a tutti gli Dei da gli
incantatori 88
miilerij tenuti occulti 104
minerua Ipiega il fulmine, Miracoli
del fulmine in .116
meflen ij due giouanijlì finfero Ca-
flore.e Polluce per ingannare i La
cedemonii Ì3 3
minerua Signora delle fortezze.270 minos giudice dell'inferno 202 miiterii Eleufinii 166
miracoli del Fulmine. 116
minos figurato da Dante in formadi
beftia,che lignifichi 202
minerua fi valfe dell'elmo d'oro.
265 miniflri de' fogni 247
miagro , o miode Dio delle mofche
pretto a Greci %%9
OLA
miode Dio delle mofche pretto t.
greci 2J9
minerua Dea della prudenza z6$
minerua come fatta3armata,per gli
greci con tra Marte z6f
minerua come nata x6%
minerua con la sfinge 3 e con Grifi,
x66 minerua detta Pallade z66
minerua detta Tritonia, onde coli detta 267
minerua detta Bellona, e Bellona in che differenti 267
minerua con la conocchia $69 minos Re di creta 61
minerua con la ciuetta 269
minerua con Talari 280
mìnet uà con l'ali a piedi 280
minerua fidilettaua di tre ftranifll- me beitie3come velli ta 2 81
minerua nume principale de gli A- theniefi 2,83
minerua frenatrice di caualli 284 minerua^e Vulcano polli infìeme , e Vulcano nume d'Atene 284 minerua detta vrbana,dipinta fu le porte della città . 28?
minotauro portato da Romani per infegna alla guerra 298
minerua fempre vergine 302
mida prefe vn Sileno con l'odor del vino 310
millenne cerimonie di Bacco 3 z6 minerua gittòvialapiua 284
mirto dato à Venere 388
moltitudine di Dei 2
modo trouato da Perii per mandar rollo le nouelle delle cofe 9
moltitudine di pitture,di ftatue 9 montone dato al Sole 45
morte di Saturno j 7
mondo 9S
montone riuerito dagli Egitti) 1 19 mogli de Sacerdoti 3 che portafiero
141 morta Parca ^ 223
morfeo,minillro de' fogni 247
mofche aó andauano nel tempio di Hercole
T A V
Hercole in Peonia 259
Monete degli Atheniefi comefatte
287 motto di Catone cotra Albidio 2 89 momoDio 'J47
moifo 3 93
mufe- dette alcune volte Sirene, di
che tìgliuole,quante 4°
mule perche dipinte t che fi tengono
perniano 41
mulo al carro della Luna 76
mula di quali animali nafca 7? mutino Dio 241
mutìca troiata da Mercurio 242 mule col fonno 24?
mufe fono fpeflb le mede/ime con le
Ninfe 307
N
NAue del Sole 44
Natura come rapprefentata
dagli antichi 84
Naued'Ifide 85
narciflb fior grato a morti 209
narciflb dato à Bacco 316
naue di Bacco 317
nealce dipinfe la guerra tra Peri? } e
gliEgittii 122
natura de Lioni 150
natura de Fraudolenti 353
natura d.jllaTeftuggine 151
naicimento di Venere 373
nettunoincauallo 168
nettuno Dio dell'Acque 168
nereide 177
nereo 177
nettuno primo domator de Càualli.
185 nettuno detto Equeftre 18 j
nettuno Signor delle mura , e delle
fondamenta della città 187
neceflìtàDea 222
neceflìrà madre delle Parche 222 neceffità con l'huomo nafcente 244 nino Rè 7
nettuno con Minerua 286
nettuno detto Re 285
OLA
nemèfi chi fofle ««341
nemefi detta Adraftìa 3 4 1
nemefifenz'ali 341
nemefi la medefima che la Giuftitia
342 nicagora portò in Epidauro Efcula-
pio 61
nicone 126
ninfe di Giunone 21?
ninfe marine 189
nilo fiume come dilegnato 196 ninfe madri de gli amori 393
nomi del Sole iì$
nouella d'EfcuIapio 61
nodo d'Hercole 143
nouella della itatua di Teagene 3 o
Nicone 126
nozze di Cerere 167
nouella di Flora 168
nomi delle Sirene 181
noto vento 15?!
nomi delle Parche , Nona parca
220
notte madre delle Parche 223
Nocchier dell'Inferno 21?
notte nutrice della morte , e dei fon- no come difegnato 24?
nome del Nume cufiode di Roma da' Romani occultato 297
nouella d'alcuni giouani ebri 3 1 8
mima non volea^ch'a Dio potefle darfi effìgie alcuna j
numa ordinò in Roma la religione . 6
numero pare,& difpare 137
numenio filofofo vide le Dee Eleufi- neftarfiinpublico comemeretri ci 158
nume occultato 196
O
OChiodiGioue 127
Oca confecrata a Giunone 127 Oche perche tenute da' Romani nel tempio di Giunone 130
Oceano,efua imagi ne 189
e Ocea-
T" A V
Oceano padre degli Dei 189
occhi di Minerua 263
ocrifiaferuadi Tanaquil fatta grani da 322.
occafione difegnata da Fidia 347 occafion con la penitenza 347 oliuoalboro di Minerua 270
oliuo legno di pace 254
oliuo dato a Minerua 124
opinione 271
opinione di Trifmegjflo intorno a fi mulacri de gli Dei 4
ope 287
ope inoltrò a Saturno d'hauer fatto vn CauaIlo,quando partorì Satur no 287
origine de gli Dei,de Simulacri 6.7 orojargento^auorio^ altre coli fat- te materiejperche non buone, per far Simulacri di Dei . 13
orefle capitò nella Taurica regione
orbe»delIaLuna habitato non men
che la terra per opinion d'alcuni
filofon" 8i
ordine buono per giudicar l'anime
Orco 204
oropiouutofopraiRodiani 209
orette forsennato li mangiò un dito
della mano 2?o
oracolo di Mercurio 2 60
oracolo dato a Gioue 281
olìri vccifo dal fratello Tifone^ A-
pi il medesimo 50
ofiri a gli Egiti j , quel che Bacco à
Greci 319
ofiri in forma di fparuiere, vccifo e
sbranato da Tifone 322
PAtuIcio Giano 35
Partenope <s?
Papauero Significa le Città^date alla Luna 82
pan Dio 96
panico terrore 96
pan creduto eSTere flato il primo che
O L Ai
■ fuonaiìe la Conchfglia^da i Trito ni penata 96
panico creato terrcre/tgò Eremo eFrancefi in Grecia 96
pan promife ad vno ambafeiatore Athenielédi trouarfi in aiuto de* Greci contra Perfi ne' campi Ma-, ratonii 97
pan defenttoda Silio Italico,perchc con le corna j perche con lafaccia vermiglia , perche con la barba longa,perche con la pelle maculo fa 91
pan perche con la verga paftorale, perche con la fillula 98
pan perche pelofo di lotto.perche e 6 piedi di capra, intefo per lo Sole 3 perche in tefo da Macrobio 102 pan intefo da Platone., per Io ragio- nare^ come dipinto da gli anti- chi 1 03 pan vn de gli otto Dei principali dell'Eg tto,fatti con membro dric to • 1 04 pandeno nipote di Fidia iM pauon dato a Giunone d'oro dedica to da Adriano à Giunone 130 parole che fi vfauano di dire ne' ma- trimoni! 142 partundaDea 144 pauentiaDea 231 polifonia fpauentato dalle Dee E leu fine J67 pan vide Cerere tutta meda 168 parche mandate a Cerere 1 f>8 pale Dea de Pallori 170 palilia. fella che fi fa a Roma il dì di Natale 1 70 palemoneDio 182 partenope Sirena 18 1 pace n si grembo a pluto 208 parche tre filanti 119 parche prelte a feruitii di plutone
2»8
parche di chi nate 219
parche cantanti con le Sirene da gli
orbicelelli ^223
parche credutecofadel cielo càcelli«
re de
T A V
re de gli Dei zz$
Parchedifegnatein certa lama anti-
|
cadi piombo |
22$ |
|
Pace Dea |
iii |
|
Pace amica di Cerere |
234 |
|
Palellra figliuola di Mercurio |
127 |
|
Palellra trouata da Mercurio |
139 |
|
Pattante vccifo da Minerua |
280 |
|
Pallade onde detta |
266 |
|
Palladio |
166 |
|
Pallidezza adorata in Roma |
279 |
|
Pacaici Dei de'Fenici |
288 |
Palagio di Marte
2 9J
Papremo Città dell'Egitto doueera
adorato Marte 296
Pantere perche con Bacco 304
paiìi voleano che Venere vfcita del mare , prima a lor foflè apparfa , che ad altri 380
Palìtea 400
perii non hebbero ne' primi tempi alcuna ilatua , o tempio 3 od alta- re 5 perpetuità \6 peftilenzainpatra3 e perche 69 pecore non ìacrificate da'Tcbani di Egitto 124 penelope moglie d'Vlifle 146 peflìnunte Città principal della Fri- gia T$S perefate nome di Proferpina,che par tori 1 74 peleo^e fuo voto fatto al fiume Sper- chio 1 94 perfeo vccife Medufa 20 y penne perche date a Mercurio a 3 S perfe dato ad Harpocrate z 77 peplo velie di Minerua 283 pezzo di 2enzado fu tra gli flendardi Romani 298 penati Dei 330 penitenza 347 penitenza con l'occafione 3 4? periflea mutate in vccello 3 75 pietre tren ta quadre adorate y pietra diuorara da Saturno , che non volle cedere a G ioue 24 pieride sfidarono le Mufea cantare
O L A.
coniierfe in piche 49
pitone vccifo da Apollo. 41
pietra prefifo a Penici tenuta perla
imagine del Sole. 48
pietra de' Megarefi lotto il nome di
Apollo. " 4<5
picoDio. 88
pilunnoDio. ioj
pino dato a Pan. 106
piti amata da Pan,è mutata in pino .
io? pino confacrato alla gran Madre.
Mi pietra del monte Sipilo miracolofa .
157 piritoo vccifo da Cerbero. 207*
piramidi d'Egitto. 219
pietre gittate alla ftatua di Mercu-
rio. 247
pioppa albero d'HercoIe 2*8
pico vccello di Marte. 300
pioppa albero infernale. 313
pica data a Bacco . 315
pino perla fraude. 34?
pito fra le Gratie , pollai con Venere da gli Elei. $99
pl.utone Re dell'Inferno. 201
pluton Dio delle ricchezze, perche Re de morti. 208
pluton e per lo Sole. - 20?
plutone detto orco. ioy
plutone con che in manOjCome dife- gnato nel tempio di Giunone in Grecia . 20?
pluto Dio diuerfo da Plutone in ma- no alla Fortuna, in quanti modi difegnato. 208
pluto in mano alla Pace. zo3
platano dato al genio . 334
pluto pollo con la Fortuna. 119 porte del Cielo due. 29
portuno. 29
pollùorta. 31
porte della guerra. 34
poppa di Giunone. %9
porco facri fi cato da gli Egittij alla Luna fola. 79
portuno contra gli fpergiurij. ni e z poi-
T A V
polluce. iji
porina Dea. 23 1
porco iacrificaro a Cerere. 168
* \ pomona moglie di Vertunno. 170 * - polifemo innamorato di Galatea 177
portuno chi fofTe. 184
pò, detto Eridano con la faccia di Toro. 194
pollifemo vccife A ti. 1 9%
polinice morì per dettino. 223
porgere altrui nerba fu legno di con- fettarli vinto. 233 pomi granati fegno di cócordia. 238 porta de'fogni nell'antro d'Anfiarao
246 porte de'fogni preflò a Virgilio 2 46 porco portato da Romani per infe- gna alla guerra. 298
*.- poeti coronati dilauro, e d'hedera 308 prometeo adorato. 8
•\ preghiere defcritte da Homero come * fatte . 29
principe viue imagine de gli Dei. 3 o prouerbio predo a Greci, odi colui c'haquatrro orecchie. 46
prouerbio Cangili più ch'Empufa . 78 ,* prouidenza. 7
' •; priapo,e Venere prendenti alla con- giuri tion de gli fpofì. 143 *, pnapo detto Mutino. J43 • proportion decupla fra gli elementi. 90.91. proferpina rapita da Plutone, che li- gnifichi. 204-t6y proferpina,dichinara. 173 proferpina fìgnifìcante le biade. 174 proteo cuitode, e pattore delle bellie . marine eletto Rè dell'Egitto^ per- che di diuefe forme. 189 proteo fignor dell'itala Carpato. 189 proferpina con Plutone. 204 prometeo ambafciatoreaGioue 142 prometeo ito in Cielo,inuolò il fuo- co dal carro del Sole,diede al raon do l'arti. 284 protemi era detto certo facrificio 289
OLA
proferpina partorì Bacco in forma di Toro. 309
priapo nato di Bacco , il medefimo che Bacco. 32*?
priapo come fotte fatto . 376
priapo Dio de gli horti come veitito. 326
proierpina prela per la metà della terra 404
publico Munatio perche imprigio- nato. 311
a
Q Verde dorate . Quercia molto vtile. Quelito d'Amore.
R
371
RAdamanto giudice dell'Inferno
Religion perfettion principale de gli huomini. 1
ReFgittiicheportalTeroin tetta 184
Rifuggiti al tépiod'Hebein Corinto erano liberati d'ogni lupplicio. 33
Ricchi, e potéri limili al pauonei27
Romani fletterò 170. anni ienz'al- Cun Simulacro di Dei . 4
Romani ttimauano molto l'opere de l'arti Greche. . 6
Romani curiofi in cercar molte Ira- tue,e pitture. 7
Romani perche dauano'a Calendé di Gennaio a'nuoni magiftrati al- cune foglie di lauro . 46
Romani, nò teneano nella città quei numi, i quali penfauanoefierpre- poftiallecofe noceuoli 286
Rofe date a Venere, come diuentate vermiglie di bianche. 387
Rumina Dea. 148
1 Attimo riceuuto da Giano a parte | del regno . . 27
Sa-
T A V Saturno con piedi legati , quando fi fcioglieua. z8
Saturno pcheintefoda'platonici. 12 Saturno per Jo tempo. 23
Saturno cangiato in cauallo. s8 Sacerdoterta di Diana h giacque con vnfuo amante nel tempio di Dia- na in Patra. 73 Sacrificijd'Hecate ne'crocicchi del- le vie- 80 Satiro menato a Siila s veduto da S. Antonie:. 104 Satiri d'ifole velocitimi defcrittida Luciano,edafilortrato 104 Satiri non andauanoin cielo mai 104 Satiri fatti col membro dirittOjCom- pagni di Bacco 105 Satiri come dipinti $04 Samo detta Partenia 136 Sacrificio di Giunon giugale 141 Sacerdoti della gran Madre caftrari
Sacerdoti dellagran madre detd Gal
li 151
Sangario fiume isx
Sacrifici! lenza fuoco no fi faceuano
mai \6%
Sacrincij della Fede 255
Sacrificio di Vulcano 188
Sacrifìcio de Sciti a marte 1^3
Scarauaggio dato al Sole 4 j
Scarauaggio rtimato aliai 46
Scauaraggi come riparino alla lor
progenie 3 tutti fon mafchi, non
hanno fraloròfemine 44
Sciti fecero tempio, aitare., e fiatua a
marte folamente y
Scarauaggi limili al Sole 44
fcettro porto in man dei Creatore da
gliEgittij 108
fcured'Hippolita porta in mano ad
vn fimulacro di Gioue, portatale
guardata come cofa facrada'Re
de Lidi 120
lcuItori3e dipintori antichi prendea-
no fpeffo l'efìempio dalle rtatue
da'poeti 120
fcure chiamata in giudicio jz6
O L A.
fciliasnnamoratadi Glauco !Si. lacrificij difanguehumano 72.
fciilamoirro marino rape molti de*
compagni di Vi irte ipo
fcilla gellofa di Circe rga.
icitifaceanotempio3altare3ertmula-
cro amandolo 293
fcitihancarertia di legna grandiffi-
ma 234
feri: eh introdurtè il culto de'rtmula-'
cri 7
Se-rapido 2,7
ieuerità vfata da Cambife contrai
facerdoti d'Api 51
ferapi adorato in Egitto^e Serapi on- de fu detto 5 6 feraci intefo per Io Solein Egitto.,in-
tefoperloNilo j6
ferpen te dato ad Efculapio 6t
ferpenti famigliari ad Efculapio 6z ferpenti légno di fan ita, fegno della
falute nelle medaglie di Anti . 63 ferpenti rtimati di naiura diurna, col
capodifparuiere 109
fegno di nobiltà 130
feruial Pileo, fegno di libertà 105 legno di libertà 218
femirami nutrita da gli vccelli i*8 ferpenti perche dati a Cerere di Sa-
lamina 161
fefollri Re dell'Egitto \66
femirami da chi partorita 189
ferpenté, e non cane in inferno 207 fèuere Dee ?d
ferpen ti perche col caduceo 231 ferpenté di minerua 280
fetone Re dell'Egitto , e facerdote di
Vu'cano 2S6
lènnacheribRe degli Arabi contra
Setone 286
fìleuco Nicànore perche fatto con le
corna 309
feuero fece far due fortune per gli fi- gliuoli 350 feleno fiume facea fcordare ogni a
more 361
sfìnge in Ethiopia,e il Gatto maimo-
ne come difegnata z 1 9
e 3 sfinge
T A V
sfìnge con minerua z66
fimulacri perche fatti in diuerie mo- di ii fìmulacro di vn tronco di pero porto nel primo tempio di Giunone in Argo 14 fìmulacro in A fina ,che moftrauail poter del folce di Gioue e/Ter con giunto infieme -,. 54 Simulacri delle mufe in Roma 4 1 firene vinte dalle mufe nel canto 41 fìmulacro del Sole in Fenicia 48 fimulacro d'Apollo in Affìria 54 fìmulacro di Serapi in Alexandria in Tebe città dell'Egitto 47 fìmulacro d'Efculapio 60 Aringa lodata di bellezza da Ouidio
71 fìmulacro di Diana nell'Acaia.e nel- l'Arcadia 7? fìmulacro di Diana rapito in Sicil.da Verre,e di Luc.in A caia 77 fìmulacro di Diana nell'Arcad. 7J fìmulacro d'Hercole di metallo in Agrigento , bafciato nella gola , e nel mento 80 fìmulacro di legno d'Hecate fatto da mirone,con vna faccia loia & col refro del corpoà guifa di tronco 81 fìmulacro della Natura trouato in Roma al tempo di leon X 84 fìmulacro d'Ifide col capo cinto di vn ferpente 85 filtro in mano d'Ifide di che materia faceuafì 90 fìluano come dipinto, perche dagli antichi creduto effere quel pefo chetalhorfente chi dorme 103 fìluano moleffaua le Donne di parte
•103 fìlenoje fuo tempio in Grecia Joy fìringa amata da pan , e mutata in canna 105
fìmulacro di gioue nel pireo d'Ate- ne 108 fìmulacro di gioue offerto daCipfe- lo tiranno di Corinto in fìmulacro di giunone 3 in Argo 140
OLA
fìmulacro della gran madre in Frìgia
155 fìpilo monte in Frigia 158
fìciliagratiffìma a cerere • i 63
fìmulacro di Cerere nell'Arcadia
568 fìrene come fatte, figliuole di Ache- loo, e di Calliope 180
firenecome dipinte dagli antichi , crudeli j piaceuoli , lodano Vliflè 177 fìmulacro d'Hercole prefib a gli Eri- trei 2 S 9 fìmulacri di marte 294 fileno pedagogo di Bacco con l'odor del vino difle a mida, meglio effe- re all'huomo morir preito che vi- uer lungamente 307 fìmulacro di minerua , che battea marfia 3 10 fìmulacro di legno 13 fica ninfa^amata da Bacco 3 e mutata nel fico . 315 fìmulacro di Nemefi, fatto da Fidia .
34t fìmulacro di Venere prefib a gli Elei.
369 fìmulacro di Gioue AmmoneinE- gitto. 35*
fole ha maggior forza di tutti i corpi celeili nelle cole create. 3 7
foIe^effeUe di cheli nutrifcano. 4* fole era in Perfia il maggior Dio, che foffe adorato, dipinto, che teneffe vn bue co le mani, col capo di Ito ne3ve(HtoaIlaPerfianaa adorato da Perii in vno antro. \6
foro detta fu la lepoltura di Serapi 6$ fole come fatto prefìb a Fenici, 122, fon no con le Mufe. 245
fonno con l'alene giouane. 244
fono prello a'Cimerij popoli in Len nojpreflb a gli Ethiopi\,in Arabia. 247 fofìpoli adorato da gli Elei. 112 foldatidi Mano vccifi da vn Gorgo- ne. 282 fonetto artifìciofo , che defcriue che
co-
T A V
co fa fra Amore. 510
fpelunca della eternità. 20
fparuiere d' A pol!o,in tefo dagli Egi t tij per Oiin,cioè per lo Sole, detto da Homero veloce nùcio di A pol- lo,già portò in Tebe dell'Egitto, a facendoti vn libro fcritto a lettere rotte intorno al culto de gli Dei 44 fparuiere dato a Giunone. 1*9 fpofì non s'accompagnauanOjfenon di notte. 15 7
fpofapafiaualopra vna pelle di pe- cora . 139 fpofi legati infìeme. 141 ipofa Romana com3 andauaa ma- rito. 139 lpauento. 279 ftédardi portati da Pilato in Giudea con l'imagine di Tiberio fecero turbare i Guide i. 4 ftatua di Semirami 7 ftatue,alle quali potean Ieuarce met te re le teli e . 9 ftatue hauutein gran rifpetto,perche nude . io ftatue portate in volta , da chi fprez- zate. 10 (tatua di Gioue in Populoniaiattadi vite,d'A pollo dedicata da Danao, d'Efculapio fatta di vitice. 14 ftatue pretiole , paffete dall'Afìa in Italia di diuerfì metalìi,e materie.
ftatue col capone col petto folo . 16 ftatuafattadaNumaaGiano. 31 ftatue di Giano in Roma, oueprat-
ticauanoglivfurai. 43
ftatua d'oro d'Efculapio. 39
ftatua della Dea della giouentù. 39 ftatua grandiffi ma confecrata adA-
pollo. 57
ftatue fatte al Sole dagli Egittij. 56 ftarua d'Apollo fatta da Proffitele.
ftatua di Apollo col topo . 64
ftatua d'Hecate in Apollinopoli. 84 ftatue da chi fprezzate. j o
ftatue portate in volta. n
OLA
ftatua d'Ifìde in Egitto. 8?
ftarua di Gioue in Grecia prefìb a gli Elei molta fpauentofa. 111
ftatue leu2,occhi,eienza.mani in Te be. in
ftatu a di Gioue d'auorio fatta da Fi- dia . 12.1
ftatue di Gioue coronata in quercia .
124 ftatue di Gioue coronate d'oliuo. 21
iiatua d'Ifìde coronata con penne di
fparuiere- i?o
ltatuadi Giunone/atta da Policleto
in Corinto. 151
ltatuadi vetta fatta da Scopa. 159
ftatua di Cerere . i6S
ltatuadi Carere fatta da Frollitele .
ftatua di Cerere in Sicilia. i6f
ftatua di Nettuno con l'aratro , e col carro prell'a gli Elei. 186
ftatue de fiumi. 194
ftatua del Tebro di Roma- 197 ftatua del Nilo nel tempio della pa- ce in Roma di Vertunno. 196 ftrofadelfole. 21?
ftrcghe nate dall'arpie. i8x
ftatua della Pace in Atene 274
ftatua di Mercurio, guaftata in Ate- ne. 241 ftatue di Mercurio. 241 ftatua d'Hercole in Roma. 25 ? ftimulaDea. 27? ftatua di Mine^ua con l'hafta. 280 fteno una delle Gorgone. 281 ftatua di Perfeo nel tempio di Mi- nerua. 282 ftatua di occulta fìgnificatione. 1 1 ltatuadi Seton Renell'Egitto. 28Ó ftatua di Marte lega a prelfo a Lace- demonij 29 J ftafile ninfa, amata da Bacco, e can- giata in vite. 317 ftatua della Fortuna, fatta da Bupa- lo. 338 fuipitione . 341 fuadela nel tempio di Venere in Me- gara. 387 Tar-
T A V
TArq'uinio Prifco dimoftrò pri- ma d'ogni altro a' Romani il far fimulacri di Dei. 7
Tarquinio fece affogare in mare cer- to Marco Tuliio,e perche 1 2 Talaftone chiamato da Romani alle nozze chi foffe 142
Tanaquii moglie di Tarquinio Pri- fco fece di fua mano vna bella ve- lia, a Seruio Tulio fuo genero 1 43 Tarrafippo Dio adorato in Grecia.
i8<5 Talete Milefio atTegnò all'aqua il principio di tutte le cofe 189 Tagliarli i capelli per darli a Fiumi
1 94 Talari di Mercurio 23 1
Tacer necefiario 276
Tarqutno abbrucciò l'arme de' Sabi ni vinti in honor di Vulcano 280 Telte due di ferro in Pergamo, confa crateaBacco 16
Tempio in Romaalla Dea Cardinea
29 Tempio dedicato in Roma alla Dea della giouenù 38
Temperie dell'aria vien dal Sole 64 Tefeo fé fcolpire il bue fopra le mo- nete nel tempio fuo 5 o Tetide hauea il fole fui braccio de- liro^ fui /ìniftrola luce. 68 Tempio di Diana in Roma nel Pa- latino 78 Tede tre d'Hecate 81 Te/Tali grandi incantatori 8 1 Tempio di Pan Dio di Roma 94 Tempio fatto a Pan nella felua Par- tenie 96 Telluggini della felua Parteniaattif- lime perfarfenelire 96 Tempio di Feronia 103 Terra creduta eifere irata la prima di tuttiiDei 148 Terra perche detta madre 1 48 Terra gran madre^Madre de gli Dei,
O L A
Ope, Cibele, Rea, Vetta , Cerere
149
Tempio della Terra in Grecia 149
Terra adorata da Germani 148
Telefo nutrito da cerui ij8
Tempio divelta 160
Tempii,& altari delle Sirene 1 8i
Tempio di Nettuno in Corinto 182
Terremoto da Nettuno 188
Te/Taglia afeiugata da Nettuno i«8
Teti,eiuoi partile cognomi 1 89
Teti moglie dell'Oceano 18 9
Tebro cornuto 194
Tempio delle Furie nell'Acaia joy
Tefeo lanciata Ariadna, partì con Fé
dra Ha
Tefìfone furia 113
Tefchio per fìmulacro $
Tempio d i Giano 33 «
Tempio della pace in Roma fatto da
Vefpalìano 233
Tempio di Hercole in Roma 257
Tempio di Minerua in Corinto 269
Tempio della virtù dell'Ho nore 2 7 5
Terrore,come fatto da gli Antichi
278
Teano moglie d'Antenore 83
Terrore e Fama caualli del carro di
Marte 289
Tempio di Marte preflb a gli Sciti co
me faceuafì 29V
Tempio pollo da Anfitrione all'Ho
re,& alle Ninfe 3°7
Tempio della fortuna di Prenelìe.
337
Tempio dedicato a Venere in Roma accioche ella riuoltafle gli animi delle lor Donne troppo licentiofe all'honeità 389
Teftudince fua natura 396
Tempii della Dea Suadela 3 9?
Tépio delle Gratie preflb a gli Elei » nel mezo alle piazze 4>o
Tifone perfeguitaua gli Dei 322
Tiberio lì ci ngeua il capo di lauro, quando vdiua tonare, perafficu- rarfi dal fulmine 4^
Timpani perche dati a Velia 1 5 9 Tibe-
T A V liberiano 20 y
lififone 209
Tideo ambafciatore ad Ereocleper
Polinice 232
Timor non Tempre noceuole.perche
adorato da Lacedemonii 279 Timor pollo da Lacedemonii preffo
alla caia de gli Efori 279
Titani fi ftorauano mirando Ega
281 tigri tiran il Carro di Bacco 318 tifone chi forfè , ecomedifegnato,
vinto da Horo 32*
timagora fi dirupò per ifdegno,e pie
tà 364
topi hauuti in ueneratione 64
tori perche fi cafirino 7<5
toro Egttio con facrato alla Luna ,
perche dato alla Luna 76
tortore confecra te alle Furie 179 topi mandati contra gli Arabi da
Vulcano 287
topi odiati da gli Arabica gli Etio
pi, e da magi di perfia,quando ne'
campi multiplicauano 287
tolomeo Filadelfb,e Tuo fpetta 199 trofonio,e fuo antro, & oracolo 0 2 tre facciedatead Hecate d'Orfeo 81 trionfanti fifacenano tutti roflicol
minio i2f
trittolemo mandato per Io mondo
*da Cerere 167
tridente di Nettuno , chefignifichi
.'77 tritone conlaBuccnafpauentòigi
ganti , che combatteuano con gli
Dei , 177
troÌ3,perche irreparabile 188
tripode che fia 260
tripode di Bacco 261
tritoni di palludè 267
trionfo ritrouato da Bacco 315
tulio Hoftilio ordinò che fi adoraffe
il timore in Roma 279
V
v
Afi di I-ebo ?7
Vacca Iterile facrificata da
OLA.
Romani aliai una 7%
Vacca negra facrificata alla Luna in Cizico 79
vacca di paffa facrificata da' Cizice- niailaLuna 80
vacca non potea facrificarfi in Egit- to 84 vafi dueauantiGioue 10 j vagitanoDio 148 vagire pianto de fanciulli 148 vafi di corno per bere 309 venere per laprimauera 1 32 venere e Priapo prefidenti allacon- gtuntion deli fpofi 143 vetta di Seruio Tulio polla nel tem- pio della fortuna 142 velia 159 ueflaliintord-utte da Nutria 159 veftibuloconfacratoavefta 161 vetta chiamata prima d'ogni altro Dio in tutto i facrificij \6o venti 191 vertuno Dio dell'anno 196 vergainmanoapluto 20? velli delle parche .224 venete dea della generatone 2*4 verbena fegno di pace 233 velli del fonno 246 verga delfonno 247 verità 271 verità come dipinta 271 venere con Vulcano r 289 veneri due 387 venere Dea della libidine fecondo i naturali, ha la cura delle nozze, Giunone, laLuna,proferpina, e Diana vna fola come nacque 387 vede tutto il Sole 46 venere come fatta,& adorata in Pafo
387 '
venere adorata in Ericemontedella
Sicilia 588
venere perche nuda,di G nido, fatta
da Praffitele , che nuota preffo a
SafToni 389
venere CaII''p!ga,onde detta 389
venere detta Apoflrofia 390
venere celefie , come dilegnata da
Scopa,
T A V
J Scopa 3_ fopravnateftuggine fatta da Fidi a. 390
Venere con Mercurio 398
venereinuentrice3emachinatricea- mata pretto Lacedemonii , vinci- ti-! ce^come dipinta 298 venere in vnamedaglia di Fauftina prefToà Sicionijjcome fatta/atta da Tindaro co'piè legati 3 98 venere adorata dalle giouani hone- fte,numecommune a tutte le Don ne , calua 3 barbata , e col pettino 401 40* venerela medefìma chelaLuna^py venere prefa per la meta della Terra
404
venere ifporta 501
vfiìciodel Signore mostrato dagli
antichi nelle ftatue de gli Dei pi
via Lattea onde co fi fatta 140
virginenfe Dea,portata con altri Dei
fa prima notte in camera de gli
fpofi 143
vittime dellagran Madre i$£
vittime perche diuerfe 167
vniuerfodepinto 187
vitelli marini fono le Foche 189
Vittoria figliuola della ftigia palude
vittoria infauordiGiouecontra Gi
ganti , 214
violenza Dea 224
OLA
Via detta 1 a fede de Cecropi 2 f f virtù Dea adorata i n Rom a 271 virtù mafchile 287
vittoria con Minerua 283
vittoria fé nz'ale^in Roma nel Cam- pidoglio 1 96 vittoria come difegnata ' 296 vittoria Dea commune z99 vittime date a Marte 294 vitello fquarciato nelle ccremoaie di Bacco 3 1 9 vliffe fprezza le Sirene i8t vnxia cognome di Giunone i4f vfo de gli Dd antichi nel fcpeiire i morti 209 Vulcano per l'inuerno 3 & vulcano perche in tefo non potè mai congiungerfi a Minerua 28 ? vulcano che Zìa zoppo 287 vulcano con topi 287 vulcano gettato giù dal cielo 287 vulcano slega la madre Giunone
285-
vulcano alla fucina 285
vulcano Re t %6
vulcano legò con vna rete Venere, e
Mar,te 288
ZAmpognadiPan Zefiro marito di Flora Zefiro vento^marito di Flora
io*
192
J/2
IL FINE.
L E
IMÀGINL Dg I DEI
DE GLI ANTICHI»
Raccolte da M.Vincenzo Carrari Reggiano,
Con la efpofttìone allegorica Jotto eia/cuna Imagi ne ,
eBratta daWìflefio per Ce fare ^Malfatti
^adottano .
1 tutte le perfezioni date alla natura bit - mona altra, non èj cbefia maggiore , né più propria all' buomo della Religione ; Re]{crfone & perciò non fa gente alcuna mai , «èfrperfetrio— di quejla non partici pajfe in qualche mo- ne princi- do . Et benché fi dica , che la ragione Palec^e gli principalmente fa Chuomo differente da "uomini • gli animali brutti ,• nondimeno fi vede , che anco innanzi a l'vfo di quefla , la religione fi moflra in lui, come che natu- ralmente accompagni l'animo bumano, fecondo che diceua lamblico Fi- lofofo Platonico , ilquale vuole , che certo lume diuino vengbi a ferire gli animi noflri, & che in quesli rifuegli vrìappetito naturale di bene , fopra del quale fi di f con e poi, & fé ne fa giudicio . La qual co fa è fiata po/ìa da alcuni fotto lafauola di Trometheo , come che quel fuoco ditti- no t col quale egli diede vita al primo buomo , tiri di continuo a sé per certe vie&cculte l'anime Immane , & che quejle parimente fentenda donde fono venute,& da cui hanno hauuto la loro prima originerà quel- lo naturalmente fi riuolgbino. Et da quesìo anebora, dicono, viene, che ' ... quando qualche gran cofafiprcfenta di bene , ò di male ,fubito , prima che farne altra confideraticne , l'huomo aliagli occhi al cielo , (3 fpeffo anco le mani infieme giunte , quafiche naturalmente fenta, che di là sa viene ogni bene, & ne voglia perciò rendere gratie , & laude à chi lo
xd man-
a » Imagini de i De?
manda, & che di là parimente fi ha da afpèttàre aiuto contra ogni ma- lese perciò lo dimandi humilmente in quel modojchcfono tutti effetti di religione, laquale fa amare->& temere Dio, che non fi può fare peròfen- PJutarco za bacane qualche co&kione. adunque anebora innanzi al difeorfo rei oialo- fe\la yagiùnp, l'fjuomo^ certo modosconofce , & riuerifce*Dio^ìlche lo Grillo fa differente dalle brfiie , nelle quali hanno ben voluto dire alcuni , che . fra qualche cofa ragionatole, ma , chi babbi djfo loro lume alcuno di re- ligione9n&nfi è trouato mai. Et però quefta è tutta y & filarne nte degli buomini,& effi /corti da quejìa hanno Iettato gli occhi al ciclo, & confi*' aerando la miracolofa difpofìtiane deli vniuesrfo , hanno detto ejfcrui chi con infinito amore, & potere , & confemma prouidc nza ordina tutte le cofi,legoiterna,& ne ha continua cura. Et fu quello chiamato Dìo, perche è datore di tutti i beni, eterno, infinito, & inuifibile . Otta non fi attenne però ogn'vno fempre à quefia verità , perche con? in dando gli huomini à confentire alla dapocchezj^afua, & dilettar fine troppo > non guardarono pia oltre s che Vede fiero con gli occhi del corpo; & quindi Molti rudi prefero ceca/iene ài crederebbe le Stelle,il Sole,la Luna,& il Cielo ftef- «e di Do..yojT0ji(}.0 i)ei)COpefcriue Tlatone,che quelli f uomo i primi adorati così da' Greci , come già innanzi à loro da molte nationi barbare ; & vuole che dal continuo mouimento, che vedeuano loro fare, tirando il nome da certa voce Greca, gli chiamaffero Dei . Venne que/io inganno creden- do dapoi in modo , che molti huomini ancora furono giudicati Dei, C£ come Dei furono adorate parimente alcune befìie,& a tutti erano dri%*> itati diuerfi fimulacrì , come fa anco fatto non filo alh virtù , ma àgli vitij anchora,dandp à ciafeheduno di loro nome di 'Dio, & di Isjume^à quelle perche f off ero pr, finti fempre, & giouaffe'ro 5 à que fi i perche non nocefiero , Ù Htferuhntani. Onde fu qua fi infinitala moltitudine de ì Dei apprefio de gli antichi ; perche nonfolamente le n ut ioni , ma cia- fcheduna città,ogni luocofigni cafa,& ogni perfouafe nefaceua à modo fuo,& non vi fu quafi alcuna delle anioni bumanetd(lla quale nonfof- fe nominato qualche T>io. iSjfu quefta moltitudine di Deiapprtffode glianticbi nel volgo fi' amenti, ma fra quelli ancborajiquaforanofti- matifapere ajfai.Tercbe quefli oltre à certo primo,& vnico bene , qual diceuano efjer eaufa di tutte le cefi , metta atètfbi vn numero quafi in- finito di altra gente.cbc adtrauano pur anche , <& ne domandano alcuni Dei,altn Demoni paltrì Heroi,& a tutti dauano officij loro appropriati, & luochi difiinti -3fi come era anco diftinto il modo del facrificare àgli Herodoto yni}&àgli altri» Hmdvtofiriue, che quelli di Egitto nominarono do- dici
De gli Antichi. 3
4ìcirDeìfolamentc da principio; &paru, >o imitarli i pitagorici. per- D^ .- che fi lcgge,cbe i Greci totft r, quelle cofe y?3 le alti faenze ancoraci- palictode- lo Egittoyoue erano le tante celebrate colonne di jMermrio, tutte piene ci. di profonda dottrina > t ,aaffim unente di-ile co fé del Cielo , fegnate con diuer fé figure di animatici piante-, e di altre cofe , le quali furono già à gli Egittij in vece di lettae;Cf erano dichiarate da i Sacerdoti tcbe qui- tti ne erano dottijjìmi , à chi he fofse fiato giudicato d°?no , come fu 'Pi- tagora, Platone , 'Democrito, Eudojfo,<& altri, li qua i per quefio anda- rono in Egitto. 'Diceuano dunque i 'Pitagorici che , cotnefòm nella pri- pjtag0rj __ ma sfera dodici figure di animali , che fono i dodici figni del Zodiaco , c{. cefi vi fono altre tante anime , battendo ciaf, heu 'uno la fua , che danno loro vita & mouimento; drfono quefle i dodici Deh (jioue, Giunone , l>{cttuno,Vefia,Etboyeneye^JMartefPalladeìCMercurio,Di(afta)VoU cano,& Cerere;dalli quali voleuano , che venifie ilgouerno delle cofe di qua già , Quefii medefimi Dei furono pofii etiandio da 'Romani Dei Con- pa'rtiti in fei majehi , & feif emine , detti Confenti , perche erano con- *enn. figlieri del Senato celefieì& nulla fi deliberaua fen^a lorotcomefi vede appreffo di Homero, & degli altri Toeti,che quando vi era cofa di quaU chepe/o , Gioue faceua chiamare il confìgger per deliberarne , benché eh deliberaua anco jouente , '& faceua da sé folo, come i Toeti medefima." mente ne hanno ferino-, & Seneca,oue difputa della natura del fulmine dice, che ve riè alcuno >qual Cjioue gittauafoprade' mortali di fua tefia, & fin^a il configlio de gli altri Dei . T^on habitarono poi in vn luoco folo tutti i Dei de gli antichi , ne fletterò tutti in Cie- lo , ma , la terra , & le acque de' fiumi , del mar e, e l'inferno ne hebbero la fua parte ; né tutti furono immortali , perche i Semidei marinano , di che fanno fede {diceTaufania) molte fé- Paufanìa* polture de' Sileni i le quali fi veggono à*Tergamo in (Jtffia, & le "ninfe parimente mcriuano . Si che ve ne fu di ogni forte de gli Dei appreffo de gli antichi , come fi può vedere appreffo di S. i^sfgosììnos. AgofH- nel libro della Città di Dio,da quello che ei nferifee di Varrone . CMa no. con tutto ciò fi trouarono anco di quelliji quali hebbero certa buona opi- nione di 'D I 0, tenendo che egli foffe vnfolo}eterno, & inuifibile, ?3 D- - ^ perciò non hauejjè figura alcuna ; laquale chi cerca, (dice 7Jiinio) trop firrura. pò conferite alla dapoche^a fua . Onde \^dntiftene capo della fetta Cinica diceuaycome riferifee Teodorito Pefcow Cirenfe,cbe 'DIO non fi può vedere con gli occhi, perche non è filmile d cofa alcuna vifibile ; & che perciò non bifogna penfare di cenofeerh per imagine , ò fìatua , che
*A z di
4 Imagini de i Dei
Verofóte . ^w" fifacc'm &. Xenofonte imitatore dì Socrate dìffe > che bmficono- fceua DIO effe? grande, e potente) poi che moueua tutto, e sìaua egli fempre immobile ; ma non fi potette pero fapere di che affetto fojjè né Xenofane. qUal faccia egli haueffe. Et à quefìopropofito Xenofane bcffandoft del- la vanità de gli huomini , che adoravano le ffatue fatte da Fidia , d* Tolìcleto, & da altri fruitori, diceua • che fé i cauatti* i buoi, e gli de- fanti baueffèro hauuto le -mani , & le haueffho fapute adoperare , ha- urebbono anch ejfi fatti i 'Dei informa di elefanti , di bue , e di canallo, come gli hanno fattigli huomini di forma inumana . Et il medefmio Cicerone, mofìra Cicerone con alcune ragioni , oue dilatando delia natura dei Giudei. _ Itti fa parlare Cotta coltrala opinione de gli Epicurei, f Giudei, che Giudei no tra gli antichi figurarono la vera Religione., adorarono zufola DIO,& finiuJacri ^etio rif guardavano , non ne Uè Jìatue , ò nelle imagini con g 'i occhi del corposa nella diuinitafua col lume della mente, quanto pero tbumana natura lo comporta . Et come riferifee Cornelio Tacito, riputarono em- Corneho pjj tutti qUem y // quali fingeuano la imagine di T) IO, & la forma- 0 * nano in diuerfe materie alla fimiglian^a de' corpi bumani;& perciò ne' tempij loro non haueuano Jìatue, né fimulacro alcuno . Onde,percbe He- rode I{e di Gierofolima haueua già fatto mettere fopra la porta mag- giore del tempio vna grande aquila d'oro,jì leuarono alcuni giouaniìco-' meafmoredipopulo, hauendo intefo , eh' e gli Sìaua per morire, & la GioferTo. fpe?garono,& gettarono à terra,come recita fyofeffò; perche diceuano, che era contra le leggi della religione, & degli antichi loro, & che non bifognaua affettare altra occafwne di vendicare l'honore di 'DIO. OWa lajcontarono male i miferiy perche Herode hebbe tanto di vita anchora, Suida. che gli fece pigliar e, & abbruciare viui . Suida riferifee , che hauendo già 'Pilato portato in giudea alcuni Stendardi conia imagine dìTibe- rio;furono quelle gemi tutte turbate» come ch'egli bauej]* rottogli ordi- ni loro antichi , ch'erano di non hauere imagine alcuna nella città . fi medefimo fecero etiandio deglialtri,di non volere fimulacro alcuno, co- meTrim&ifto , ilquale diceua 5 che moflraua di non credere , che i cDeì foffero incielo chi voleua veder fene le Statue dinanzi dagli occhi , ò di non fi fidare, che i votifuoi, C? i fuoi preghi potefferoarriuare fin colà fuy& che per quefio furono fatti ifimulacn, & chiamati Dei. Legge/i Licurgo . di Licurgojtfei non voleua^che ad huomo^nè ad alcuno altro animale fi Lattantio. poteffcroaffimigliare i Dci,& che perciò non fene douejfefartjfatuà,nè fimulafro . Lattantio ferine, chi furono già da principio adoratigli ele- menti da quelli di Egitto fen^a farne alcuna imagine . Et TSiuma fe- condo
De gli Antichi. 5
tondo I{e de' Promani non voleua,che fi credejje potei fi dare effigie alcu- na àDiOy come racconta T lutar co. Onde [tetterò i Immani da princi- pio cento [ettanta anni Jen\a mai fare [imvlacro alcuno dei loro *Bei , come che [offe grane errore tirare le cofe diurne, & immortali allafimi- litudwc delle mortai ì,& Immane . Cjli Ter fi parimente^ quelli della Perfiani. Libia già ne primi tempi non hebbtìo alarne Jìatue,nè altari) né tem- pi} . 'De gli Sciti Jcriue Herodoto. che, benché adorafiero molti Velico- Sciti. me Velia, Cjioue, x^Appollo, <JMarte, & altri, alti quali davano nomi propri! alla lingua loro,non fecero però tempio,altare, né [fatua ad altri, che à Ultatte, come vedremo poi nella [uà imagine , & pure [acrifica- uano à tutti in vn medtfimo modo . (jli Ijjcdoni, gente medesimamente Ifìedoni. della Scithiay non adorauano nitro fimulacro : che vn tefehio di morto , .
battendo, come recita il mede lìmo Herodoto , *vn coft fatto colìume fra « Ì7,ii',-™ ■ i • • -i i • • ■^•••ii- ammacco.
loro , che ,cui morata il padre, poi tauano tutti i parenti , <& amici delle
pecore, le quali amm adattano poiy & tagliauano tutte in pe%%j3& il medefimo [aceuano dei corpo del morto , che lo mettevano inpetgì , & di quelle carni tutte mescolate infume delle pecore , & del morto fa- cevano gran convito , & [e le mangiavano tutte indifferentemente . *Dapoi [conicauano la teda del morto guardata per quello > & la purgavano ben dentro , & di [uori , [i che reflava il te[chio [alo tutto mondo , & quello indoravano , & tenevano per fwytlacro : cui f aceuano ogni anno [olenne facrificio. Et Pomponio <JM.ela & Póponio Solino riferifeono , che lo guardavano per taT^a da bere ; & che era il Mtj'a • maggiore honor e, che [apefjero fare al morto. *A ciò è fimile qvello,che s°^u°* rifai i[ce Suida di certa gente della Giudea , laquale adorava vn te[cbio ài K^ydfmo d'oro , e gli [acrificava ogni ter^o anno vn hvomo forefiiero, tagliandolo tutto in minvti pe\y . Qvelli di Cttarfilia nella Gallio, f^arbottefe adoravano ne i con[eciati bojchijenT^ajìmvlacro alcuno ; [e nonché talhora facevano riverenza à gli alti tronchi , non altrimente che fé in qvelli hauejjero creduto ejjere i divini T^vmi , come ferine Lu- cano. Et ne i primi tempi dopò il dilvviogli hvognim da bene , & giuili habitavano fotto le qvcrcie 3 come fi legge app> ejjo di 'Plinio , & quelle hauevano it: vece di fanti lavimi , & difaaati tempij ; perche Querele le qvcrcie davano loro ghiunde,onde vivevano , e gli coprivano dalle^ dorate • I pi°g&iei & dalle altre ingivrie dei tempi. lDe[cnvcndo Tavfania. l'^Acaia , mette, che in certa parte di quel paejt '-furono da trenta pietre quadre [en^a altra figura y leqvali hauevano ciajihedvnailfuo nome di dinerfi 'Dei , <3 erano gvardate con molta v enti ationc^per che [u an- tico
6 Imagini de i Dei
tico coflume de ì (jreci di adorare cofi fatte pietre non meno , che gli fi- mulacri de i Dei . Racconta Cornelio Tacito , otte ferine della (Jet ma- niache non hehbero ì Germani Hatue,nè tempvf , perche penfarono , che f offe gran male rinchiuder i Dei fra le mura nel breue f patio di un tem- pio,& che difdiceffe troppo alla grandezza di quelli, tirarli alla picco • la forma del corpo humano . 7%è mettevano nel numero de' loro cDei, fé non quelli Ji quali poteuano vedere, (3 dalli quali jentiuano manife- fiogionamento. Qucjìi erano fd Solt,Volcano,&la Luna . Degli altri nonne conobbero alcuno, tome fcriue Cefare,nèvdironne pure nominare. Berodoto fcriue , che già da principio i Greci adorauano gli Dei , &fa- crificauano loro ferina nominarli , fin che ne hehbero poi gli nomi dallo Origine Egitto Ma donde fiano quefti Dei,&fe ad vno ad vno,ò purefiano ve- de i Dei . nuti tutti inficine ,ò fiano fiati tutti fempre, dice,che al [no tempo non fi Hefìodo. pxpeua anchora.ffe non che Hefiodo , & Homero , li quali furono circa quattrocento anni innanzi à lui , introduffèro fra i Greci la progenie de i Dei con moki cognomi, & à quelli diedero diuerfe arti, & itane forme. Onde fi potrebbe quafi dire , che da cojioro haue fiero imparato i Greci di formare i "Dei in diuerji modi. Ma dichiamo pure infieme col mede fimo Herodoto,che lo tolfero dagli Egitti], perche quefti furono i primi, che edificaffero tempij,dr inzafferò altari > & metteffero fiatoe . (ome dun- que i G]reci lo tolfero da quelli di Egitto, cofi hehbero i TZgmam da i Cjre ci forfè delle Jìatoe:& fu quando Marcello prefe Siracufa,perche ei por- tòà Roma ciò che trouò quitti di bello, fi per farne fpettacolo nel fuotrion fo,fianco per*idornare la Cittd,laqualefin,àtquel tempo non haueua fa puto anchora-iChe diletto porgetela pitturarne la finltura. Et perciò fa Ma celi hiafimato alVhora CWarcello da molti, prima perche par eua che troppo portò le furbamente bau effe voluto menare fino gli Dei prigioni, facendo ve- itatoe da i da ifimulacridi quelli nella pompa del fuo trionfo, poi perche haueua Grecia Ro datooccafioneal popolo di l\oma , mucido fidamente a i trattagli delle mz ' guerre,di darft alla dapoche^a, & ad vnocio difutile, perdendo fouen te il tempo in rifgufirdare le belle fiatoe , & le Vaghe pitture per ma- Plutarco . rauigliarfi de l'arte,& de l'artificio di chi le fece. Ottetto fcriue ^lutar- cho , & foggiunge , che Marcello nondimeno fi gloriaua di effer flato il primo , che haueffe mojirato d Ternani di ammirare le belle cofe della Liuio Grecia ', (3 innanzi a lui haueua ferino Liuio ìlmedefimo dicendo , che quindi cominciarono ìTtomani di ammirare le opere delle arti Greche, T ,,. & che perciò raccorferodapoi con molta licenza fpoglie cofi delle facre no. iofiicome delle profane '., Tertulliano, dicendole la religione in Bgma
Degli Antichi. 7
fu ordinata da T^uwa con pouere cerimonie^ fenica fimulacri ypercbe non vi erano anco andati Greci , né T ofc ani à farli , porne volere, che Tarquinia Tìifcofofic il primo , cbe}come Greco, ch'egli era,<& behifli- tuo intendtnte della vana religione degli Etrujci; mpftra£e a Bimani di fare ifìmulacrì de i Dei.Venne dunque l'vfo di qttefH dagli Egittij> & pei mc^oda i Greci pafsò airRornani; ma come cominciaffe in Egitto è troppo difficile da fi per e, tanto ne è fiato fcritto diuer fornente . Lat- tantio J:ceycbc moki banno crcduto.cbe le prime flatoe fofiero fatte per quelli I\è,& buomini valorofiji quali con prudenza y <Ò' giù fi amente Orione baueuano goncrnato i pjpoli à loro/oggetti ; volendo questi mostrar c!e. "muIa* nelle flatoe la memeviayche tcncuano de igiufli I{èy& la riuerente af- fìttone ycbe feruauano ancoydopò là morte verfo quelli. Eufibio parimen Eufebio. teftriue, che folenanoi Gentili con fcruare con le Hatoe la memoria aule più degne pcrfone,mo tirando in quel modo quanto era amato , & in quanto nfpetto bauuto s chi operano virtuof amente . Leggefi ap~ pie/So di Snida , che vn Seruch difeefo della raT^a di laffet figlinolo di Seruch. 'ì>{oè,fù il primo ebe introdujfe l'adorare ifìmulacriy & gli Idoli da lui fatti per memoria degli buomini valorosi Ji quali eì focena adorare co- me 'Dei>& benefattori del mondo. Vi furono ambo de i Rj^tbe r uden- do fi fecero far e delle slatoey& adorarleyiome Semiramiylaquale fé non Statoa mi fa la prima >/# bene fra primi. Quefìo fi fece fcolpire in vna pietra rabile-. grande diete fette ftadij , che fono più di due miglia Italiane, & ordinò, che cento buomini è guifa di Sacerdoti l'andajjèro ad a dorare xonfolenni cerimonie , off. rendole dmerfi doni , tome à 7s[ume dittino. Racconta Euftbio , che fu in Egitto vnbuomo ricebiffimo , ilqualey per rimediare al dolore , cbefentiuaperla morte di vnfuo vnico figliuolo, ne fece fare vna sìatoa,guar dandola con la medeftma affettioneycbe portano al figli uolo;onde quelli di cafa quando fentiuano di bau erto offe foy& perciò te- meuano di qualche graue gafìigo , corrcuàno allajìatoay a quella fi in- chinauano , la adorauono^r cbiedtuano perdonoy€f cefi era loro perdo- nato . Da ebe venne che offeriuano poi à quefiafiatoafioriy & altri di- tterfi doniycome à quellayche era fouente lafalue/^a di molti . Ma ve- ramente covuengono infieme la maggior parte de gli fcrittoriy chelSlj- N;no R£t no 'H£, & primo Monarca degli {Jéjjinfoffe quello ebe primieramen- te fabricafie flatoe , & porge ffe occajwne àgli altri di fabricame ; per- cioebe tanto ornare portò egli al padre Telo, che in memoria di lui fece drÌ7gare vna Statoa fimile,& a quelli ebe ad effafnggiuanoy& jirac- tomandauano volle , che fi perdonale , & rimetti jjequal fi voglia
misfatto
8 ImaginideiDei
misfatto da loro commeffo^ i^sid cfiempio di che forfè lo ìfleffo fece E~ gitt io fopr anarrato , come anco lo feguìrono molti altri facendo fiatoe, alle quali poi,percbe parue forfè più bonefioyfurono datinomi di diuerft § tDeiy& coft furono fatti fimulacri di quefii alla fimilitudine.per lo pia, de i corpi fiumani* non perche foffhragli antichi tutti cofifcìoi chi , che ^£1 f-Q *ct tfedejjtrOy che i T>ei haueffero il capone mani,& i piedi^come gli buo- &h- C a- MÌnhfna percbe>come fcrìueVarrone ? effendogli animi humanz fintili r a; * gli animi d'unni fib potendofì vedere quell'iene quefii , vollero , che i
Porfirio, corpi f -zafferò fede di quesla fimilitudine . Torfirio parimente difie ; ' come riferifee Euftbio, che furono i Dei fatti di effigie human* per mo- fir areiche come 'T)io è tutto mente ^ ragione ,cofi gli huomini anchora ne hanno la parte loro . Lattando vuole , che Tromcthso fia fiato il prìmo,cbe dì. terra babbi fatto fimulacro di huomo>& che l'arte del fa- re le (fatue cominciale da lui, & fi dice^ebe ammirando Minerua vna co fi bella opera , defiderofa che bauefìe ogni forte di perfcttione} fi offerì ai concederle qui Ilo, che per ciò le bauefie faputo additi? andar e 7 & che baiandolo a qvefìofme condotto nel cielo}egli auuedutofìycbe tutte le co- fc prtndcuar.o l'anima dalle fiamme,& dal fuoco \accoflata nafeofamen te vna faccllina 7 the fcco portaua, ad vna delle ruote del S*lc > quella acce fa riportò in terra , & accofìatala al petto della formata figura la refe arawata, & viua,donde venne poi , che all'buomo imitatore della opera diuinafu dato quello , che è di Dioydicendo , che Trometbeo ha- ueffe fatto il pi imo huomo.\Per la quale cofa egli bebbe parimente tem fij,& altari come Kfume diurno, <èr vno ne fu de gli altari a luiconfè- Prome- aatl nt^a ^ Cernia de gli ^itbeniefiycome fcriue Taufania , oue an- theo ado- dauano gli bitumini in certo tempo ad accendere alcuni lumiycon liqua- raco. li in mano correuano l'vno dopo l'altro j & cbiportana ilfuo accefofino
dentro la Città , baucuala palma della vittoria j cedendo fempre quelli , che erano dinanzi di mano in mano (fé i lumi loro ft e- ììingueuano ) a quelli che veniuano dietro ; ouero che portauano vn lumefolo 5 & correndo fé lo dauano l'vno all'altro fuccedendo fempre quelloyche era più vicino a chi andaua innanzi a lui, T^efù quefla ceri moniayò giuoco che foffe fatto folamente in honore di Trometbeo, ben- ché fi leggayche da lui foffe ordinatola di Volcano ancoray& di Minev uà : né correuano fempre a pie , ma tal hor anco a Cauallo . Onde didi- ma nto apprefjo di Vlatone volendo perfuadere a Socrate di fermar fi in* i latone. ceìta compagnia t gli dice , che vederà fu la fera il giuoco de ca- miti , li quali correndo ft dauano l'acce fa face l'vn l'altro in honore
della
Degli Antichi. 9
iella De a , che tra Mimma . Et Herodoto raccontando il modo trovato da' Ter fi di mandare preila te nouelle delle cofe, che era come quel-* le , che vfiamo h&gg r delle pofle , quando cune il pacchetto ( fecondo it Francefe) che di poli* in mia fi rimette a chi corre di nuouo ; dice che % faceuano , come fanno i Greti, quando correndo, e daaiolaft l'vn l'altro, portano l'aceeja face à Volcano, T)i que/ìo giuoco hanno detto alcuni) che rappnf ma quello ,che fece Vrometheo , quando tolfe il fuoco di cie- loy& lo portò in terra,come di fopr a dicemmo, & che perciò fa così or- dinato da lui . Et altroché moìira il corfo del viuere humano, nel qua- le quell'oche vanno innanzi, cedono la luce della vita a quelli, cheven- gono dietro-.come dijfe Tlatone ordinando le fue leggi ^che gli huominift emettano maritare per far figliuoli, acciò che la vita, che elfi hanno ha- unta da altri, quaft ardente facetta, rimettano ad altri parimente. Et Lucretio parlando della fuccejfiont de* m&rtali,diffe,che correndo fi da.no Lucreno • Vvn all'altro il lume della vita. ^Appreffo de' Focefifà anco certe piccolo tempietto dedicato a Trometheo con vnafìatoa , laquale alcuni veletta- nò chef offe di Efculapio-.ma perche quiui allo incontro erano certe graffe pietre di colore,come difabbia,& che rendeuano odore fìmtle à quello de i corpi humani,fu creduto più vniuerfalmente-, che foffe di ejjo Vrome- theo , & che quelle pietre foffero refiate della medefima materia , Onde egli formò quel primo huomo , da cui venne pofeia tutta (a generatone humana;La qualcofapuò beni(fimoflare,che Trometheo babbi fatto il Prcuidéza primo huomo , fé per lui intendiamo,come intefe Tlatone, la fuprema prouiden7^a;dalla quale non folamente gli huomini,ma tutte le altre co fé del mondo furono da principio create , & fatte* Et perciò fa quefla adorata da gli antichi come 1)ea,laquale à guifa di ottima madre di fa- miglia gouernafie l' uniuerfo,& era la fua imagine di donna attempata in habito di graue matrona.Vedefi poi quanto piacere piglia/fero gli an Nido. fichi delle flatoe dal gran numero di quelle: perche fcriue Tlinio, che in Modone ne furono più di tre mila; ne punto manco in ^thenejn 'Delfo C£ in altri luochi della Grecia. Et non furono i Rimani in quefìo manco amhitiofi de i Greci , perciothe bebbero tante flatoe , che fu detto efiere in I{pma vn' altro popolo di pietra: Et faceuano gli antichi le conferue , non delle flatoe folamente, ma delle pitture anebora , raccogliendone quante ne poteuano hauere fatte da pittori, &j cultori eccellenti, & ne adornauano le cafe nonfolo nella Città,ma fuori ancora in villa, fi che fu, giudicato hauere troppo del lafciuo, & non conuemr alla feuera vita de' %omani-,onde Marco ^grippa ne fece vna bella oratione, volendo
'B per-
io ImaginideiDe*
Marco A* perfuadere,che fi mettefìero in publico tutte lejìatoe,& tàuole,che &*• ^riPa ' nano per ornamento delle priuate cafe.Sr farebbe, dice Vlinio, fiato me- glio affaiycbe mandarle come in bando alle ville. V arrone fcriue,che mot m ti andauam a' poderi di Lucullo Jolamentepsr vedere le belle pitture 7 &fculture,cbc ci vi haueua,iAlle quali facevano luoghi a pojìa, come " neferiue k 'itruuio,dkendo,che hanno da ejj'er grandi, & fpatiofi. Ojfer- uarono poi gli antichi di fare lejìatoe in modojche poteuano ad ogni lor piacere Iettarne via le tejte , & mettercene delle altre . \Onde parlando Snetonio . Suetonio della vanagloria di Caligola dice, che parendo àcojìui di effe- re andato fopra la grandc^Ta di tutti gli altri Trincipi»e 'Kèìcominciiì ad vfurparjigli diurni honori , & comandò , che à tutti i Jlmutacri de i T>ei , che per religione , & per arte erano rifguardeuoli , come quelli d\ Gioue Olimpio, ,& altri, foffero leuate le tejle,& vi fi mette fie ìa fua. Et lapùdio . Lampridio medesimamente ferme , che Commodo Imptradcre lem il ca- po del Colojjò, ch'era di Is^erone , 0 vipofe ilfuo . Oltre di ciò erano te Statoe ha- Jtttoe in publko hauute in > ifpetto tale di chiunque ei fofiero, che come uutaingrà coja religiofa erano guardate , & non era lecito leuarle, né offenderle in niperto . modo alcuno , come dice Qcerone parlando contra Vene , & ne adduce Veffempio di quelli di [{odo, li quali benché hauefiero hauuto crudeliffi- ma guerra con Mitridate, & perciò l'odiajfero come grauiffimo nimico, nondimeno non mojjero mai}nè toccarono pure lajua Jìatoa, eh' era appo loro invno de' più degni luochi della Città . / Et lejìatoe de i Tr inopi haueuano questo priuiìegio,ch' 'era ficuro ogrivno, chefuggiua à quelle, né poteua ejjer tratto indi a for^a . CMa ciò non va Ife però al figliuolo di Marcantonio: perche x^Augufio, eome fi vede appreso di Suetonio, lo fece trarre dalla ilatoa di Cefare, alla quale egli era fuggito per fua falue^a,& comandò, che fof se vecifo. Et furono fatte ve/tite talhora , A T C ! ^ talhora nude, & ne fecero anco di tutte dorate, & Icilio Cjlabrione brione - fH H primo, come fcriu e Liuio,che in Italia facefse fiatoa dorata, laqua- Alefsadro, le eipofe alTadre Glabrione. {^d!leJsandro Ufrodifeo fcriue, ebeanti- Afrodifeo. camente furono JpeJJo fatte le slatoe de i 'Dei, & de i 3^ nude, per m<h s"toe Per ftrare,còe la pofsan^a lor ad ogn'vnoè aperta,emanifefla,<3 che fono* ' q debbono efser d'animo fin cero , & nudo, non macchiato da vitif, ne co- perto d'inganni. Et Tlmio dice, che fu quefìa yfan^a de i Greci cu fare, lejìatoe nude , perche foleano i Bimani mettere loro indo f so le corale Statoe da almCno , conciofia che nonfaceffero da principio Jìatoefe non à chi per zace .PrC2_ l'whbtfaU0 iUuJire haueffe meritato, che di lui fofse tenuta memoria» llcbe forfè non fu ojferuatopoifempre;(j à molti furono datejìatoepev
altro,
De gli Antichi. n
altroché per lo proprio valor etOnde Catone non ne fece mai conto, & à chi gli domanda vn dì perche et non haueffejiatoafrà tanti nobili pari fuoi,rìfp^é,torm recita Mar Cellino, che più toflo voleua, che gli huemi- Marcelli* ni da bene dubìt,f ro porche ei non thaueffe,ch'ei non ofaffero dke,per- no* che 'CbaHpfse. Et ^fsefilao parimente apprefso de i Greci rifiutò Chono- Agefilao . re delle statue dicendo ,come rìfenfee Xenofonte,che quelle portauano lau Xeuofote de à gì i fcultori^V' a sé l'operare virtuofamente. Erano portate in voi- Statuepor ta dag^i antichi Bimani alle pompe pablkhe > & folenni infame con teteui yo! quelle de i 'Dei quejìeflatoc de ì ^Principi , & degli altri huomini iiiu- ta ' siri, Iettandole della. pia-jga, otte fi aliano tutte,da queUa di Scipione in fu ori, che era Iettata del Campidoglio^comefcriue appiano; perche vi- Appiano» uendo egli hauevia già dato ad intendere al mondo , che ogni fua opera* tione veniua da conftgtio dimmi, & come <j notte gli mojlrafie tutto quel- io, che dotieua farcii ferraua fouents nel fuotcmpÌQ)Che era nel Campi- doglio tutto folo\ & perciò quitti fu ritenuta anc9 lafuaftatua,& guar data poifempre . Da quefle fiatoe, & imagini erano conofeiute le pia nobili famiglie,ondetJMario,perche era di famiglia ignobile, dice ap- prefso di Satufiio , cheti non bà s~ìatoe,ne imagini da mostrare de' fuoi a "°* maggiori , ma che può ben far vedere in quella vece gli honorati pre- mij riportati delle vinte guerre. Ma ritorniamo a glifimulacri de i Dei, Simolacri li quali furono fatti in dittar fi modi, fecondo che diuerfi erano i tojlumi Parche fot de i popoli , mo/ìrando talhora in ejfi quello, a che erano più inclinati. l} xn ^.uec Onde Suida fcrìue , che quelli di Fenicia fecero gli fuoi Dei con fac- Fenici / chi da denari in mano,perche giudicamelo, che chi f offe più ricco di oro, fofse da più degiialtri. Eti (jre ci gli fecero armati, perche credettero, che con le armi principalmente fi temfftro le genti foggettc Oltre di ciò mojirauano talhora gli antichi nelle flatoe de i 'Vei , quello, che da loro defiderauano ottenere,ò che già baueuano ottenuto; perche le face- uano fedente per voto; & il medefìmo faceuano-anco quaftfempre con li cognomi,che dauano loro-.ma le principati ', & più proprie erano quelle, chejignificauano la natura loro; & gli effetti ,che da quelli erano creduti venire.Ts{è furono però fatte fempre in modo,che da tutti ffsero inte- Statue d " fe,hauendo già la religione di quei tempi,ancora chef offe vana, & fai- occulta fu fa,inìr odono di tenere gran parte delle cofe fue occulte si -che i Sacerdoti gnificati© folamente lefapettano, & da gli altri erano credute femplicemente fen- ne* 24 cercarne più oltre di quello, che a tutti erapermefso di Japere. Onde fi legge apprefso di Liuio, & di molti altri, che efsendo siati trouati al- €uni libri di TS(uma , liquali poteuano fare gran danno dia religione di
B 2 que*
li ImaginideiDei
que' tùìbpì,fe fojfero andati in luce ( pei che /coprivano forfè vanita dì quella ) furono d'ordine del Senato bruciati in publico , accioche il voi-' go non ne /ape ffe altro più di quello , che gli era moslrato dal To?itefi- Tarcui- ce}& degli altri Sacerdoti , che di ciò haueuanola cura . Et Tarqui- moRè. n'w j^ fece affogare in mare , come riferifie Valerio UWaffimo, cer- M fT °o t0 t^avco Tullio , cui era fiato dato in guardia il libro de ifecreti del- ' la religione, per che ne lafciò torre copia a Tettonio Scbìno.Da che ver- rà forfè , che rimanghi talhora a dietro la ragione di qualche imagine 9 ch'io haurò difegnataypercioc he HerodotOjVau/ania/PlutarcOy fi? molti altrijdalli quali ne ho tolto il ritratto, dicono fpe(jo,ò che non vi è, ò che la religione vieta loro dirla . <JMa ciò farà ben di cado f perche quella che non ha voluto dir e vno tutto intieramente , fi raccoglie talhora da molti in pexzj ,& sì ho fatto io più , che ho potuto. Seguitando dunque perche fojfero fatti i "Dei in diuerfi modi , Euftbio re ferendo le parole di Torfirio dice, che gli antichi per fare cono/cere la diuerfità de i Dei y ne fecero alcuni ma/chi, & alcuni f emine , altri vergini , & ' altri accompagnati , & di/ordinatamente anchora perciò vejliro- Ariftote-- no fe ftatue loro . Et L^rislotele dice , che gli antichi penfarono la vita dei 'Dei efftre fimile a quella de gli buomini" , perche gli ha- ueuano anco fatti di effigie humana , & perciò come effi viueuano Latta tio. fitto i Sjcofidijfero , e he fra quelli ne era vno. Lattantio pofeia che per molti argomenti ha prouato , chei 'Dei de gli antichi furono huominiyla mìmoria de i quali fu confecrata dopò morte /aggiungere per ciò furono dì diuer/e età,cbi fanciullo, chigiouane, e chi vecchio,^ che a ciafchedunofù data certa,& propria imagine, perche furono fat- ti iftmulacriloro , che rapprefentaffero l'età , & l'babito che haueua- no,quando morirono.Et per quejìo anco fi può dire , chefiano slate finte tante altre cofe,le quali così fi raccontano de i Dei de gli antichi , come a punto /e fojfero huomini.Et io ne dirò qualclfvna,fecondo che mi ver- rà apropofito in difignando le particolari imagini di molti , nelle quali M „ metterò mano,pofiia che haurò detto di che materia fojfero fatte . Ter- ctefimula c^oc^e Euftbio togliendolo pur' anche da Torfirio dice , che cjfendo Dio cri i Ima luce puriffima, che non può effere compre fa dà nòslri fenfi, fu fatto
di materia lucida. e rifplendente,come il fini/fimo marmo , & ìlcrislaL lo : <$ d'oro parimente fu fatto per moslrare l'eterno , & diuino fuoco , oue egli habita ; & che molti facendolo di pietra negra voleuano dare ad intendere la fu a inuiftbilità.LMa parlò egli f or fi de'/uoi tempkcon- ciofia che da' più antichi fojjero fatti i Dei di legno , come fi legge ap-
frejb '
Degli Antichi. .13
prtjfo TbeofraHo,one rifarne dilla natura delle pia nte ; e he filettano .
falli di cedro , di cipicfjoji loto , & di buffo , Ù* qualch'vno anco della di iegno# radice dell' vliuo . Lt Tlmiofcriue che , perche il legno del cedro dura j heofra— quafi eternamente y gli antichi ne fecero le Hatoedei cDei ; & che in ito. I\pma nefùvna di ^Apollo portata di Seleucia.vlutarco ne ferine così. Plutarco . Sìnticbijjima cofa è il fare jimulaa iy& gli fecero gli antichi di legno, perche panie loro , che la pietra fojfe cofa troppo dura da farne li 'Dei, (5 penfauano che l'oro,(3 l'argento foffe qitafife.ee della terra §ìerile,& infeconda , perche ouefono le minerò dì qut/ii metalli, di rado vinafee altro-, (S chiamauano gli antichi quella terra inferma , & in felice , la- quale non produccua herbe,fiori,e frutti; perche effi , ne i petti de' quali non baueua for^a l'auaritia,non emanano più di quello, onde poteflero nodnrfi, & viuere ^Platone parimente pare volerebbe filo di legno fi Platone. facejsero leflatoc de i Dei,perche cosìferiue. Ejjendo la terra babitatio- nc confecrata alli fyi,nonfi dee, fare di quefia le loro imagini,nè di oro, né di argento, perche fono cofe,per lequali è battuta inuidia a chi lepof- fiele.Et a qucjio propofito Lattantio fer iucche U ricche flatoe de ì Dei moHrauano l'auantia de gli huomini , quali fitto coperta di religione fi pigliauano piacere di battere oro,auorio,gemme , & altre cofepreciofe , facendo di quelle lefacre imagini, lequali haueuano care più per la ma- teria di che erano, che per quelli,che rapprefcntauanofieguha poi Tla- tone in queilo modo\V auorio è cofa,che haueua l'anima prima,& l'ha pojìa giù poi,& perciò non e buono da farne le Hatoe de i Dei;nè il fer- ro a ciò è buono, né gli altri metalli duri , perche ft adoprano nelle guer- re, & fino in/tì omenti delle vccifioni . l^eftaua dunque fecondo Tlato- ne anthorafolamente il legno da farne lefacre imagini . Et Taujania Paufania. parimente dice , che ei crede , che ne' primi tempi tutti ifimulacri de i Dei fodero di legno appreffo de'Greci, & mafpmamente quelli , liquali fodero fiati fatti dagli Egitti] yperchc era di legno ima slatoa di apol- lo in Argo dedicatagli da Danaotcbe fu antichiffimo . Et pareua, che non fi trouafìe alcuno de' più antichi fimulacri fatto di altro , che di he- bano,di ciprejfo,di cedro, di quercia, di hedera, 0 di loto . OHa di vliuo antbora ve ne fu qualcb'vno,& fatto pel coniglio de lVracolo,che mo- fìraua apunto , che in quei tempi amauano meglio i 'Dei effere fatti dì legno,cbe di altra materia.!3 ercioche fi legge agprejfo di Herodoto , che quelli di Epidauro mandarono a dimandare ali Oracolo in 'Delfo il mo- £ .. .. do di rimediare ad vna grandiffimafierilitày (3 fulororifpolìo,che fa- P *' tefftro doifimulacri a 'Damia & ^iitxefia (quefii erano i 'Demoni , 0
genij,
*4 Imagini de i Dei
Epidaurij Gentj , come vogliamo dire delpaefe ) non di metallo, né di pietra , iti* di legno di vliuo nonfaluatico . TSfel primo tempio,che fu fatto a (fili- none in .Argo , lefupoflo vnfimulacro di vn tronco dì pero ; Qf in T^o- ma,oue ella era dimandata fuegina , hebbe doi ftmulacri di apre/So, li- quali erano portati conjolenni cerimonie, comefctiue Limo , a certo fa-* crificio, che fu ordinato la prima volta , che Hannibale pafsò in Italia . Et legge fi apprtjjo di Tlinio, che in Topulonia fu vnaftatoa molto oìu lica di Gioue , fatta dì vna vite fola . Et non è maraviglia ,fe però fu vero , che fi trouaffero viti così grandi , & groffe , che ne f afferò fat" t eie colonne al tempio di Giunone in tjttetaponto , come il mede fi- mo 'Plinio fcriue . Et del Viticz ancbora > che volgarmente fi diman- da <Agno caflo , fu fatta vna flatoa ad Efculapio , come fcriue Vaufa- nia,in certa parte della Laconia , oueegli dalla materia delta flatus fu detto lignite . De legno medefìmamente furono fatti i 'Dei daì\o- man'hmentre che alla femplice pouertà furono amicìtPnde Tibiillo>par- landoaDei domefiici chiamati Lari , dice parole , cbequejio fuonam in noflra lingua^.
2$è vergogna vi prenda , fe-ben fete^ Fatti di ficco tronco : perche tali Fotte puf anco ne i felici tempi *ZV poueri nofiri aui , quando furo La fede, lapktade, elagiuHitia Meglio ojferuate affai , c'hoggi non fono. E fur con grata pmertà adorati Ts^ele pouerecafei 'Dei di legno. EtTropertiofà dire in queHomodoa Vertunno della fuaflatoa\ Fatto fen^a arte fui d'vn feccotronco9 Et come pouerello Dio di legno " frangiai tempo del buon J^uma fletti "Sfe la città, che mi fa fempre grata, ^elle Ifole feoperte gl'anni paffatida Spagnoli > che bora fi addi- mandano il Mondo TSJouo,percbe4gli antichi furono incognite, fi è tro- uato che quei popoli,adorauano alcuni f doli fatti qual di creta , qual di v] . • legno,& qual dipietra+Et Tlinio fcriue ,che benché tifare delle ftatoe fofìe inftaliacofamo^mwtica,come fipuò conoferedal'Hercole , che Euandro. fu confecratofino da Ettaedro nel foro'Boar io, qualfoleuanovefiire con ornamenti trionfali fempre ne'tempì de' trionfi, non furono però dati a i * 'Dei, né dternpu' loro ftmulacri di altro 3 che dilegno, prima che fojfe
da'Ro-
De gli Antichi. 15
da' Rimani foggìogat a V^fia'.fialla quale paffarotto in Italia leprecio- fe flatoeypercbe non fi contentò fempre la Gì aia del legno folo per far- ne glifuoi Dei , ma gli fece anco a,oro>& dì altri diuerfi metalli^ per mostrar fi più fplendidaJ& magnifica verfo quelli, dice Taufania > che ella fece fpeffo venire l'auoriofino d'Jndia, & da gli Ethiopi per farne loro dette fiatoe : & che di ferro anebora ne fa fitta qualcb'vna , come l'Hercole ebe combatte l'Hidra apprejfo de i Focefij ma che quefiofù cosi difficile,cbe poche ne erano fatte delle fiatoe difrro . Onde in Terga- mo città dell'infila andauano molti a vedere , tome cvfe marauigliofe, due teflc di ferro confecrate a "Bacco, l'vnadi Lione ,1' 'altra di Cinghia- le . Coridone cantando con Tir fi apprefjo di Vergilio promette a "Dia- na farla tutta dipolito marmo; & quini Seruioauertìfce, cbefoleuano Serui0# f pi fio gli antichi fare il capo folamente , & il petto di marmo alle fia- toe . Oltre di ciò fecero quafifempre alcuni Ilei vili , e plebei , come Triapo , & altri a luifimili , che flauanopcr lo più ne i campi , & atto fcopcrtOydi legno folamente ,di terrai di altra fintile materia vile ; & gli altri più nobili > come ì Dei del Cielo , di materia più degna . ( 7^è Dei in fi- furono tutti i Dei de gli antichi fatti informa humanafempre , mafo~ roitu»di? itente alla firn ìlitudine di diuerfi animali,^ di buomo,& di beslia in- "ea]^an fteme giunti anco talbora 5 onde fé , come ferine Seneca, & lo riferifee Santo K^tgoftìnojoffcro Hativìuì , nella forma > che erano fatti loroj fimulacri , fare bbono fiati non come "Numi adoratila fuggiti comemo firi . Et in Egitto pia che in altro paefe furono quefti mofiruofi fimu- lacri , come fi vedrà in molte imagini, atte quali darò principio dalla Eternità : per che fé bene non erano tutti i Dei de gli antichi eterni , & immort alberano però tenuti tali i più degni ; & perciò fu creduto,che la Eternità gli accompagnaffe femprelbtnche il "Boccaccio oue racconta R h (genealogia de i Dei , dica, che la diedero gli antichi per compagna ciQ. aTfemorgogone folamente , quale ei mette,che f offe il primo di tutti i 1)ei, & che babìtafìe nel me 70 della terra tutto pallido , e circondato difcurijfima nebbia , coperto di certa humiditd tanuginofa, come fono apunto quelle cofe > cheflanno in luoco bumido . Ma io non ho trouato ancora mai , ne vi Ho fautore antico , che parli dì coftui . Terò dico, chela Eternità iìaua fempre con quelli Dei , che erano creduti ìm- Etermta* mortati ; laqnale chi ella fofse dimofira affai bene col nome folo , che viene a dire cofa , che in sé contiene tutte le età , & tutti i fecoli > sì chefpatio alcuno di tempo non la può r-Afurare : benché fi pofia dire a certQ modOfcbe ella fa parimente tempo } ma che non ha mai fine . Et
perciò
. i6 Imagini de i Dei
fnmegi" percfò TrimegìfloJ Titagorici,& Tintone, che era il tempo la imagint della Eternità , perche queflo in fefiefsoft riuolue , & pare che non fé
Perpetui- ne veggia mai il fine. Ma quefla fi può dire più toflo perpetuità, perche^
tà. ancbora che non habbia maifine,non possiede però interamente tutta in
vn mede fimo punto queslafua vita infinita , che è proprio della E- oeuo" ternità , fecondo TSoetio ; ìlqualedicc , che , fé bene par uè alia- tone che il mondo non babbi hauuto principio , né fia per hauere mai fine fi ingannano però quelli , liquali feguitando quefla opinione lo chiamano coeterno à Dio} pere he a dare ilfuo proprio nome alle co/eyhan no da dire-lenendo anco la opinione di Tlaione, che 'Dìo è Eternoy& il mondo perpetuo, Defcriue dunque Boetiola Eternità,chefia vnpofkffo prefentaneo di tutti i tempi,& quefla è propria di DIO, perche à lui ndpafsa,nè viene il tempo, come à tutte le cofecreate\anchora che qual- che vnafofse per non hauere maifine.Ma non la cerchiamo per Ima tan to à minuto,come forfè non la cercarono gli antichi, quando difiero eter- ni li fitoi Dei, y olendo perciò intendere , chefofsero immortali , & per non hauere mai fine , & che la Eternità fojse quefla infinità di tempo .
Claudia— Onde Claudiana, rhe largamente la deferiue nelle laudi di Stilicone,fà
no' che vnfer pente circonda ì'antrotoue ella flà, in modo che fi caccia la co-
da in bocca, che Viene a moflrare l'effetto del tempo , ìlquale in feflcfso ■ fi v<* girando fempre, hauendone tolto l'efsempio da quelli di Egitto, li-
deU'anno 1ua^ moflYatimo l'anno parimente col Jerpente , che fi mordeua fa coda , perche fono i tempi giunti infume così , che il fine ddpafsa- to è quaft principio di quel che ha da venire . Vedefi la Eternità in v~
Medaglia na medaglia di Fauflina fatta in quefla guifa. Sta vna donna veflita da matrona in pie con vna palla nella deflra mano%(3 hàfopra'l capo vn largo velo di(ìefo,che la cuopre dall'vno homero all'altro. Ma vediamo tutto ti difegno , che ne fa Claudiano , da me ritratto in noflra lingua à queflo moda;
fn parte sì da noi \unge,e fetreta. >
Ch'alcun mortai vefligio non v'appare i Qua l'humana mente il gir fi vieta , 7s[è vi ponnoanco i 'Dei forfè arriuare , Vna fpelonca giace d'anni lieta > LMadre d'infiniti anni,e\d'età pare , Laqaal con modot[ch'vnqua non vien meno % Manda , e richiama i tempi all' ampio feno .
Quefla
na
De gH Antichi* 17
j^Hcjla col fleJSuo/o corpG unge
Vn ferpe pien di verdeggienti fquame^ Qua! iìò , che trotta avidamente siringe Come che Omorar ci tutto brame, E la coda fi caccia in gofo , e finge ZJok r mangiarla con auida fame. Vattene in giro » e con l'vfate tempre » oJ partì , cheto ritorna fempre,
<A la porta con faccia riuerenda,
Et d'anni piena sia l'alma Tritura,
Come cuHode, che fedele attenda
Chi vierì , (3 va con diligente cura 5
if intorno volan l'anime? e che penda
Ciafcuna par con debita figura
Da le membra , ch'à lei fondate in forti m
E slan con lei fino che piace à Morte»
^7e l'antro poi > ne la fpeloncaimmenfa "" yn vecchio , c'bd di bianca neueafperfo
il mento , e'I crine flà , fcriue 3 edifpenfa
Le ferme leggi date a l'vmuerfo.
E mentre cb'a difporre il tutto penfa
(pn l 'animo al bell'ordine conuerfo ,
Certi numeri parte tra leflelle»
Onde nappaion poi fi vaghe e belle»
Con ordine immutabile preferme
*A ciafcuna quando habbia a gir' > 0 Hare9 'Da che quanto tra noi fi more , 0 viue » Uà vita, e morte-, poi torna à guardare» E riueder come al fuo feorfo arriue Marte , qual , bench'aueT^o à cambiare 'Per via certa , <và pur' 4 certo fine 5 Che così voglion le leggi diuine.
Come con certo paffo giri intorno
Qiqm portando giouamento al mondo» Come la Luna fi nafeonda ilgiorno}
C E tojt*
il Imagìni de i Dei
E toHo muti il bel lume fecondo , Come partendo fia tardo al ri torno Saturno borrido , mefio , & infecondo 3 Quanto Venere bella , e dopo kì "Errando vada il xìcffaggieY de i 'Dei,
S quando Febo a V antro t'auukìna
Subito ad incontrarlo la potente q
Telatura viene , e a gli alti rai s'inchina il bianco Vecchio bumile. , e riuerents^ , ^Allora da sé s'apre la diuina Spelonca , aìlhor fi veggono potente^ L'adamantine porte > e a poco à poco Tutti ijecreti appaion dì quel loco,
Quìuì i fecoli fono di dìuerft
LMet atti fatti in variati ajpetti,
E pare ciafcbedun di lor tener fi
rJS{el feggio fuo con fuoi compagni eletti,
Queflo è di ferro , onde fouente ferfì
1 mortali fra lor danni , e difpetti} 0
*Di rame quello , al cui gommo è slato
il mondo tutto vn poco men turbato .
Vno ve riè d'argento , che rijplende
In bel feggio eleuato d' 'ognintorno; Ma di rado tra noi mortai difcende %A far di s\ bel lume il mondo adorno . Quello , che più de gli altri in alto afcende E d'oro , e d'oro fon quei , ch'egli ha intorno, Tutti pieni di fede , e- di prudenza , Di bontà t di giujiitia , di clcmenT^cLj,
E fon gli anni beati , ch'à mortali <Apporteran felicitade immenfa , t^kit'hor , chaurà pietà de' noHri mali Febo , che qucfii a modo fuo dìjpenfa , Et farà , che dal Ciel piegando l'ali La bella xAslrea di nuouo amor 'accenfa Di riueder il mondo à sìar fra noi Verrà fenica più, mai partirne poi.
U
jpegli Antichi,;
Antro dc/f Eternità con lìmagine del tempo ò dei fitto > dì Febo , della natura , & dellì quattro fecolt, che figmficano da "Dìo venir il tutto y (gjr da quello il tutto eftr compre/o , (jfr U reuolutìom delle co fi fiumane-, .
C z U
so Tmàgìni de i Dei
**P??f*°" td defcrìttìoney& il difegno di quello antroj $elorica,cbe la foglia* tro dell'io mo dire,cimos~lraì come l'cfpone il 'Boccaccio .che la Eternità va [opra a ternità . tuttl l tempiy& perciò ella è di lunge, & incognita non fohmer.te à mor tali{ma quafi ancora à T>ei celesH}cioè à quelle beate a?iime}cbe fono sj\ ne i Cieli. Et dal gran few manda à lafpelonca i tempis& quefìi richia- ma purgamo al medefimo ; perche in lei hanno battuto già principio) & riuolgendofiin [e sleffi paiono vfeire da quella,^ ritornare anco alla me defima.Et faffi quefto tacitamente^ perche non ce ne auuedendo noi paffx il tempo,co?ne di naJcoslo.Lstflla portarne sia la 7*{atura, vanno potan- do molte anime intorno, per eh e feendono ne i corpi mortalità" onde vfeen- dojioi vanno in grembo alla Eteraitàjlche tuttofi fa per opra della 7^a tura,& perciò ellaftà quivi alla porta . fi Vecchio che parte per numero le ftelle forfè è Dio,non perche ci fia veccbiojcbe in lui non fi può direbbe fia termine alcuno di età>wa fórche fogliono pirlare cosigli buomimsche chiamano di molta età quelli et iandioyche non potino morire \ilquale dati do ordine al movimento delle lielle dislingue i tempi. UWa forfè -che più proprio farebbe direbbe il vecchio fofie il FafoypeT- che quello s'inchina à Febo , che fi potrebbe torre per *I)ioìquandofi preferita allafpelonca.^dltro non dice poi il/Boccacìo de i Secoli , che fono quiui, come che fia co fa facile ad o- gn'vno-.et io parimente non ne diròpiùy per venire alla imagine di Satur no, perche lo toìfirogìì antichi pel tempo, & del tempo, bahhuam ... già cominciato à dire ragionando della Eterni- ttt. La quale non ardifeogià didefiderare è quejìa mia faticarla pregobuiie> chi lo può fare, e he veglia darle vita per qualche tea pò.
Svi*
D# °\i Amichi* ai
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SATVRNO
Il primo fu Saturno , efo ^//fe/ò
Dall'alto Ciel fuggendo il figlio (jione, Itàfor^a priuato de? fuoi regni , Venne à mostrar* àgli buomini , cb'allbora Carne le fene andavano di] per fi 'Ter gli alti monti , /'/ modo di raccorfi infieme , e £ Ubidire à certe leggi . Ut il paefe ,.oue à principio ei flette Latente, fu perciò chiamato Latio . Sotto l governò di co/ini fi dice Che fa il felice fecolo dei oro ; Così reggetta ei giustamente ifìtoi Topoli dando lor ripofo , e pace ,
In qttefio modo canta Vergilio di Saturno , mettendo la hiflorìa con le yn.aiyl0. fattole , conciona che quella reciti che Saturno andò in Italia f cacciato di Grecia dal figliuolo , & quesle babbino finto poi , che egli era prima Si- gnore del Cielo , & che Gioue ne lofeacciò , & lo fece feendere al baffo ; perche la (jrecia è più verfo l'Oriente^ perdo pia alta della Italia tcbe tende verfo l Occidente. T^tiratofi adunque Saturno in Italia-fu da pia- rlo 1{è di quel paefe>oue poi fu meffa I{oma>cbefe ne vincita confuoi po- poli quella ro'^a vitande più antichi mortali , tolto à parte del regno , perche egli moftrò la coltiuatione dei campi y& il fare gii denari di me- ta'doyche prima erano di cuoioXtfà perciò fatta sa quefii poi daltvno de lati vna naue,perche Saturno mitigando andò in Italia , e dall'altro vna, tefìa con due fatele chetale era la imagine di Giano>come vederemopoì, 'Edificarono quesli dueKè communemente terre , tStcafielli vicini \ che Hai loro nome li chiamarono^ cerne Saturnia da Saturno, & Cunicolo d& Cu,.o.Oni. tanto fi. firmato Saturno da quelle geni', che infante col 7^ù lóro cominciarono annerirlo come Dio , perche erano all' bora slim*- ti Dei quelli , liqualì fapeuano trottare , & la infegnaitano > qualche *; ;: che fjf. vtile dia r:ta Inumana 5 & quejia di coltiuare il terreno, 4? fai lo con arte pia fecondo , che non è difua natura , è Vtltiffimo ; & però Saturno ne mei ito gli fiacri honori , &fk chiamato Snrjdio drillo ' fiercorare i empi , ette dare loro il ktame}onde divengono poi più f érti- sterculio*
li.Ver
2»
Imagini de i Bd
ImAgine ai Sdamo o del tempo Hiuoyatòre eie firn figlino li > cioè del tutto con/km atore > eccettuai Gtoue, Giunone y £N£ttuno>ffi Plutone , hit e fi per ti quat- tro elementi Fuoco 9 oArU , *Aqu<i s (jjf Terra 9 che noti fi difirugono »
De gli Antichi * *i
lì i 'Pei quefìo hanno voluto alcuni , che la {ita fiatila baueffe la falce in
mano,per dare ad intendere , che la coltiuatione de ì campi fu, infegnata ialai già da principio in Italiayconciofia che con la falce fi mieti il gra- no prodotto da kn coltivati campi. Ts{e faenfieij Saturnali poi anco fi cdopr aitano candele accef;: la miai cofadechiarandóCMacrokio dkèiChe™*^™0 crajcrcbc fotte il ngghnentodi Saturno gli huomini da vna incolta vi- pej lé' ta,&pù ria di t rne-bre, pacarono alla lucida & bella feicntia delle buone •
arti . 0 Itre di ciò intefro gli antichi il tempo [otto il nome di Saturno , adattale di{f?-> o i latini molte ragioni tutte confacentifi al tempora non -(
già al proposto noftro . Et i Greci parimente lo chiamarono Cronache ^ gatut. viene à dire temp0y& quello ^hefvmifica il nome fu moftrato nella ima n0 . gine di quejìo Dio ; perche le fecero quali fempre di buomo vecchio , mal Viftito , fen^a nulla in capo, con vna falce nell'vna mano , & nell'altra hattetia certa cofa auiltippata in vn panno , quale pareua cacciarfi in go- la y come che la volejfe diuoràre y e quattro piccoli fanciullini gli erano quiui apprefio . Quelle cofe fono interpretate in quefìo modo : lltem-Efp°fai°- pò è vecchio e malvestito perche ò fempre e flato , onero cominciò «rf"f Sa" ejfere infiemc con il mondo , cioè quando fattala fepavatione del Cbaos gli elementi furono diflinti , & fu dato principio alla generatane delle cofe , cominciando allbora il Cielo ad aggirar fui intorno , dal mouimento delquale cominciarono parimente gli huomini di mifurareil tempo : & quindi fu , che le fauole apprejfo de i Greci difiero Saturno ejjere -lato figliuolo di Vrano,cbe fignifica Cielo . Fu detto anco Saturno , Vitìfato- ve,quafi cultor delle viti perche dìcono,che effendo paffato nell'Jtalia.co- me s èd< tto y faccettato da' Latini y ne bebbe della figlia divnod\ffi Enotria nominata,alcunì figliuoli >trà quali vieri connumerato Cjiano- a tbi egli infegnò il modo di piantar^ coltiuar la vitCy& di fare il vino; ilche hauendo cjfi operato , & guadagnatone perciò il nome di inuento- reyiuenne che vn giorno alcuniy'i quali fr fé baueano beuuto più di quel- hycbe loro fi conueniua,fi addormentarono, sfecero vn longhìffimofon- tiOydal quale poifuegliati ?j accorti fi che qw (lo era accaduto per, il beuu- to vinOyeredendo che foffe qualche coja venenataylapida^ono , & occifero CianOyCome inuentor di quello, per ilche quattro figliuole di lui rimafle , per doglia con vna fune legataft al collo fi Iettarono la vita-.mà da Satur- no furono pofle nel Cielo in loco di Stelle, & à noi fi dimoflrano poco auan ti il tempo della vendemia . Effendo pofeia vn tempo i ~Roma niaggra- uati dipeìtilentia , £? bauendo perciò confi! tato l'oracolo dì '^polirne , bebbero in rifpofla, che bifognaua placar prima l'ira di Saturno riceuuta per la morti: di (jianofuofiglmoh , da che mojji i l\pmani gli edificar ona
va
34 t Imagìni de I Dei
vn temph [iti tMonhs ì*èrpeiot & vipo/cro Giano con quattro fante ; è dal vumero delle figliuole, òdalle quattro (iagionì dell'anno. Soleuanogll Hìlroria antichi porre su la cima del Tempio di Saturno vn Tritone con la buc- inando co dna alla bocca , &fcpelir iui [otterrà la coda di quello, volendo con ciò annuo . tnoflrare , come dice UWacrobio , che da Saturno cominciò la hifloria ci farfipalefe,& ad effer conofcutta,percbe fen^a duhio , innanzi che [offe- • ro di stinti è tempi,ella non patena efiere fé non muta, ££ incognita, il che
figniftcc.ua il nafconder la coda. Fu Saturno vestito così vilmente,pcrek: in quel principio del mondo non cercauano le perfine pompe nelle refi:, ma fi contcntauano di effere coperte. 0 che quefie moilrauano di effer & tutte logore per confarfi meglio alla vecchietta di lui , ilquale baueua i! capo nudo^perche in que primi tempi, quando egli fu creduto governa- te tutto , & che correità la età dell'oro , la verità fu aperta , & mani- fefia a tuiù,non nafeo Zia , come fu dapoifotto tante menzogne , & tanti inganni, Et per que fio ancora gli antichi facrificanano a Saturno a ca- po [coperto, (5 [t lo copriuam in [acrìficando a gli altri 'Dei . (Jftioftra la falce in mano di Saturno > che'l tempo mitte,e taglia tutte le co[e_a . Et quello , che ci fi mette alla bocca pei d'inorarlo, che le cofe tutte nate in Fauola fa tempo fono anco dal tempo dinotate , [opra dì che fin] ero gli antichi Saturno, vna così fatta fattola.-» . Temendo Saturno di effere [cacciato del re- gno da vn [ho figliuolo , come iFati gli haueuano predetto , tornando adOpe , laquale fu anco detta '~Rhe a , [uà moglie , che ogni volta , che partorirla , gli pre[entaf[e [abito quello, che haueffe fatto , perche non voleua in modo che fofse^che fi alleuajse alcun figlio ma[chio,[e bene do- uejse egli slefsodiuorarfegli tutti, TartoriOpe la primavolta Gioite, & Giunone interne, ma prefentb Giunone fola al marito,fapendo che^per efser [emina non le farebbe male,& nafeofe Gioue:di che efsendofi accor- to Saturno cominciò à gridar per bauerto,- laonde Ope gli pre[entò certa pietra auuolutain vn panno,diccndo quello effere il figliuolo ,che egli do- mandaua * Et egli , fen %a guardare altr intente chef offe , [e la cacciò in gola,e diuoroffela-.ma la rigittò poi,come faceua anco de i figliuoli , po- feia che gli haueuadìuorati,cheglirigittaua . Onde fi legge appreffo dì Pietra di- Taufiinia , che in Del[o nel tempio di ^Apollo era vna pietra non molto uorara da grande guardata con grandiffimo rispetto , perche diceuano quelle genti% Saturno . c}je era [a pietra,qual fu diuorata da Saturno in vece di Gioue, & ogr.i dì, ma più lefesle vi fpar gettano su de l'oglio , poi le auuolgcuanno at- torno lana non lauata . Et i Bimani la credettero effere quella , che nel Campidoglio non volle cedere a Gioite , & fu adorata pel Dio Termino, Fu [eruato parimente Vetturino dalla madre confimìle inganno >cbcfinfe
di
Degli Antichi. 15
4$ fìauere partorita v« pìccolo cauaUino^ &lo diede à dinotare al marito, €ome dicenano quelli di arcadia, & Taufania hrife/ìfee. "Plutone me- paitfanj3 f defimammte fi faluòpev efser mtoadvn parto infierite conia, favella glauca, lattale fu fola prefentata al padre, che da quc'sìi in fuori dìuorà tutti gli altri figUnol^rigittandoli puf anco dapQÌ,come he detta. Ma al- cuni altri fliquali anco pare a mecche meglio dechurino la cagione del di- fiorare i figliuoli, dicono, Che ejfendo Titano fratello di Saturno di mag* gior età di lui,& volendo perciò regnare, Saturno a per (uafion della ma- dre ,($ delle f or elle non gli voi fé altrimenti acconfemire , an^i che egli (i fece I{è. 'Da quefio ejfendo per nafeere difeordia tràeffifrateìii,fi acque- tarono finalmente con queHa conditìonc ; che doueffe Saturno continuar nel Regno , ma che douefsefav morire tutti i figliuoli > che gli nafcefsero _ .mafcoli,acciò che fofse ficuro Tifano, che finalmente il %egm douefse ri- cader in Iuì,q nefuoi figliuoli.Èfsequìpervn tempo Saturno la cenditio- r,e,Cfper quefio vien dettosche egli dhwafìe ifiglÌHoli;ma effendoli na- ti Gioue^ Giunone in vnparto,feguf di loro,&di T^ettunopoi, 0 cose anco di Tlutone quanto fi diffe difopra : laqual cofa intefa da Titano af- faltò sì d*improuifo il fratello di Saturno,chelòfece conia moglie prigio* ne,& così li tenne fino a tantoché da (jioue fuperatOjfurono quelli f dol- ci) & liberati . Lequali co fé vogliono mojirare , come cominciai a dire di {opra , che le cofe tutte prodotte dal tempo fono anco dal tempo confuma- te , ilqualele fa poi etiandiorinafeere , da gli elementi in fuori, che fona i quattro figliuoli , Gioue, giunone {Plutone ,e Vettuno,cioè fuoco, aria , terra, & acqua,liquali non p affarono per la vorace gola,perche quejli du- rano fempre. Fingenano quelli di Safìonia , volendo deferiuer Satur- no , vn vecchioyche flaua ritto fopra ad vn pefee > <& teneuavn va/o, & Vna ruota ; UWa che cofa volejfe ftgnificare è flato femprefecreto, & perciò io ne anco qui lo dichiaro, LMartiano deferiuendo Saturno lo fa ima£,{ne che porge con la de/Ira mano vnferpente, quale fi morde la coda, mo- di Satur- firando in quefla guifa t che per lui s 'intende il tempo : £? dice, che ei vd no. conpafio lento,e tardo\& ha il capo coperto di vn velo, che verdeggia , le chiome,^ la barba fono tutte canute , & benché eglifta così vecchio , pare nondimeno potere anco ritornare fanciullo, fiche fi può dire ef~ Efpofitio* fere il rinouamento , che fa il tempo di anno in anno : & perciò il velo ne . "perde fopra la bianca chioma moslra il principio dell'anno , quando nel- la primauera tutta la terra verdeggia , kquale nell'inuerno poi fi cuopre di bianchiffima neue>& così toflo fipaffa dall'vna flagione dì altra, che paiono effere giunti infieme. La tardità del paffo fi può riferire al tardo riuolgimento^he fa lafpera di Saturno,laquale delle fet-
a tede
*$
ImaginldciDel
Imagìne dì Satumo^del tempo^f del anno jhefìgni- fica, li trtfii e ffet tinche vengono da quejìo pianeta, & la renouatìone dell'anno conia fredezga, e tardità del pianeta di Saturno .
Imagìne di Saturno^bejignifica ìltepo prefente^af- Jato^ffi allenire ^et la mala natura di tal pianeta, et /ita frcdez^a^J il tempo tutto confumare & diflrugger e.
De gli Antichi. ^ V?
te de ì Pianeti è la maggiore , perche è (op>a a 'atte k altre*, & però piò delle altre che è in trenta annutarda à compir? il fuo gito. Et perche da, qaefio pianeta vengono tri/i i effetti, per lo più-, h fecero vecchio, meslo, fordiio; & col capo aucìtc,pigì&,&.lchto: pereffer , a nature fu a fredda, fecca , e tutta meinmconia , come fi può federe appreffo di chi ferine di qaefie cofe. Onde il vndefimo xJWartiano, quando nelle no%%é di CMer- Martjan0o curh,e di Filologia fa,che ella afecnde di Cielo in Cielo .dice che giunta a quello di Saturno treno h:ì,cbe quiuife ne fiaua in luoco freddo jutta ag- ghiacciato, & coperto dì Orina , & dineue, & che haueua per adorna* ?;; e :to del expo talbofa vn ferpente,talhora vn capo di Leone, & talho- ra di Cinghiale/^ ? mo&raua i terrìbili denti. Le quali tre t e fie potrebbe- no forfè meflrare gli effetti dei tempofJcbe non affermO,perche non lo tro- fie fritto da pintore deg-zo di fede.LPiia dirò benebbe a ciò fi confa affai * quella imagine fignìficatrke de i tre tempi, paffuto, prefente, &auenire, che haueua parimente tre capì di Leone ,di Cane-, & ài Lupo , poslada quelli dì Egitto con il firnulacro di Serapide loro 'Dio principale, laquale difegtiarò poi al luoco fuo . Ora vediamo quello che fi legge apprefìo di Eufebio de gli effetti del tempo moftrati con la imagine di Saturno. Egli Eiifebio; ferine , che <Ajìar te figliuola di Celo, & moglie, & forella di Saturno in- Imagine fieme con molte altre, che ei ne haueua , fece al marito vn ornamento re- & Saturn° galeghe haueua quattro occbi,due dimmi z & due di dietro, delti quali due fi cbiudeuano , & dominano à vicenda , sì che due ne erano aperti fempre,& àgli bomeri vi pò fé parimente quattro ali, delle quali due fia nano diUefe , come che ei volaffe, & due rislrette, & raccolte, come che ftefie fermo j volendo fignificare+ebe fc bene egli dorme,vi vede pur'an- che, <& che mentre veggia,dorme parimente,^- che fermandofi vola, vo- lando fi ferma; cofe tutte proprie del tempo . Etfoggiunge poi, che la me- defima <A ftartepofe in capo à Saturno due ali, volendo per l*vna mofìra re l'eccellenza della mente, & il f enfio per l'altra. Imperocbe dicono i natii tali, che l'anima bumana. quando feende nel corpo mortale, por tafeco dal- la sfera di Saturno la for^a d'intendere,^ il difcorfo,the ella mofìra poi tanto nelle cofe,cbi comprende con la mente fola,quanto in quelle, che co- nofee per gli [enfi. Totrei dire come i Tlatonìcì per Saturno intefero la mente pura,cbe alla contemplatione sia tutta intenta qua fi fempre delle cofe dìuinc, onde ne nacque occafione di dire, che al tempo fuo foffe la età dell'oro, & il vìttcre quieto , & felice, effendo talea punto la vita di qua- lunque ccrcu diporregià il pefo de gli affetti terreni, & di al^at fi quan- to più può alla confideratione delle cofe del Ciclo. Direiancbora,c he Tla- Platone. tonejpefio lo metta per quella fuptrna ìntclligen^a,laquale prouede allo
D z effere
2% ImaglnideiDei
^. efiere , al viuere , & all'ordine di tutte le cofe . KMa ciò niente fa alla
at ne* imagine dì queslo Tio , però lo lajcio , (f vengo a dire , che lo fecero gli Saturno anthki,come ferine Macrobio, con i piedi legati confilo di lana , <&.lo te- con i pie- nettano così tutto l' 'anno , fé non cheto feioglieuano poi dì dicembre in di legati. certi dì,che erano confecrati a lui , volendo in quefto modo moftrare , che la creatura nel ventre della madre ftà legata con nodi teneri , #* molli , li quali fi (ciogliono quando al decimo mefe è giunto già il tempo del ma- turo parto . Et quindi dice UMacrobio effere nato quel prouerbio appref- fo de i Lati)?;, che i Dei hanno li piedi di lana . Ma l'hanno interpreta- to alcuni in queflo modoanchora , che la Duina bontà non corre in fret- tale con rumore à caligare chi erra,ma va tarda,& lenta , & così taci' tamente,che non prima fé ne auede il peccatore , chefenta la pena . 'Di- ce fi anckova, che fiaua Saturno coni piedi legati, ò perche tutte le cofe prodotte in quefto mondo paiono efiere infume annodate ( così vengom Vvna dietro [altra) onero perche la natura con eerta , & ordinata legge così tiene i tempi legati infieme , che non eeffano mai di andare fucce- dendo l'vno all'altro . Et perche vehóffimamentefe ne corrono via^n- fero forfè le Tauole, che Saturno fi cangiale in cauallo animale velocifji- mo , quando hauendo goduto di fair a belliffima Tfinfa , della quale nac- Chirone que poi Chir&ne Centauro dotti ffimo t fu fopragiunto fen^a auuederfe- Cétauro *M f ^a\\a moglie , dalla quale fi sbrigò in quel modo fatto caual- lo , & correndefene via * Onde Virgilio quando deferiue vn bel ca- vallo dice, che
Tale fu già Saturno quando volfe 9
Cangiato in bel deSìrier , fuggir la moglk ?
Onde veloce andòpergli alti monti f
E fcuotendocol capo alto talhora
il duro trine , rifonar faceua
Col feroce anitrir l'altefpelonche,
Lffld quefle cofe toccherebbono pia à chi volefie efpmele fattole èie Dei de gli antichi , chea chi voglia difegnarne le lmagini , come faccio io 5 ptrò le lafcio > né mi reftando altro difegno da fare di Saturno , dirò di Giano fuo compagno ; perche , come diffigià , le bi- gione vogliono , che ambi regnafiero vn tempo infieme in Italia , Giano & t^Macrobio fcriuiti che Giano fu il primo , che quiui cominciale à chiamato' ydr ^acri xempij in honor de iDei t & cheordinafieilmododifa- crSj! * mficarc d quelli < Onde egli fu poi parimente come Pio adorato , C£
come
De gli Antichi. < 29
iomeàritYOUatoredeifacrifrcijvfauanoqueJia cirimonia , che non fa- crificauano mai gli antichi 'Romani à qual fi voglia Dioiche non cbiamaffero lui prima-» . E fu fatto queslo ancora , perche credette ro che Ciano Beffe del continuo a le forte del Cielo /di modo che non foteuano i preghi de' mortali poffare a gli altri Dei , s'egli non da- uà loro la entratiti . Etforje btjognaua.cbe gli defk anco mano 3 & Preghiere aiutafje à caminare , perche le preghiere , che Homero le fa femi- come iac- ne , fono T^ppe , fecondo che il medefimo le deferiut-». Là ondeauuie- te. ns che quando fi vuole pregare fi piegha le ginocchia > imperoche con animo dubbìofofi va a pregare , non fapendo di ottenere quello > perche fi prega . iLdnno poi la faccia mejìa > & gli occhi fiotti > percioche pare , che non ftpofia guardare drittamente > né con alle- gro vifo quelli , che già fi fono offefi , quando con preghi fi diman- ^or[e da loro perdono. Le porte del Cielo fono due , l'vna dell'Oriente , ieo' per la quale entra il Sole , quando viene à dare la luce al mondo : V al- tra dell'Occidente , per la quale egli efee quando dà luocoalla notte . Chi dunque intende il Sole per Giano, come fa LMacrobio , lo di-^P^nc ce banerela guardia delle porte del Cielo perche , l'entrare ,& vfeir- l ne a lui è libero. Et per que fio lo fecero con due f accie , mofìrandoy che non bà bifogno il Sole di riuolgerfi indietro per vedere l'vna , & V altra parte del mondo . Et gli pò fero in mano vna verga > & vna chiane 5 accioebe per quella fi conofeefie , che il Sole gouerna , & tempra il mondo , & per quefta , che ei l'apre quando viene il dì ad il- luminarlo , & lo chiude quando partendo lafcia , che la notte l'adom- bri . Haueua anco dodici altari fono à i piedi , che fignificauano dodici colonie 5 che egli pofe 3 ò fecondo alcuni , che forfè è più yero ; i dodici mefi dell'anno . *Da quefìo venne anco che Ciano fu credu- to vn medefimo T^ume con Tortuno , il quale era filmato vn 'Dio p guardiano , & cufiode delle porte : & perciò così metteuano gli anti- chi in mano à coftui vna chiaue , come à (jiano . Da cui venne vn'altro 7<{ume de i Cardini fi gangherile vog li amo dirli , delle porte, fmpero- che racconta Ouidio , che innamorato Cjiano di vna 7{mfa detta Cra- c ne , tanto fece , che raccolfegli amorofi frutti, & in ncompenfa le donò , che ella f offe f opra à i ganghier i delle porte , & ne bauejjè lo intero do- minio , sìehefiaprijjero , & Jerrafierfi come pìacefie à lei . Et ledo- no anco vna verga difpinc bianco detta la verga Cianale , con la qua- le cacciauan fi le Streghe da quelle e afe , oue erano i piccioli bambi- ni in culla . Et fu quejta \infa chiamata dapoi la 'Dm Carna , mero Cardinea ; il cui potere oltre d gangheri fi etttndcua (melma Jj-JJ^ "
fopra
3° m ImnginidciDei
[opra il cuorejl fegato,& le altre interiora dell' buomo ■. Et era coflumt- appreffo de' Romani di mangiar a C deride di giugno in bonore di quefla, ¥)eay lardo di porco, ò perche pcnfafìero , che col fattore di leigiouafie d confermare l' intorno fano^ ò perche voleuavo in quel modo rinouare la me- Ouidio movì/l ^e^a pMfimonia di que' buoni antichì,cbe fi contentauano di [em- piici viuande,come dice Omdio..A cofiei trono benebbe fu fatto vn Tem pio fui Monte Celio in 7$pma da quel Bmto,che fi finfe pa^Oyfin che gli venne la occafione di [cacciare l'empio Pj Tarquinìo,come che per lei gli fojfe fuccejjo felicemente il diffimulare quello , ch'egli baueua in cuore ; ma che ne fia flato fatto fimulacro,& quale cifo[ìe,non ho trouato ambo ca.Terò ho raccontato tutte quefle eofe di lei,accioche chi voleffe pigliar fi Dio Forcu minorità di farne vnojmbbi di che comporlo. Rebbero anco il Dio Forcu- *?-. . . lo,a cui erano raccomandate leporte,che voltandofifopra de i gangheri fi tino H"a aPYGno7& faranotd(tte da' Latini Forcs: & Limammo 'Dio del limita-' S. A^ofti- *'e, ò figlia, che uogliamo dir e,dellaporta.Onde Santo t^stfgoftino beffan- do . àofi di loro dice, che vn portinaio folo buomofà tutto quello, che es[t fanno fare à tre Dei infame, quali fono la Dea Cardinea,Forculo3& Limantino. Ora ritorno à Giano^che è il Sole, ilquale non folamcnte apre la mattina^ & chiude la fera il dì , come diffi , ma fa il medefimo di tutto l'anno an- ebora-, per che l'apre quando di primauera fa , che la terra comincia à pro- durre herbe , & fiori, & tutta allegra dilata l 'ampio feno, & ferralo poi d'inuerno allbora,che ella priuata di ogni fuo ornamento in fé fleff'afi ri- Siringe, & flaffenz coperta di neue,& dighìaccio.UWofìrano anchora le ■p accie di duefaccie di (jiano il tempo,cbe tuttauia viene :<& perciò Cvna è gioita Giano che ne,& è quello,cbe già è paffato,& l'altra è di maggiore età, & barbuta. lignifica- <plinio fcriue, che T^uma pjde3 Promani fece vnaftatua di Cjiano con le no* dita delle mani acconcie in modo-) che moflrauano trecento fejfa?itacinque3 accioche [t conofeeffe perciocché eglìera il 'Dio dell'anno: perche l'anno ha tanti dì) quanti egli ne moflraua con le mani-.conciofta che gli antichi pie- gando le dita,b fendendole in dìuerfi modi moiìr afiero tutti i numeri, che Beda • voleuano , come fi può vedere appreffo del 'Beato 'Beda , che ne fa vn li- bretto. Ft Snida parimente riferifce,cbe per moflrare Giano efiere il me- de fimo,cbe l'anno, gli pof ero alcuni nella deflra mano trecento, efejfanta* cinque nella finiftra, & che altri gli diedero la chiaue nella delira per far ' lo cono/cere principio del tempo, & portinaio de W anno. Quelli di Fenicia '? 10' come [criue Mano Tullio, & lo riferifee anco Macrobìo, penfarono, che Giano f offe il mondo;, & perciò quando voleuano fare lafua imaginc,face- uano il fer pente, che fi morde la coda, & fé la diuora j perche il mondo di fefìejfojì nodrifce£3 va riuolgcndofi tuttauia in femedefimo,come il na-
fei- '
De gli Antichi. $r
fcìmeto delle cofc ci dimo(ìra,& la loro morte, & il rinouarft puf anco poi le medesime . 'Delle due [accie di (jiano Vlurarco dice , che moHraua- Faccie di no, ch'egli , ò [offe Genio del pae fé , onero Rj appreffo di quelle antì- pjiano* # thìffime genti , cangiò il vìuere ro-^o , <& ferino in domefiico , (3 inule , tirando di vna in altra forma , & Cordine della vita humana . tAltri vogliono, che le due f accie disiano mojìrino la prudenza dei fat^iBj, & de gli accori Trincipi , li quali , oltre che fi fanno difporre dcTprefcntc con ottimo configlio , hanno la faccia dauanti ancbora>per- the veggono di lontano , & fanno conojeere le cofe prima che fiano ; & l'hanno parimente di dietro , perche tengono a mente le paffute , sì che tutto veggono . Et queflo fa così moftrato de i ^Principi 5 perche , come dice Tlatarco , cfji fono appreffo de ì mortali le v'uie imaginì de i Dei. Ut come adorammo gli antichi Etmani ^Anteuorta , e Vojtuorta compa- ima^inivi gne della Divinità , quella perche Japeua l'auenire , queHa ilpaffa- ne de i Dei to, intendendo perciò > che la Diurna fapìen^a sa tutto[: così nella i~ Anteuor- rnagine di Giano con le due facete mojlr arano la prudenza del Bj , cui ca' oituor non deue efiere occulta alcuna di quelle cofe , che fanno di bifogno al buon gouerno de i popoli . Ranno anebora detto alcuni , che fa creduta da gli antichi Giano effre fiato il Cbaos , che fu quella confusone di tutte le cofe , innanzi che foffe fatto il mondo , &cbe perciò ha quella faccia barbuta , horrida , & feura , & ha t altra gioitane , bel- la , & allegra , che mosìra la bellezza venuta dalla dislintione delle cofe , & dal mirabile ordine dato dall' vniuerfo , & che perciò fu adora- to come Dìo dei principi] , à cui foffero confecrati i cominciamenti delle cofe . Otta ferrando gli occhi dtl capo , & aprendo quelli deli' intelletto confideriamo va poco la ìmagine di (jiano con le due [accie nell'anima Facce di bimana , ben però più. breuemente, che [a poffibile , ma inmodo anco, Giano net che lopoffa intendere ognvno . L'anima nofira, fecondo la opinione di l'anima . ^Platonici , fubito che dalle mani ài Dio è vfeìta , per certo fuo natu- I>làtonicl' vale mouimento,a lui fi riuolge , quafi figliuola amoreuolc , che pure de- fideri di riuedere il padre . Ss queflo defidcrio così è proprio,^ natura- le à lei , come alla fiamma di afeenderefempre , tirandola la natura fu a verfo là, donde viene il nafeimento, (3 il principio fuo t & perche il fuo- co in terra è accefo per virtù dei corpi fupcriori, la fiamma , quanto può , tende fempre verfo quelli : così l'anima , che fi fente creata da Dio , aiuifi riuolge , C lo defidera . Ma quefio defiderio , ò lume , che lo vogliamo d'ire 5 in lei mn dura fempre di vn mediftwo modo , perche quanto più fi vnifee con lei , tanto diventa meno rijplendcnte , & così fi [a eguale a [e medejima , onde non vede più fé non [e (iefjat
Sì ~':'V ìmagìnì dei Dei
<& le cofe dì qua già , né più riguarda "Dio , né le cofe diurne . tjfyfa da quelle non fi allontana però in modiche pia non le pojfa vedere : an?J quel primo de ftderio, che apparite in lei,Òfi nafeofe poìyfe glìfiprefenta qualche poco di lume diurno , fi fcuopre fubito,& con queHo ritorna alla Anima ha conftderatione dtlle cofe del CieloXanima dunque ha doì lumi,Cvno na- due lumi, turale fuo proprio,^ nato con lei, or con queHo vede sèftejfa , & ceno» fee le cofe del mondo; l'altro diuino, & infufo dalla bontà di Dio,con la, feorta del quale ella fi inatta al Qelo , i£f quiui contempla le cofe diuine . Quefti doi lumi fi conofeono nelle due f accie di Gianoùl diurno nella gio- itane, & nella vecchia, & barbuta il naturale . Verche le cofe prodotte qui dalla natura fi mutano,& inuecchiano, & la conftderatione loro fat- ta col jolo lume naturale ha detfofco, & dell' ofeuro , pero l'anima le ve» de, & mira con la faccia barbuta . E con l'altra poi , che è gioitane > & polita,? anima noflra feorta dal Diurno lume tutto chiaro, & rifplenden te vi a rimirare l'eterno T> io delle anime beate,& gliceleHi giri,le qua li cofe non fi mutano mai)& f emano fempre la belle^a della lorogioui ney^a.Votrebbonft dire delle altre cofe affai dell' anima,tìrandola a qua- tta imagine dalle due f accie; ma perche hanno vn poco troppo dello feu- tOyle lafcio per hora,& miriferbo a ragionarne in altro luoco, fé forfè mi verrà fatto mai di mettere injìeme certa fauola dell'anima , che già ho raccolta in più peig} . Fecero anco gli antichi la imagine di Cjiano con quattro faccìe\perche ne fu già trouata vna così fatta slatua in certo tuo go della Tofcana. Et mojlraua quefla molto benebbe chi lafecejtolfe (jia no per Canno, ilquale ha quattro facete , perche quattro fono lefiagioni, che egli fanno mutare vifo,& afpettO',cÌPrimaueraiEflate,xAuturtno,& fnuerno. Lequali dipinfero parimente gli antichi non vi fu & b abiti di* Ouidio . uerft,come le difegna breuemente Ouidio, quando deferiue ilfeggio rega- le di FebOfdicendo die vi era*m
Coronata dì fior la Trimauera s
La nuda Efià cinta di /piche il crine* Vx^Autunno tinto ipìè d'vua fpremuta » E l'fauerno agghiacciato, borrido , e trifto*
Sonoanchora le slagioni dell'anno mojlrate alle volte in quefto modo* UWefteftVenere per la Vrimauera,Cerere per la Efiate, per l'autunno Tacco, e per l' Inuerno talhora folcano, che flà a Ila fucina ardente, & talhora i venti con Eolo Bj loro , perche quesii fanno le tempesle, che nel? Inuemo fono più frequenti , ebene gli altri tempi . Furono
anco
de gli Antichi.
33
Tempio di G?a?2orDio della pace ,& della guerra qual ilaua ferrato in tempo di pace 3 & aperto nella, guerra, intefoperd Qelo qual agirandof caufa > opta tojlo inclina > bora alla pace bora alla guerra—- .
34 ImaginedeiDei
anco pojll [otto i piedi ài Giano dodici altari , per lì quali erano ìnteft t
dodici me fi dell'annovero i dodici fegni del Zodiaco trafeorfì dal Sole in
Tempiodi tutto l'anno.Et in 'Roma fu vn tempio di cosluiycbe haueua quattro por-
G iano . tey & quattro colonne Josleneuano il volto difopra, in ciafeheduna delle
quali erano nicchi con figure rapprefentatrici de i mecche fi partono neU
Pamlcio k quattro Stagioni dell'anno. Et due porte folamente bebbe da principio
Cltifìo. il fuo tempio , quando fu fatto da Isluma , dinanzi del quale egli
Vonedtl-fiauaaffifoin bel feggio regale , & era chiamato qui Tatulcio . &
la gu erra . clufwtda due voci Latine , che fignificauano l'vna aprir e J,' 'altra ferra
re , perche l'imo , 0- l'altro era creduto venire dalla fua mano, come
ho già àetto,& chiamauanfi quesle le porte della guerra^eUe quali Ve*
Virgilio ■- gii io così fcriffe \
te porte delaguerrasche chiamate fisi fur da gli antichi,fono due 9 E per religione ye per ri/petto 'Del fero Marte già rfacre , e tremende j le quali cento duri e grofji ferri Tengon ferrate con mirabil for'zg ; E dinanzi vi sia ? come cuftodeT Giano che con due f accie ambe le guarda, <A quefle , pofeia ch'era dal Senato Deliberata alcuna guerra , cinto K_A Vvfan^a del popolo Sabino jlbtlregalpovporeornanto 3andaua L'vn Confole , & aprendo fent ire De i cardini facea ilgraue slridore,
Hauendo dunque il Senato fatto deliberatane di moueve la guerra 9 Tvno de i Confoli aprina le porte già dette , & finche durava , flauano cosi femore , (3 finita , che era > le Jenauanno fubito. fiche fu ordi- nato da %wMà'j&. ejfeniatopoifempre con certa legge ,come ferine Tifi tarco. Onde fu detto bauerela pace K & la guerra in fua mano , come Ouidio * Gnidio fa dire a lui medefmio.quando gli domanda la ragione delle fa fefle3penbe il fuo sempio aperto moHraua quefla, & ferrato quella. Dì che molte fono le ragionila per bora dichiamo quefta follmente , che „. ciano da molti fa creduto ({[ere il Cielo (come anco vuole Mano Tullio) il quale aggirandofi intorno è caufa de i congiungimenti de gli afpettij$ ielle altre pofttioni delle ftelle^onde fimo mainati à mdte delle opera*
tionk
Degli Antichi. 35
tionì > che facciamo , & perciò fi dice fruente > che molte mutano- ni delle cofe bumane vengono dal Cielo j fra le quali fi può metterei* pace , & la guerra. Et quefio fu forfè il miflerio appreffo de i Bimani di aprire , & ferrare il tempio di Giano. Del quale fi legge ancora 9 che furono alcune jìatue in certo luoco della Città , oue fi tróuauana di ordinario gli v furai a fare le fue facende , perche egli' 9 che era credutoti Dio de i principivi , era ancoUimato il padrone delle fa» lende y che fono i primi dì de i mefi , onde ei fa chiamato et latt- àio Giunone , perche quefle erano parimente confecrate a giunone, & a Calende foleuano glivfurairifcuotere le loroyfure. Oltre di ciò erano anco chiamati (jiani quelli arthi , che nelle pompe dei trionfi erano drizzati per la fitta a) quattro faccie , alla filmili- tudine del tempo, ch'io diffi dalle quat- tro porte . 0»- de Suetonio parlando della fuperhìa & va- Suetonfa
naglorìa di 'Dominano dìce;che e- gli drifgò per la Città molti Giani con gli ornarne^ ti trionfali.
9 Z i*/fp*UQ
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Imagini de i Del
Imagine del Sole ò Febo, & di Gioueappo gli AfliriJ re nuti per una medeflma cofa , inteii da loro per l'anima del mondo, & il loro potere efiercongiontoinfiem e .
Imagini d'Apollo &: de gli animali, & uccelli à lai facra- ti, che lignificano gli effetti del Sole, &: Apollo efler ftato Dio dell'indouinare, &. ha legratie in mano che lignifica- no il giouamento,che dal Sole habbiamo, & la utilità che ànoiperuiene.
De gli Antichi. 37
APOLLO. FEBO
IL SOLE.
E BjCHE furono diuerfe le opinioni apprefjo de gli Dei degli antichi del principio delle cofe, tanto di che , come da antichi^» chi fìfliro fiate create , ò fatte ; i Voeti i quali furono me intro-' i primi, come dice ^rifiotele , che fcriuejfero deiL° t " 'Beìr finfero diuerfe fattole diquesli , facendo credere alla fciocm gente , che foffero.molti , con ciò fofie che chiamando 'Dei li primi facitori delle cofe ,&le principali materie di quelle,cfpnmeJTero i varij 'pareri delle dìuerfe fette . Et in quefio modo fanale ggiando- feeeraDei gli Elementi, le Stelle, il Sole ,&la Luna . Onde furono pojcia loro datitempij->altan & fìmulacri quafi in ogni luo- co ,fe non apprefjo di alcuni de gli\Affirij , comejcriue Luciano > li quali Luciano ; dicevano yche ben fi doueafare de i fìmulacri à quelli Dei, che non erano veduti in altro modo, ma non già al Sole , ne alla Luna, perche fi vedono ogni dì : & fé eff? sleffi ci fi mofìrano ogni volta , che leuiamo gli occhi alQelo (diceua quella gente) a' che farne altre fiatue ì T^ondimeno Macrohio riferifee >che in certa altra parte dell' A fìria,oue fu creduto il Macrobì© Sole , & (fioue , che mofira l'anima del mondo 9 tfferevna medefima cofa , era vn fimulacro dorato fen\a barba y ilquale fìando il braccio alto teneua nella desìra manovna sferra in guifa di auriga,& portaua nella finislra il fulmine , & alcune fpìehe > le quali cofe moftrauano il potere del Sole,& di Cjioue effere infieme giunto . Et perche pare, che di tutti i corpi celesli il Sole k abbia maggior for^a nelle cofe create , {$ in quelle moìlripiu manifefi amente de gli altri effetti fuoi, hanno vo~ luto alcuni , che per tutti gli altri cDei fempre s'intenda di lui fola- mente ^fecondo che diuerfamente ei mofira le fue virtù. Et perciò in dì- v.erfi modi ne f cero fiatile gli antichi , & fu chiamato con diuerfi nomi non foto dalle diuerfi nationi per la diuerfitd delle lingue , ma da quelli •
Onchora, che erano di vna medefma gente ,come fi dirà di alcuni fecondo che verrà in propofito, difegnando lafua imagine . f Greci lo nomarono k_A pollo talhora , che vien detto da , at particola pnuatìua , che fignificafen^a,& pollo che vuol dire molti tfiendo d'egli è folo: & ta- lhora lo nominarono Febo , che tanto tra loro vuol dire , quanto luce,
(2 ulta,,
3 & ImaginideiDèi
<s vita , Ò? così l'hanno dimandato anco i Latini e non gli hauendo da»
to altro nome nella lingua loro , che Sole* come lo dimanderò io anebora .
Alciato . Quefio fecero gli antichi gioitine in Vifo fen\a barba, onde volendo ì'^Al'- ■ ciato ntfuoi Emblemi pone la giouinex7aydipìnfc *A pollo '>&*B accor- rne che a quefli due picche à gli altri,fia-iocco dì efiere giovani fempr e »
Tibullo . onde Tibullo difie ,
Che "Bacco folo , e Febo eternamente , Gioitavi fono , & hanno il capo ornato lAmbi di bella chioma rijpkndente.
Dìonifìo Da che prefe il Tiranno di SiracufaDionìfio occaftone di coprire con Tirati no . fefieuole motto gli fuoi facrìlegi , quando dalla slatua d'oro di Efctdaph ne leuò la bai ha, dicendo che panna cofa troppo di fdiceuole y che il pa- dre fojjè ferina barba , & il figlinolo fhauefìe così lunga . Terchefì leg- Apollo sz gè, eh e E [cui apio nacque di k^À "pollo , cui fanno vna bella chioma bion- pre gioua- da , sì che pai cdoro/s questa montagli rifplendenti raggi del Sole. La ne * cui giouine\^a ci dà ad intendere schel a virtàfua, & quel cahre, che dà
vita alle cofe create , èfempre il medeftmo , ne inuecchia mai, sì che di- uenga debole . Il che pare ejfere proprio di tuffigli altri Dei anebora y Kebe. che non inuecchino mai; onde Homero dijfe , che Bebé , (amale voce appreflo de i Greci viene a dir e fior e della etày&fignifica la-prima lanu- gine^che mettono i giouani,minifiraua il vinoso nettare che foffe,& da- uà bere à tutti gli altri Dei, fi come Ganimede à Giouefolo . Terloche Dea della quella fu la Dea della giouentà,adorata parimente dagli antichi , & lai giouentu - facevano i Romani nel Tempio , chea lei fu dedicato nel Circo Majfimd da Caio Licinio , votato fedici anni prima da Marco Liuio il dì , che rup- pe l'efferato di ^A\drubale,come fcriue Liuio, informa di belliffimagio- uinc,con vefli di diuerfi colori, & con ghirlande dì bei fiori incapo , po- co differente dalla Dea Tomona, Ma che fojfe fatta da Greci nonfit- prei dire : perche Taufaniafcriue , che nel tempo dedicatole nel paefe di Corinto in certo bofehetto di cipreffi non hebbe quefta Dea ftatua al- cuna, che fi mofirafie , & marno che fleffe occulta,pcr certa ragione mi- fi eriofa , r la quale egli non ha pero voluto dire , né io l'ho faputa troua- r e ferina da altri- . 7{ondimcno l'ador aitano quelle genti , & lo faceua- no grandi honori , & il maggiore era , che chifuggiua colà humilmcnte fupplicando la Dea , era liberato per rifpetto di lei da ogni caftigo , ££ lira ìmz- pena t cke hauefìe meritauaper qualfi voglia graue peccato , & quelli , d °no A" rteiefimd° cattiuiy & co' ferri all'i piedi , fi liberauano,fokuano portare pc ì ceppi
De gli Antichi.
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Tmagine ffi tempio di Hehe Dea della gtouentù^ ($f pincernade gli *T> et > figliuola di Giunone few^a 'Pa- dre , con njno che gli appende i <~voti 3 e t ceppi di fua libertà^ e fendo il fio tempio franchici* de colpeuolì nella Grecia^ .
4*3 Imagini de 1 Dei
i ceppi quitti, & gli appìccauano à gli alberi preffo al Tempio, llaiteux poi ^Apollo in mano vna lìraptr mo/irare lafoauijfimo armonia:cbe fan- fio i Cieli, mouendofi con quella proporzione, che più fi confà a ciafchedu- no di loro, la quale viene dal Sole , perche qucfio {landò nel me^o di quel- li\come riferisce CMacrobio,& fu opinione de' Platonici, à tutti dà leg- ge^} che vanno lofio /J tardi, fecondo che da lui hanno pia, ò manco vi* gore . Et perche ogni Cielo ha la fua (JMufa fecondo i medefimi Pla- tonici , chiamata anco alle volte da loro Sirena, pecche foauìffimam en- te canta ( che fi riferifee al dolce fuono degli Orbi Cele/li , li quali fono Apollo ca noue , quante apunto fono le 'JMufef fu detto ; che {.apollo è capo-,& j>o delle guida diqueHe , &ècon lorofempre ffi come dice Taufania , che fu nel Jvlufe. tempio a loro comwmemente dedicato ,cio?. ad (^Apollo , & alle (Jfyfu- fé. Le quali da principio non furono nominate più di tre, & con nomi tali' nella Greca lingua , che nella noflra fignificauano LMeditatio- ne , Memoria , (3 Cannone* Ma 7Jierio di Macedonia > da cui hebbe no- me va monte di quel pae fé, ordinò poi ,, come Taufania ferine , cbefojfcrs Jvluis °ua" noue le Muje, & diede loro i nomi , che hanno ritenuto pofeiafempre. Et furono anco da quel monte cognominate tutte infieme Tier ideasi come da diuerfi altri loro confecrati hebbero dìuerfi altri cognomi . furono det- te figliuole dì Gioue,& della M emoria ;& propri Islumìdè Tocti,& del- la CMuftca : perche chi ha buono intelletto , i$ gran memoria facilmen- te diuenta dotto in quello à che applica l'animo , & facendone fpeffo di . . belle, & vaghi cpofitioniè detto bauerefauoreuoli le Muje, fatte dagli All^M Antichi giottani difacciai& molto belle,vesìite a guifa di Vaghe 2S(is- fe# ■ fé, con diuer fi slr omenti in mano, fecondo le diuerfe inuentioni , che Virgilio, dauano a ciafeheduna di loro , come fi legge bauere fatto Virgilio , ilquale in certi fuoi ve; fi fa , che la bisìoria jìa di Clio, di Melpomene la Tragedia,^ la Comedia di T balia, -ad Euterpe ààgliflromenti da fiato , a Therpficore la cetra, &ad Erato la lira , fa che da Calliope vengono i componimenti beroici^a i^d filologìa daVrania,& daTolinnia lal\e- Corone urica-, & dice allaftne,che tutta la virtù loro viene da ^Apollo , & che delle M-u-flando Febo in me?o di loro,abbvaccia tutto. Furono cofi nominate le Mu- fe,& fono dì tanto numero anco, percioche noue proprietà a punto.deuono effere in citfeuno, che defidera peruenire alla perfetta cognizione di alcu- 7iafcientia ; la prima, che è detta Clio fignifica Gloria , come che per la Cjloriafi induca principalmente l'buomo a dar opera alle fcìentìe ; la fe- conda che è Euterpe vuol dire Grazia di DIO, il cuifauore bifogna a chi vuole perfettamente imparare ; la ter^a che è Melpomene , s'inter- preta dilettatìom'ipcrcìocheje lafcientia non dilettale , mal fi affatiche- rebbe
De gli Antichi. _ 41
febbe alcuno per acqu:fiarla;la quarta che è Tbalìa , lignifica capacità , effendo bìfogno a colui che vuol imparare,effer capace , & intelligente de quello che leggera quinta,che è Volinnia, tanto è , quanto moti a memo- ria , ejfndo la memoria vna delle cofe principalmente nectfjarie pet Ì 'imparare ; lafefta che è Erato vuol dire inuentione di cofefimili , per* che colui che impara, bi fogna che babbi difccrfo di ritrouar ancor egli co- fé nnonefimili ; la fé tt ima , che è Therpftcore,fignificagiudiciofo , per- che l'bnomo dotto deue bauer buon giudicio ne II' elegger le co fé buone, & *eggittar le cattiue ,• la otuua che è Vrania , tanto è quanto cofa ce- tejie, perche con l'è leggerla miglior parte (come s'è detto) fi vienad acqui/lare il nome dicelesle , & dittino ; la nona<cbe è Calliope, tan- te importa quanto perfezione di feientia , & è lafnperiore , & il ca- po di tutte le altre , effendo che quando l'huomoè perfetto non ha pia bi- jhgno delt altrui aiuto ,maè egli ilfupeùore a tutti . Le coronauand poi di varij fiori, & di diuerfe f rondi, & alle volte auchoraton ghirlan- de di palma , oner amente ebecingeuano loro il capo con penne di dìuerft colori^ foffe per le Tieridie^che le sfidarono a cantare,^ vinte pofeia da qudle,come dicono le fattole, furono mutate in Tiche, che fono le (ja7^e,le quali hoggidì ancora fanno imitare la voce hurnana , oueroper le Sirene fuperate da loro medefìmamente nel cantare . Et a' tempi nojlri anc bora veggonfiin T^oma alcuni fìmulacri delle CMufe antichilfimì , che hanno >na penna piantata sa la cima della te(la,& credefi, che foffe delle Sire- ne . Et per mojlraregli antichi, die le arti liberali, & le fidente tutte [ì vanno dietro Vvna aU'altra,&fono come annodate infteme,dipingeuano le Mufe ritrouatrici di quelle,come diffi,che tenend&ftper mano l'vna con l'altra,menauano bella dan^a ingiroy& ^Apollo, che ò le guidaua,effen~ Apollo p- do egli quel iumefuperioreyilquale iUufiral'bumano intelletto, ouero che n^mc Stana loro nel me^o. Et è dato il luoco di me^o ad Apollo nonfolameute quiui,ma neWanchora, & perche egli diffonde per tutto la virtù fuajonde fu chiamato cuore del Cielo:& per moftrare,cffegli haueua potere quiui, & in terra anchora,& fino in inferno . Gli amichigli pofero in mano la tir a, intendendo per quefta la ce lejie armonia, lo feudo à lato,che rappre- fentaua il noflro hemifpero fatto in circolo , & rotondo comclofcudo;& gli diedero gli Jiraliji quali,perche penetrano con granfor^a, quando fo- no fcojfi dall'arco , mostrano , che ifuoir aggi penetrano con lafua virtù fino nelle vi f cere della terra ,oueèla pia baffa parte del mondo , che per- ciò è chiamata inferno . Tutto queslo riferifce Seruio togliendolo da. certo libro di Vorfirio, chiamato Sole . Cd Lcuni dicono , che fi chia- ma apollo Dio d'Inferno, & che gli furono fotte la faette in manQ^
F perche
4* Imagini de i Dei
perche Ipeflo nuocono gradem^nte a mortali i troppo vebenteti ardori del Sole .facendo pefle,& altre infermità;ma perche cigimapoì anco iltem peratofuo calore ,ei teneua le fratte nella defira mano, come fi dirà nella ìmaginedi quelle, & l'arco,& gli Jlrali nella fini str a squafi che afciugan do le humidità,che forgona dalla terra ai continuo,egii renda l* aria pur-* guta, & fan* . 'Da the prefero octafione i Toeti di fingerebbe isfpollo Vhhone. hattejfe vuifo confuoi Jlrali il gran fer pente Tithone , nato della terra •veciio dd.fi:b:to the furono affate le acque del diluvio : perche Tithone altro non Apollo . vml dire f c}?é putredine, la quale fruente nafte dalla terra per la troppa humìdità , & farebbe di grandmimi mali ,fe non foffe confumata da i ca Idi raggi del Sole, che fono glia cutijìrali di apollo. La quale cofafu moslrata parimente da chi a principio confecrò il Lupo a quefto'DÌQ : lupo per perche come^ il Lupo rapifce,& diuor ai greggi, così il Sole con fuoi rag- che dato gi tira asèy& confuma le humide efalation i della Terra . Et perciò fu ad &V°^° detto ancbora,cbe il Sole, la Luna, e tutte le altre Stelle fi pafeono, &no~ le di' c/ie fi ^fcono dette humiditàyths il mare, C la terra manda loro3 tome ferine xìoànsc.Q—^^arcoTulliorif erendo la opinione di Oleate Filofofo , quando dijputa no. della natura de i Deì.Et quefto medefimo vuole intendere Romero,quan-
do finge ,che Cjìoue con gli altri Dei,cioè il Sole con le altre Stelle, fia an- dato dall'Oceano a conuito. <Dicefi anchora,che il Lupo ha così buon oc- chio,che vi vede di notte, così come il Sole, quando appare vince le tene- bre della notte, Onde in Delfo nel tempio di apollo venera vno fatto di metatto-,perche Latona,come dicono lefauolejattagrauida da (jioue>& mutata pofeia in qmfla beslia, temendo non forfè Giunone lofapefte, & perciò tr ouatala le fece qualche male,così Lupascome era,partorì *A poi- lupo di lo.Ouero perche fi legge,che vn Lupofcoperfe il furto fatto delle cofe fa- Apollo . ere di quel tempio in queslo modo, che vetife il ladro trouatolo addormen tato, & dapoi andò tante volte vr landò, & gridando, che moffe alcuni a Seguitarlo , & ei gli condujfe, oue haueua vijìo riporre le cofe rubate , & per quejìo fu fatto il Lupo di metallo , C dedicato quiuiad ^ApoHo nel fuo tempio,così racconta Taufania : ilquale rendendo anco la ragione del Apollo Li tempio dedicato in ^Argo ad ^Apollo cognominato quìuì Liceo , che viene a dir e in nojlra lingua Lupino,dice,che Danao andato in JL rgofà à con- te fa con Gelanore del principato della Città , & efiendo la caufa dinanzi del popolo, ciaftheduno diffe così bene lefue ragioni, che reflarono fijpcfì i giudici , & fu rimefia la cofa al dì feguente,nel quale di buon mattina fu vìjlo vn Lupo afìalire vngrojfo armento ii buoi,& di vacche, che pa- jceuano intorno alle mura,& che auuentdtofi alTorrocapo ddCarmen- to,l'vccife.TJa che prefero gli jlrgiui argomento delgiudicio, che dou§-
uam
De gli Antichi $? <
nano farc,vaffimìgUando *Danao al Lupo; perche come quella beUia non è punto domeslica,così egli venuto di fuori non baueuafinalibora bautta ta domestichezza alcuna, con gli jirgiui : & al Toro Gelanore , perche tra fiato in quel paefe fempre. Et perciò hauendo il Lupo ama^ato il . Toro , fu giudicato Danao fuperiore,& gli fu dato l'imperio della Città; doue egli,credendo,cbe apollo bauejfe mandato il lupo,gli edificò poi il tempio,cb'io diffì,& cbiamollo Liccoycioè Lupino, come bò anco detto. Et oltre alla flati* a del Dio » che era nel Tempio , di fuori vi fi vedeua vnaì gran bafe>nella quale erano fcolpiti il Toro , C> il Lupo , chepugnauano infieme, & vna verginella , che gettaua pietre cantra il Toro, & diceua- r>o,cbe era Diana. 0 (tre al Lupo bebbe apollo anco il coruot & Marita- no dicejhefu per lo indouinare,dicuì era creduto effere egli U T>io,con- ciofia,cbe il Como di fua natura indouina la pioggia,^ la ferenità, & a noi lapredice con voce bora chiara, & ifpedita,hora roca,C3 interrottalo me fcriffe Virgilio , oue infegna dì conoscere quando babbi da mutar/i il tempo. Et fu creduto il Como indouinare ancora altre cofe affai,& predir- ^. ,~
le parimente con diuerfe voci-.onde gli antichi l'ofteruarono grandemente Apollo . negli augurij. Vero marauiglia non è,che foffe dato ad apollo, di cui le fauole lo fecero anco minislro,& 'femidoi eccome racconta Ouidio,ilquale Ouidio. dice par intente, che apollo fuggito con gli altri 7)ei in Egitto per ajjicu rarft dalle mani di quel gran Tifone , che gli perfeguitaua tutti , fi mutò quiui in Como. Con queflo hanno pojìo anco il Cigno per motivare , come dicono alcuni,che il Sole fa il dì fimile alla bianchezza del C ignoran- do viene a noi* spartendo da noi fa parimente la notte negra, come è il Como. Et hanno voluto alcuni,cbe non foffe altro vccellopiù confacente- fi ad apollo del Cigno , si per la candidezza fua, che può rapprefentare -. laluce del Sole; & si perche canta foau emente , anco perche indouina la Apo"k> morte fua, 2f allhora è,cbe più foauemente cantalo perche fi allegra del- la morte per certo naturale injiinto , ouevo perche quando è per morire, gran copia di fangue gli va al cuore, dalla quale tutto rifcaldato, pare che di dolcezza fi disfaccia^ & per ciò canta cosi dolcemente, filtri han- no detto , che il Cigno piagne,non canta, quando è per morire, perche gli crefeono tanto adentro certe penne, eh 'egli ha nel capo, che gli trafiggono il ceruello, donde & fé ne muore. Taujan iafcriue,che in Grecia riueriua- no il Gallo come vccello di ^4pollo,percbe cantando annuncia la mattina G u i~ ilritornodel^ Sole :& forfè anco indignando Jfeffo gli antichi dalla fua AJóSo/ voce le cofe,ò buone, ò rie che doueuano venire , fecondo che egli cantaua in tempo ò fuori di tempo. Come indignarono i 'Boetij quella nobile vit- toria, che hebbero conira i Lacedemoni} , cantando quafi tutta la notte i BoetJJ'
f a ' Galli;
44 . ImaglnldeiDei
Calli : perche quello vccello , quando è rimo tace , & fi nafcondey & fimoflra poi tutto lieto , quando è vincitore^, , & cantando publhaU Sparuiere faa vittoria-» • Et Homero fa , che lo Sparuiere gli fta parimente con* di Apollo fecrat o t(3 lo chiama veloce nuncio dì Coprilo s quando fcriue che Te- lemaco ritornato a cafa in ftaca vide vn Sparuiere in aria fquarciare v- va Colomba : onde egli prefe buono augurio dìdouere liberare la cafa fua da gl'innamorati di fua madre . Et in Egitto fitto la imagine del- lo Sparuiere intendeuam fpejfo Ofiri , cioè il Sole, si perche e di acu- tiffimo vedere qutflo vccello , sì anco , perche nel volare è velocissimo. Diodoro. Et lo adorauano gli Egittij , come fcriue 'Diodoro , raccontando delle bc- fiie , che da quelli erano come Dei guardate , oltre alle altre cagioni per quefta anchora , che già ne' primi tempi venendo vno Sparuiere ("^ fi feppe d'onde) portò in Thebe Città dello Egitto ai Sacerdoti vnTi- bro ferino à lettere roffe , nel quale era , come , & con qualriueren^a fi doueua adorare i Dei «. Da che nacque , che gli fcrittori delle facre co- CapeIIoye ^Mjuj portarono poi fempre vn cappello roffo in capo con vna ala di dato* Cm Sparuiere. Scriucndo'Torfirio della aììinew^ade gli antichiydice^che dì- Porfirio. firibuendo quelli di Egitto diuer fi ammalia diuer fi Dei come loro prò- prjj , diedero al Sole lo Sparuiere , lo Scarauaggio , il Montone , & il Qocodilo. Et perciò t come riferifee Eufebio , iTbeologi dello Egitto Naiie del metteuam \a imagine del Sole in vna naue , la quale faceuano portare davn Crocodilo , volendo per la naue mojlrare il moto y che fi fa nello humido alla generatone delle cofe , e per lo Crocodilo l'aqua dolce 5 dal- la quale il Sole leua ogni trijìa qualità , &.la purga co' fuoi temperati lamblia), raggi . Et famblico parlando de ì mijìerij dello Egitto dice , che quando pongono "Dio su la naue , & algouerno di quella , vogliono intendere la prima caufa , che gouerna l'vnìuerfo , & che quefìa dà di /opra 5 fendei punto muouerfi lei^cosìfa , che le feconde caufe , & le altre di mano in mano muouono tutto , come il nocchiero toccando lieuemente il temone Marciano, muoue la naue a fuo piacere^* . UWartiano parimente , quando fa , che Filalogia entra nella sfera del Sole , dice , che ella quiuì vide V- na naue , che da diuer fi voleri gouernata va fecondo , che fono i corfi della natura-» , ella è piena dì viuaciffime fiamme , & por* ta pretiojiffime meni , vi fianno al gouerno fette fratelli , nell'al- bore è dipinto vn lione , & di fuori è vn Crocodilo pure dipìnto , & ha di dentro poi vn fante di dìuìna luce , che per occulte vie fi fparge nel •Scaraua^ w<>w^0 ' Dello Scarauaggio fi legge apprefio di Eufebio , che quelli di gioflima- Egitto ne faceuano vn gran conto , & lo riueriuano molto , credendo- lo affai, lo ejjcre la vera^ viua imagine del Sole $ perche gli Scarauaggi tutti,
come
De-gli Antichi.
V^aue del Sole portata da*vn Cocodrìllo, chefignU fica la prima caufa che gouerna l*vniuerfo doppo iddio effer la forza del Sole cengionta ne Ila generatane delle co fé con tlmmìditì, & lui purgare k trifte qualità di quella-» ,
45 ImaginideiDei
come ferine Elìano , &lo riferisce anco Suida}fono mafehi, & non hannè [emine fra loro , Onde era comandato quitti agli huominj di guerra,che gli porta/fero in mano del continuo fcolpiti ne gli aneliti per moflrare che aquefli bifognaua bauere animo del tutto virile, & non punto effemi- nato.Hi par ano poi gli Scarauaggi la loro progenie in queUo modo: Spar- gono ilfeme nello fierco,qual rivolgono pofeia co piedi, & ne fanno pal- lottole, che vanno aggirando tuttavia per ventiotto dì , sì che rifcaldate quanto fa loro di bifogno pigliano animo, & ne nafcOno nuoui Scarauag- gi', & perciò fità&fimili al Sole,perche egli parimente fparge fopra la ter- ra la virtàfeminale,&lefi volge intorno di continuo,^ gìrandofi intor- no al Cielo fa , che la Luna fi rinoua ogni me fé in quanto tempo lo Scara- faggio rìnuoua Ufua prole . Et perche oltre a gli ammali confecrarono Lauro di anco gli inimichi arborì%& piante a gli lDeiyfu dato il lauro ad Jl 'poi- Apollo . i^&alìe ne faepiano ghirlande, ò per lafauola , che fi racconta di Daf- ne da luiamatay& mutata in quefìo arbore a è perche fu credute il Lauro battere non so che di dittino in sé, &cbe per ciò bruciandolo facci Jìrepi- to moslrandolecofea venire , delle quali faceuanogiudicio gli antichi, che douefìerofuccedère felicemente, fé il Lauro bruciando faceua gran ru- more,\3 al 'contrario, fé non faceua firepito alcuno . Credeva anco quaU ch'vno degli antichi,che chi fi legafìe hfoglie del Lauro al capo, quando va a dormire , vedeffe infogno la verità di quello che defideraua fapere . Oltre di ciò pare hauerejl Lauroinsè qualche virtù occulta di fuoco 5 perche ilfuo legno fregato con quello de la hedera fa fuoco, come fifa per- cotendo la pietra vina con l'acciaio, & none chi meglio raprefenti il So- ie del fucco.Ver che dunque il Lauro fu così proprio di apollo, ne furono pofeia coronati i Toeti d lui tanto raccomandati,^ gli Imperadori pari- mente lo portauano, forfè perche dicono^che quefio arbore non è tocco mai Tiberio dalla faetta del Cielo, Onde legge fi di Tiberio Jmperadore, che ei fi cinge Impera- m h^q di Lauro fempre che vdiua tonar e,per afftcurarfi dal fulmine* Et à Colende di Gennaio dauano i Ternani à nuoui magifirati alcune fo- glie di Lauro-, come che per quelle haueffero da conferuarfifani tutto l*an- nOjperchefù creduto il Lauro giouare affai allafanita , della quale hebbe Apollo pa pur'anco cura {apollo , an^i la medicina nacque da lui y come vedremo . dre della ne^ imagint $ Efcula-pìo,conciofia t che la temperie dettarla con ferua- ' trice de* corpi Immani venghi dal Sole. Del qualfi legge, che innan^ial- l'vfo delle lettere quelli di Egitto lo notauano in quefio modo : Faceuano vnofeettro regale, & vi metteuano vn "occhio in cima onde lo cbiamaro- _ , . , . no anchora alle volte occhio di Cjioue, come ch'ei vedeffe Vvniuerfo , & lo Gioue . gouernaffe confomma giuflitia, perche lo [cerno moslra ilgouerno , Et
Uomero
De gU Antichi
Imagìne cttdpoUo o del Sole Jignìficante lui ejfer *Dìo de Ila prudenza y & del potere , 0 che t/momofà- uio debbia, afcoltare & operar affai , ma parlar pocho 9 è conjìgmfica ancor Ali Sole cioè Dio tutto fentìre<$f, *vederc~> .
4$ Imaginì de i Dei
Vede tut- Hmm dìcefpeffo del Sole,che vede ;& 'ode ogni cofa.Onde appreflb fla- to il Sole . cedemonifà vna slatua di xApollo con quattro orecchie,^ con altre tan- Aj «olio co te mani>& dicono alcuni ,che lo fecero tale, perche fu vitto già vna vol- quattro o- fa in quella forma combattere per loro.tJM.af or fesche voleuanomoHra-> recane . fe -m ta[ man'iera \a pruden<a,cbe viene da queilo Dio , la quale è tar- da al parlare, ma bene sìa con le orecchie api rte fempre per udire . Et per ciòydiceua vn prouerbio appnfib de Greci: 0 di qucllo^che bà quattro orecchie ^volendo intendere di vnbuomofzuio,& accorto.^ puleio fa fe- derile il Sole veda ogni cofa,quandodice,cbe in Tbefjaglia erano incan- tatrici,& donne malefiche,le quali per inuolare , & rapire qualche cofiz con le torofiregarie,entrauano ouefofie fiato alcun corpo morto così di na- fcofio,cbe non far ebbono pure fiate vifie da gli occhi del Sole , quaft che impojjibile fia,ò fuor 4i modo difficile fare cofa,che non veggia il Sole. Fa Imagine ceuam cpielli di Fenicia , che ilfimulacro del Sole f offe vna pietra negra rotonda^ larga nel fondo , mat che verfo la cima fi veniua afìoiiglian- doja quale, comeferiue Herodoto,fi vantavano battere bauuta di Cielo , & diceuano perciò , che quella era il vero fimulacro del Sole fatto diui- namente, non per arte humana . 7S[è da quefia doueua effere dijfimile di forma,non so di color e( perche Vaufania, che loferiue, non ne fa melino- ne) certa pietra fimile ad vna gran piramide , guardata da UMcgareft fono il nome di^Apollo.Et in vn'altro luoco , fecondo che riferifee *A lef- Alefsadro ^ar}^ro T^apolitano, metteuano certapietra (chiacciata , e tonda in capo Napo ita- ^ vna imga V€ìrgà ,tS 'quella adoravano per la effigie , & ìmagine del Laccando. $°h • Lattantio fopra Statiofcriue , che in Terfia il Sole era il maggio- re DiOtche quiuifojfe adorato,& l'adorauano quelle genti in vno antro , cuero/pelonca,& baueua lafuafiatua il capo di Lione,& era veftita al- la 'Terfiana con certo ornamento, che portauano in tefia le donne di Ter- fta , & teneua con ambe le mani afor^a vn bue , ò vacca che fofieper le corna . tJMos~ira il capo del Lione , che il Sole ha maggiore for^a nelfe- gnodel Lione ;tbe in alcuno de gli altri del Zodiaco', ouero, che tale è fra le ficlle il Sole,qual3è il Lione tra le fere . Eifià nell'antro, quando gli fi mette dinanzi la Luna, sì che non è vi fio da noi al tempo della Ecclifìe . Et per le ragioni , che fi diranno poi nella fua imagine , è finta la Luna informa di vaccaia quale il Soleftringe nelle corna, perche fpeffo le le- tta il lume, & la sforma, coslringendola à ciò anco la legge della natura , àfeguitarlo . ^Alcuni vogliono che quefio mofiraffe pia tofio certo mi- iter io di quelle genti della Ter fia, per che non poteua alcuno efiere am- mefioalle cefefacre diquel Trio loro ,fe prima in certa fpelonca non da- uà mani fefi a prona della fortezza fua, & dellafuapatien^a. In Tietra
Città
De gli Antichi,
ìmagine dì apollo apo de Ternani lignificante la for^a (§? effetti del Sole nella Luna gr m tutte le co fé , & ilSoleeferfra le Bel/e come ilLeonefia le fere , & in talfegno qui da noi moftrar lafua maggior forza .
5? ImaginideiDel
Città dell'orbala , come ferme Taufania, fu apollo di metallo tutto
nudo y fé non che baueua i pedi vesliti , & ne teneua vno fui tefebio
di vn buefil che dicono era , perche piacquero i buoi ad ^Apolloycome can
Alceo. ta\Alceo in certo hinnoy che fa d ^Mercurio , il quale glieli rubò : &
Ah. ^i1' Pr*ma di lui lo dijfe Homero ancora y mettendo , che per certo premio
Homero.0 ^P°^° guardajfe gli ^Armenti dì Laomedonte > egli fa cofi dire da
Tettano .
Tocircondaua d'altere belle mura
La gran Città di Troia , e la fca tate ,» Ch'afona humana inejpugnabil fojje ',- Quando tUyVebo^à guifa di paHore , Cjuardaui a la campagna i vaghi armenti ,•
Et il bue era la più grata vittima sche fi dejfe ad \A pollo 3onde iCari< slij , & certi altri popoli della ^recia gliene dedicarono vno tutto di Paufania . (Jwetallo . <Jlfa Taufania crede , che volejfero moftrare quelle genti in quel modoycht alihora hauendogià f cacciato i fBarbari,poteuano libera- mente coltiuare la terra>& raccoglierne ifrutti'yChe il bue mofiraua que Plutarco . fio fouente , Onde Tlutauo jeriuendoyche Tbefeofece mettere il bue su, Bue per la gli denari delfuo fempOyne rende alcune ragioni,frà le quali è quejìayChe "natio egli volle in quel modo ricordare a fuoi popoliy& eccitarli a coltiuare la terra. In Egitto adorarono vn bue in vece di Ofiriyper cuiintefero il Sole, perfuadendofi-) che ei fojje apparfo loro in tale forma , da poi che Tifone fuo fratello l'hebbe vccijOyinmdiofo degli honoriy che gli faceuano quelli genti ^adorandolo come T)ìo per le btlleyegwueuoli artiche haucua ma- " ftrate loro;& lo chiamarono Ksipìy che vuole apunto dire bue in lingua
loro . Ulta alcuni hanno detto? che fu adorato il bue da gli Egittu, per- che Ofiri cosi ordinò con Ifide fua moglie , parendogli che quella beiiia lo meritafieper l'vtile grandeyche ne tranno i mortali alla coltiuatione del- la terra. 7<(è fi contentauano della effigie folamente , mavokuano, che la befiia fofie viua , alla quale non dauano però vita , fé non per alcuni pochi anni , & pafiati queslì lafommergeuano in certo loco , sì che vi moriua. cDi che faceua il popolo poi vn corrotto il maggiore del mondo,piangendOy & firacciandofi le vejlis& i capelli; né fi teneua giù- ftitia > fina che nefojfe trouata vn altra, perche tutti ì buoi > o vitelli Herodoto. (che vitello lo chiama Hcrodoto) non erano buoni per e fiere il Dio L^fpì, BuefoJéne ma bifognaua , che que fio fofie nato di vacca , la quale non hautfje più, fatto, & la fingeuanoefjerjì impregnata di certo jfclendore , che le fojfe
ve-
De gli Antichi. $i
venuto fopra; che ci [offe tutto negro , baueffe vna macchia bianca., & quadra in fronte, & sul doffo certo fegno di ^Aquila : baueffe su la Un- gna}o nel pelato vn fegno negro, che era forfè come vn fcarauaggio , & alla coda ipeli doppi. Trouata dunque quesla lorbesliagli Egitii tut- ti fi rallegrauano , & ne faceuanograndiffima fetta, &ladauanoa guardare a li Sacerdoti con molta riueren^a , & con tutù quelli honori, che faceuano a'diuini l^umi 5 i quali prima la conduceuano nella città del 7yjlo,oue la nodriuano per quaranta giorni,& dopò la introduceuano in vna nane dorata>& coft laportauano a Mcnfi, dótte come T>io la collo- cauano nel tempio di Vólcano. In quefii giorni folamente era lecito al- le donne di "vederlo, perche ne gli altri tempi era loro vietato . ?)a que- llo poi pigliauano certi refponfi come dall'Oracolo in quetto modo 5 Le pergeuano con mano , ò fieno , ò biada , & fé. ella la pigliaua volentie- ri , &mangiaua , le cofe haueuano da fuccedere felicemente , & doueua .auenire il contrario fé non Vedetta mangiare . Et in Mcnfi Città princi- pale-delio Egitto diceuano, che *Api appariua alle volte, onde per la fua apparinone celebrauano alcuni di di fetta con folenniffima allegrezza . q^Hq, Rè *Dicbe Cambife T^è , non bauendo mai più vitto fintile folennità ,Cfà fdegnatovna volta , che rotto da gli*Ammonij ritornò a LMenfi,& pen fando , che quelle genti fi rallegrafiero del fuo male , perche fapeua, che i'amauano poco , fece vecidere alcuni de i principali , non volendo cre- dere , come effi lo affermauano , che la fetta foffe fatta per l' apparino- ne del Dio loro ^4 pi ; & diceua , chenonpoteua effere, che venìffe T>io alcuno in Sgitto fetida fua faputa. Et perche gli Sacerdoti chiamati perqucfto confermauano quello , che gli altri haueuano detto , comandò loro , che gli facefiero vedere questo ^Dio,& effigli adduffero fubito con c -, ■ .f molta folennità il riuerito bue . *De l quale Cambife fi diede a ridere^» , c ;fe A p. # ty tratta la feimitarra lo [cannò , dicendo a quelli Sacerdoti ,&a gli altri , che haueuano accompagnato la be/lia ; 0 huomini da niente che voifete , adunque fono cosi fatti "Dei di carne , & di fangue ; & che fentano le battiture , & le ferite ? Quefto apunto è Dio degno di voi altri , ma non vi farete pero burlati di meya piacere. £t quello detto com- mandò j che i Sacerdoti fojfero molto ben frullati , Ó foffe amma^j ^atoogn'vno , che per la Città fi trouaffe andare fefleggiando. Et co- si fa finita la fefla , come racconta Herodoto.V arrone fcriue, & lorife- Varrone. rifee Santo ^ìgoflino,che ^ipifu vn Uè di ^Argiui ; il quale andò in E- gitto,&fu così caro a quelle genti, che dopò morte l'adorarcno,& lo ten- nero per fuo T)io principale > chiamandolo Serapi, per innanzi, che gli facefiero tempio alcuno , l'adorarono nell'arca, ouero fepoltura , oue
5 2 h
5 2 Imagini de i Dei
lo poferofubito,che fu mortojaquale da loro è detta fori, onctewiètìèniù quefle due voci ìnficme,l'vna dell'arca, l'altra del morto, fu fatto ilnome $orapi,cbe mutata poi la prima lettera fu detto Serapi.Et *Apifolamen te fu detto il bue perche era viuo3& adorato fen^arca, (3 fuori della fé poltura.Et hebbero gli Egitti] in tanta veneratane coflui, che non vole- uano,che fi fapefie,ch'eif offe flato huomo, & era penala vita a chi l'ha- ueffe detto .Onde in tutti ifuoi tempij era ilfimulacro di xArpocrate , per auertire le perfine ,cbe taceffero, né ofajfero dire, che <Apì, ò Ser api f offe vnqua fiato huomo.Oltre al bue adorarono anco in Egitto il rBecco,come
Giofeffò. fi legge apprcJf° di Giofeffo,oue fcriue contra tAppioneì& quella beflia, che tffi cbiamauano Cinocefalo,della quale fi dirà nella imagine di Mer- curio',& il Crocodilo anco, al quale fu quafi fatto vn fimile feberqo , che
~ como'"fece Cambije al bue *Api , da Cleomene vno de i principali Capitani di tA leffandro Magno,allbora paffando per quella parte dello Egitto,oue il (rocodilo è adorato come Itìo-, & hauendo intefo,che vnfuo ragàzgù era fiato gua Ho da vna di qudle beslie > fi fece chiamare tutti gli Sacerdo- ti^ lamentandofi del Dio loro, che eravenuto ad offenderlo , fen^a che egli haueffe penfato mai di fave a lai male alcuno,diffe, che era delibera- to di vendica» fi contragli Crocodili,& per queflo comandò,cbe fi appre- ftaffe di farne vna gran caccia , la quale non fu però fatta poi, perche Cleomene fi contentò di tirare vna graffa fomma di argento, che gli die- dero que' Sacerdoti,acc'wche il Dio loro nonfoffe beffeggiato,^ diflrutto,
Arinotele come farebbe slato,fe la caccia fi faceua. Queflo mette ^Ariflotele,fcrì- uendo nella Tohtica di quelli > li quali con numi modi fapeuano trottare denari. Ma ritorniamo ad .Apollo ,il quale per le cofe già dette, & per le f amie, che fi raccontano di lui (come che egli guardaffe già gli arm enti di xAmmeto,& altre fimili) hebbe da gli antichi oltre a molti altri co-
.Apollo pa gnomì queflo ancoraché fu detto Taflorc, perche pafee, & dà nutrimen- e* to a tutte le cofe la temperata virtù del Sole/Da che venne forfè la pa"%- ffa fuper flit ione dagli Ethìopi habitanti l'africa di verfo il mare ^ìu- firale.Conciofia che appveffo di coftoro erano certi praticelli quali fi tra uauano qua fi fempre carni arroHite di ogni forte dì animali , & vi an- dana ogni vno a mangiarne a fuo piacere , credendo ( benché, comeferi-
teerodoto ue Erodoto , ve le portaffero i magi/irati del paefe la notte con molta diligenza , & fccnte^ja grande) che foffero prodotte quìui dalla, terra così arroHite, & forfè per virtù del Sole, perche ouelluoco era di-
Menfa del man^ato la menfi del Sole , molto celebrata da gli antichi . 'Don- de nacque il prouerbio , che fono dimandate menfe del Sole quelle cafe de i ricchi, & potenti , oue i pouer i panno andare a mangiare a lo- ro
Degli Antichi.
ìì
Imagined'Apolline ideila terra apo delti Affirijfigni- ficante li effetti del Sole nella terra 8c in tutte le cofe, con le imagini della natura & della materia onde fono forma- te,& hanno origine le cole, ilferpentein che finifeono di- nota il tortuofo giro del Sole .
Imagini di Adad , & d'AdargateDei de gli Aflìrij intefì da loro per il Sole & per la Terra, dinotante che tutto ciò che nafee in terra prouiene dalla uirtù del Sole, & da rag- gi folari.
i4 XmaginideiDei.
ropiacere. Oltre di dòmo tirano gli A jjn jj il potere , che hàilSoleìn Simulacro 1luft° ìmondo>& gli effettive egli vi fa ,con vn fimulacro di ^Apollo, di A polio. che haueua la barba lunga,& agu^a^con certa cofaful capo fimilead luciano. vna cella . Et [crine Luciano , che alcuni degli ^dfiirij folamenre fece- ro iA pollo con la barbai riprendeuano gli altroché lofaceuanofen^a* qua fi che l'etère tanto giouine mofiri qualche imperfettione, la quale non deue cfi'cre nelle liatuc de i Dei; & perciò bifogna farle informa di km- ino già perfetto) come è chi ha barba . Intorno al petto haueua poi vna corata; con la de/ira mano tcncua vn balìa } mitra in cima vna bre- uè figuretta della littoria , & con lafiniftra porgeuavn fiore ; agli bo- men haueua vn panno con il capodi^JMedufa circondato di Serpenti .; st canto gì ijìauano alcune .jl.quile\ihe pareuanóuolare's& dauantia i pie- dì vna imagine dì fcmina3che dall' vn lato, & dall'altro haueua due al- tre imaginì parimente di f emina , le quali con ftefiuofi giri annodaua vn ftfacrobio gran Serpente . Così deferiue Uìdacrobio quello fimulacro , & cofi fin- tirpreta ancora.La barbatile pende giù per lopztto, [igni fica, che di Cie- £fpoiìtio- iQ Interra f par gè il Soleifuoi raggi; La cefi adorata, che forge in alto moina il celejle fuoco, di the fi i rede s che fia fatto il Sole. L'hajia , & la corata fi f.à per <JPTaì te,pcrcbe dicono , che per lui fi mofira ìlvehe- mente ardore del Sole . Vuole dire la littoria , che tutto èfoggetto alla virtù del Sole, il fiore fignifica la beitela delle cofe, le quali la occulta virtù del Sole femina,& fomenta il fuo temperato calore fa nafeere » tio- dtifce,e conferua.La donna cbeglìftà donanti a i piedi è laterra , la qua- le il Sole iilu/ìra dal Ciclo con Juoi raggi . Il che moftrauano i medefimi *AJfirÌj ancora>fecondo,che riferifee pur' anco CMacrobio, con la imagine Adad. del loro maggior 1)io}cbe ejjìchiamauano Adad,cuifaceuano efieiefog- Adargate. getta la Dea ^Adargate . +A quelli due diccuano quelle genti , che vb~ bidiuano tutte le cofe,&per quello intedeuanoil Sole, la terra per quefla . Onde il fimulacro di<Adad haueua i raggi,che guardauano in giù,peuhe il Solefparge i raggi fopra la terra, i$ quello di ^Adargate mandaua i fuoiaWinsà,mofirado,che ciò,cbe nafte in ferrarvi nafeeper virtù de' fu perni lumi,& accioche meglio s'intendefìe la terra per quella Dea,le po- sero fiotto ì Lioni perche fin fero quelli di Frigia,che la madre de i D ei cre- duta da loro cfferela terrajoffe menata da'Lioni, come fi vedrà poi nella fua imagine.L'altre due donnesche a quella dimeno fono a lato, molìrano la materia,ondc fono fatte le cofe, e la naturale lefafLe quali pare,che in fiemef emano alla terra facendotanto per ornamento fuo.llferpente,che le annoda ci dà ad intendere la torta vìa che fa il Sole. Le *A qui le perche velociffimamete uolano,& in alto lignificano l'altera, e la velocità del
Sole,
Degli Antichi. $1
Sole. Fu poi aggiunto alle [palle il panno con il capo di Medufa ,cheè infogna propria di Minerua .perche {come dice Porfirio) CMinerua non Porfirio - è altro, che quella virtù del Sole , la quale rischiaragli Immani intellet- ti, e manda la prudenza nelle menti de i mortali . Et che volejjero gli antichi per Mai te anchora intendere alcune proprietà del Sole , oltre a. qucllo,che ne ho detta, & ne dirò nella [ita imagine, fa affai intera fede vnaflatua grande non meno di trenta cubiti, la quale, dice Tufania, che era in certa parte della Laconia confecrara ad apollo , & pareua molto antica , & fatta in quel tempo , che non fapeuano anchora gli huomini troppo ben fa re leflatue\ che fu inna n tJ a T'eda lo; perche egli fu il pri- Pìo,come riferifee Suida,che aprifie gli cechi alle Ftatue, & lefacefie co" Suicto piedi dijìanti Iva dall'altro. Quefta,dalU faccia,dalle mani, e da i pie- di in fiorirei re/io pareua vna colonna^ haucua vn'elmo in capo , & nell'vna mano l'arco, &vn'bafiancli 'altra che fono infegne proprie di Marte,bcncbe le porti LMinerua parimente,ma perdiuerfa ragione pe- ?ò,come*nelle imagini loro fi può vedere. Quelli di Egitto in diuerft modi fecero fìztue al Sole,& vnatra l'altre era; cbeh.weuailcapo me^o ra- fo , $i che dalla deftra parte fdamente reflauano i capelli , che voleua dire {come l'interpreta Macrobio) che il Sole alla T^atura non Olà occulto mai in modo che del continuo ella fente qualche giouamento da3 fuoi raggi , & i capelli tagliati panificano , che il Sole in quel tempo ancora , che noi non lo vediamo , ha forila 3 & virtù di ritornare a noi di nuouo , si come i capelli tagliati rinafeono , perche vi fono re- fiate le radici. Vogliono ancora alcuni , che la mede ftma Statua figni- fichi quella parte dell'anno , che bàpochiffima luce, quando ,come chefta tagliato via tutto il crefeere di quella ì giorni fono più breui , li quali ritornano lunghi , quando ella pare rinaf cere , grvn'altra volta ri- torna a crefeere . Faceuano oltre di ciò in Sgittogli pmulacri del Sole con penne, né tutti di vn colore, ma vn fojco, C$ vfcu o> l'altro chiaro , e lucido,& queSlo chiamauano celefie^qucllo tnft rnale-.perche il Sole è det toftare in Cielo quando vàperg'ifi fcgni del Zodiaco,cbe fanno il tem- po della ESlà , \Sfono chiamati fìtpei ieri ,• & lo dicono Jccndere in In- ferno, quando comincia a caminare per gli altri J,u dell' fnuerno , detti- inferiori j £? 'le penne che dauano a qnejìi fimulacn , erano per mo- strare la velocità del Sole ? che Macrobio così l'ejp mé.tegg '.fi amora, IvTacrobiov che fotlo il nome di Ser api iute fero ddSoU m Egitto > benché lo mett f fero pur' anco alle volte per Gioue. Onde faceuano lafua statua iti fu» Serapi. ma di huomo , che purtaua incapo vn ntogg <> qua fi > voleremo- flrare y che intutte le cofebifognavfurc Iaconi ■ . Et
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Imagini de i Dei
Imagme dì $ 'erapi Dìo delti Hgitì] ìntefo da loro per il Sole ($f per il Nilo 9<v *t fimulacro d'^vn corpo con tre xapìjìgmficanti lì tre tempipajfato, preferite ($f auenU re > ($f il Sole andar con ordine $ mtfura ne mai de^
uìarc^ »
De gli Antichi. 37
Snida rìferifce , che alcuni differo che egli cm il^lloy H quale con quel ,. . tnoggioyche hmeua in capo,& con certo bilione , che fi achpera a mifu- °lUda' rare %-voleua dire ? chebtfognauache le acque f^ fi fpargefferò concerta tnifnra , per fare fecondo l'Egitto. *A cantò ti cofluifiaua, come ferine. 7tiacrob\oyvna figura con tre capi,cheft vninano in vn corpo foto, intomo al quale era auolto vnferpente in mode,chelo nàfcondeua tutto^ porge- va la tefia fatto la pia delira mano,come che egli {la padrone di tutto il te pò mofirato per gli tre capirlo diffLDelli quali l' uno, quel-di mecche era di Lione ;figniftcaua il tempo prefenteyperche queHoypoJìofrà ilpaf- fato,& quello che dà venire^è infatti,^ ha forza maggiore^ che gli al- tri. L'altro dalla parie defira , di piaceuole caneymoUraua , che il tempo a venirecon nuoue fperanze ci lufingafcmpYe.Et ilterz^-dallafmislradì lupo rapace,volena direbbe il tempo paffuto rapìfee tutte le cofe> &fe le diuora in modo,che di molte non lafcu memoria alcuna.. Hebbe ancora qttesloDio in i^fkffandria Città dello Egitto nel tempio alni dedicata <z>n fimttlacrojatto di tutte le forti metalli3& legni ,così grande,chefien dendo le mani toccata ambi gli lati del tempio , & erauivna picciolo, fineslretta fatta con tale arte , che il Solefempre al primo fuo apparire entrando per quella venuta ad illustrare la faccia del granfimulacro , il €he vedendo il popolo cominciò a crederei direy che il Sole ogni matti- na veni uà a j alutare Sciapi , & baciarlo. Et in Thebe Città parimen- tedell' Egitto snel tempio pure di cosini^ come ferine TUnio)fu vnafìa- Plinio. tua di certo morto dnro/J fofco,come il ferro, che fu creduta Mennone;la quale ogni mattina tocca da'raggi del Sole al fuo primo apparire focena, terto Hridore,& Itene mormorioycome volcfie parlare . Jk me pare che Martiam meglio di cìafcun' altro dipinge il Sole , allhora che CMercu- rìo , & la Virtù vanno a confultare feco fé doueua LMenurio prender moglieyd'oude ma stracche tutte le varietà dJ tempi vengono da lui , fin- gendolo che fede m vn grandetti' alto tribuna'eì& che ha donanti quat- tro vafi coperti inetti quali guarda [coprendone vno jolamcnte alla vol- ta . Qu£jiì erano tutti in ditte* fé forme , & di diuerji metalli fatti. Vno ^afi di Fc- di duri/fimo ferro,dal quale fi vedeuano vfeire viuefiamme,& era cbia- ' moto capo di Volcano. L'altro di lucido argentoy& era pieno di ferenìtà , Capo di & di aere temperato^ lo chiamauano ftjfe di Gioite. Il terzo di liuido Volcano . piombo,^ il fuo nome era Morte di Satw no, pieno di pioggia, di freddo , Ri/° di di brina,& di neue.flquarto,che ad effo Ecbo fiotta più vicino, era fatto Gioue • di Incido vetro , & teneua in sé tutto ilfeme , che l aria fparge [opra la saturno. * terra,& era nominato Toppa di Cjiunone . "Da qttefli vofi,mò daWvno, ,.
ino dall' altrot& quando da quesìo}& quando da quello fecondo che glie- Giunone!
H ne fa-
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Imagini de i Dei
Imagrne dèi Scie a/ariatore @J produttore di tutti lìtempìyfiagionìy & de tutte le co fé vita ($f morte, ffi de quattro yafi oue fiatinola varietà, de beni & mali nominati capo di Vulcano y rifodiGioue, morte di Sa- turno & poppa di Giunone, da quali prouiene il tutu.
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ne faceua dìbifogno,pigliaua Febo qucllo,ond? baueuano poi vita imor- tali,& talhora anco morte.. Tercbe quandovokua porgere al mondala dolce aura dello [pinta vitale jnettena parte dell'aria temperataci ua- jò di argento con parte dclfeme, che. fimi' Umbiufo nel vafo di vetro. Et quando pc ; in mamma petìe/J mone, vi agg iungeia le ardenti fiamme del vafo di ferro , ò veramente TJjomdo freddo nafcoflonel fofeo piom- bo , Vedali qui mani fellamente, ebe^come altre 'voice ho detto, la diuer- fità de i tempi viene dalla mano del Sole, & efre le quotiti dell'aria pa- rimentefi cangiano per lui , dalle quali nafeono , poi diuerfi accidenti, quando buoni,& quando tri/li fra mortali , & per queflo finfero i Toeti , che apollo vccidcjje i Ciclopiche fono le nebbie } & le altre tri fi e quali- . .. tà dell'aria, & che fojfe padre di Efculapio ,del quale nacque poi Higia, ade j q^ che vuole dire Saniti . Conciofìa che , come fcriue Taufania , di hauere dopi . vditogìà da vno di Fenicia , Efculapio non è altro che l'aria , la quale è Apollo pa purgata dal Sole in modo, che porge lafalute a i manali , come fono ere- £ie, . E" duti di fare etiandio i medici » ò conftruandq i corpi fani , ò rifanando gli ammalati* Et per ciò differo gli antichi) che Efculapio fu il cDio della Efculapio medicina >y & era principalmente. adorato in Epidauro Città della fre- tta , la quale pel tempio di cofluifu molto (limata ( come fcriue Solino ) - ,- perche chi cercaua rimedio a qualche infirmila andaua a dormire in ino' quello/^ intendeua in fogno ciòycbegli bifognauafareper guarirei era quiui ilfimulacro di queflo 'Dio fatto di oro , & di attor io affifo in vn bel feggio, come lo difegna Taufania cheneltvna mano haueua vn baBo- taufania <, ne , & teneua l'altra fui capo di vnfer pente 3 & a piedi gli giaceua vn cane* \
Ditutto quefto par erendere la ragione FefloTompeo quando dice ; Fefto Pó- <2)anno il fervente ad Efculapio, perche egli è animale vigilanti/fimo , Peo- come bifogna , chefia il buon medico ; gli danno il cane, per che fu no- drito fanciullino di latte di cane, &ilbafloneicbeè tutto nodofo ^igni- fica la difficultà della medicina. E ui aggiunge effoFeflo (che non è nel fimulacro polio da Taufania) che gli fecero gli antichi gfjirlan- dedi lauro , perche gioua queflo arborea molte infermità. Fu fatto Efculapio per lo più con barba lunga , come moflra quello , ch'io dijfi di 1)ionifio nel principio di quefla imagine-, ma trouafifen^a anco alle mi- te, come lo mette Tietro appiano nel libro delle anticaglie da lui rac- colte , & ha indofio certa uefte in foggia di camifeia con un'altra neftìc- ciuoladìfoprafuccinta , nella quale tenendone il lembo con la ftniflr a mano pare hauere certi frutti; & con la deflra tiene due Galli, perche il Callo era confecrato a lui, per la uigilan^a , che ha da effere nel buon me- li 2 dico,
€0
Ima&ìni de i Du
ìnidgint dì Efculapìò*T>ìo della Medicina con lìanì~ tmali a lui/aerati fignificanti la difficoltà della Medi- àna^ t officio del buon ^Medico 3ìntefo ancora pei 'l'a- ria purgata apportatrice difanità.
Imagìne dt Efculapìo 'Dio della ^Medicina con lì galli eccelli à lui /aerati yfìgnificanti la <-uìgilawzg ne- €ejfaria alti ZMedici*
De gli Antichi. 61
dicOyOnde anco gl'ilo facrìficauano gli antichi . Et per quejìo Socrate ap- preso di Tlatone \quando è per morirei lafcìa nelfno tejtamento vn Gal- lo ad Efculapio , volendo in quel modo mostrare il faggio Fìlofofoycbe Gallo di renàeua alla diurna bontà curatrice di tutti i mali ( intefa per EJcula- Efculapio fio ) & perciò figlia della diuina prouìden^a ( moflrata per *Apollo,dal- la quale l'haueuapur anco hauuta ) la luce del dì , della quale il (jallo è jiuncio , cioè il lume della prej "ente vita . Et i Thliasij ancora nelpaefe di Corinto l hebbcrofen^a barba : & apprejjo de i Sicionij parimente era tale, come ferine pur' anco Taufanh, fatto tutto d'oro , & di auorio , che teneua nella de/ira mano vnofctttro, & nell'altra vna Tigna 3 che è il frutto del Tino. Et diceuano quelle genti di bauerlo battuto inquefla guifa che lo portò loro da Epidaurofopra vn carro tirato da due muli una, donna detta J^icagora ; non però fatto come era lafua ftatua , ma mutato in Serpente > comel'hebbero i Romani anebora , quando per Serpere dì rimediare aduna graue pefiilen^a ( fecondo che ri ferìfee Valerio Cfrtaf- Efculapio fimo ) mandarono medefimamente in Spìdauroatorre Efculapio per l' a-< uifo de i libri Sibillini : perocché bebbero una grande ,e bella bifeia ado ■ rata quiui pel 1s(ume di Efculapio , la quale ufeita del tempio , fé ne an- Efculapio dò tre dì per la città 4 piacere con grande ,& religiofa marauiglìa dì comepor- ogriunOy& entrata poi nella naue dei rRomanii& pofìafi nelpìùbono- ratoaRo- rato luoco,ritorta ìv bei giri , con fomma quiete fi lafciò portare a %o- ma* mafiue entrata nel tempio , che è nella ifola , che fu dedicata ad Efcula- f io , /// adorata fecondo il rito , che portarono i Bimani infteme col Ser- pente da Epidauro . Sì che a ragione era con il fimulacro dì Efculapio fempre il Serpente. Fu fatto anco tal bora auolto intorno albafìone , che ei teneua in mano ; diche fi può raccogliere molte ragioni da F ilo- p;]0ftratoi ftratOyda Iginoyda Eufcbio,da Tlinio,da Macrobìoyeda altri , delle qua- laico. li non dirò io però più di vna , non già, perche quefla fia più nera delle altre (che ha della, fauola) ma perche mi pare più piaceuole da legge- re . Era venuto in tanta (lima Efculapio per le miracolofe opere ,cbe fa- rcoiieIJadi ceua nella medicina , che fu creduto non folamente faper guarire ogni Efculapio mah; ma potere anco ritonare gli morti a vita. Onde CMinos I\è di Cre- Minos Rè tacendogli morto il figliuolo Glauco , cui egli amaua fopra modo , lo fé ^ Creta. chiamare , & pregalo , i he ritornale l'amato fig 'iuolo in vita , ma poi the vide, che nèpreg hi, né promejje gli valeuano , perche FJadapio, fa- fendo che ciò era impoffibile a lui ,ricufaua laiwprefa, voltatoci alla for^a lo fece rinchiudere in certo limo con buonìljìma guardia , minacciandogli di non lafciarnelo tifare mai fin che bautfc re fa la Vita al morto figliuolo . rDì queflo LJculapio rimajt molto addolorato ,
&fi :
^a IroaginideiDei
& fi vedeua amai partito ; onde fi diede a penfare, non come ritornare vino il mortoyma come potè jfe fuggir di là; & mentre andana così di/cor rendo varie cofe,gli venne veduto paffarfi donanti vna bifeia , la quale hauendo egli vecifo col baffone, cui flaua appoggiato, indi a poco, né vi- de vn' altra venire , che con certa berba che portauain bocca , bauendo toccata la tejìa della morta Ja ritornò fubìto vka. Efculapio,che quella yide , pigliò fubito quell' berba , & fattone il medefimo intorno al corpo morto di glauco, ritornò lui in vita, & sé in libertà. Et per queflo volle, che' l fer pente fofie dapoifempre auolto al baflone^h'eì portaua in mano, Serpenti come fi vede per lo più nelle fiatue , che fono fatte per luL Mao per que- familiari j}0^ perche altro f offe ,c he, come ho detto, le ragioni di ciò fono molte, fu- f^0 ll a" fono i fer penti tanto famig Ilari ad Efculapìo, che non folo in Epidauro , ihe fu Jua fede propria, & principale , gli erano confecratì tutti, & più degli altri certi,li quali fono domeftici)& piacevoli a gli huomini,ma a Corinto ancora erano nodritii fer penti nel fuo tempio, alli quali non ofa* uà però alcuno. di accoflarfi, ma metteuano quello, {he voleuano dare loro sii la porta del tempio^ fé ne andauanopoi fen^a hauernealtra cura . Etin vn' altra citta quindi poco lontana frale altre imagini , che erano nel te